“L’idea di questo progetto è nata l’anno scorso, mentre stavo addobbando l’albero e ascoltando delle canzoni di Natale in sottofondo”. Il 2022 segna un doppio ritorno per Alexia, quello discografico con “My Xmas”, il suo nuovo album, uscito lo scorso 25 novembre, contenente dieci canzoni natalizie in versione inglese, rivisitate in un progetto originale e ambizioso, e dall’altra quello live, con un tour nei teatri e nei club di tutta Italia.
Con “My Xmas”, prodotto da Luca Serpenti e distribuito da Ada/Warner, l’artista riparte con un animo più ‘leggero’, con la consapevolezza di ascoltarsi di più e di osservare la sua professione da una diversa angolazione e soprattutto fare ciò che ama.
Ad accompagnare Alexia sul palco nel tour ci sarà una band d’eccezione composta da Fabio Zacco al pianoforte, Alberto De Rossi alle chitarre elettriche ed acustiche, Pasquale Coscio al basso, Alessandro Piovan alla batteria e percussioni e Clarissa Ballerini, Lorenza Rocchiccioli, Paola Viapiana e Roberto Alessi ai cori.
In questa intervista che ci ha gentilmente concesso abbiamo parlato con Alexia di “My Xmas”, ma anche dell’omaggio ad Amy Winehouse e dei ricordi legati al Natale.

Alexia, com’è nata l’idea di pubblicare il disco natalizio “My Xmas”?
“L’idea è nata l’anno scorso nel periodo natalizio, mentre stavo addobbando l’albero e ascoltando delle canzoni di Natale in sottofondo. Quello è un momento magico per me perchè faccio bilanci, ragionamenti, mi sento serena e torno anche un po’ bambina. In inglese cantare si dice to play, che significa anche giocare e dopo tre anni di stop avevo voglia di tornare davanti al pubblico. Così ho pensato di realizzare per la prima volta nella mia carriera un disco di Natale, ne ho parlato con il mio agente, che è stato entusiasta, e abbiamo iniziato a lavorare al progetto”.
Possiamo dire che questo disco rappresenta anche un po’ un ritorno alle sue origini, in quanto ci sono il blues, il gospel, il soul. Con quale criterio ha scelto i brani natalizi?
“Ho colto questa occasione per tornare a cantare in inglese, cosa che volevo fare da tempo e poi ai generi che amo e che mi hanno sempre ispirato da bambina. Così, cercando e facendo le varie selezioni, mi sono trovata tra le mani dei brani bellissimi, che mi divertivo a cantare e che potevano essere suonati e reinterpretati facilmente anche dal vivo, riuscendo a trasmettere quelle sensazioni e quell’energia”.
Tra le canzoni natalizie di “My Xmas” c’è anche “I saw mommy Kissing Santa Claus”, un bellissimo omaggio ad Amy Winehouse. Cosa la lega a questa grande artista purtroppo prematuramente scomparsa?
“Io la amavo in maniera folle e l’ho scoperta quando è nata la mia prima figlia. Quando si diventa madre le emozioni sono bellissime e contrastanti ed Amy, insieme alla mia bambina, riusciva a sconvolgermi un po’ la vita perchè era un’artista complicata, talentuosissima, irraggiungibile, che amavi ma anche faticavi a capire, così prepotente vocalmente. Quando è mancata nel 2011 sono diventata mamma per la seconda volta e le emozioni non erano più le stesse, ero felice da una parte perchè avevo realizzato il sogno di avere un’altra bambina ma dall’altra ero arrabbiata per la dipartita di questa cantante così giovane. Ho voluto farle il mio umile omaggio e ricordarla con questa canzone leggera, allegra, per dimostrare quanto amore provassi per Amy”.
C’è poi “Carol Of The bells (Ščedryk)”, un omaggio al popolo ucraino che sta vivendo il dramma della guerra…
“Sono così poche le cose che possiamo fare per loro, a parte mandare qualche aiuto materiale. Ho quindi pensato che artisticamente potrebbe avere anche più valore far capire che pensi a loro attraverso una canzone. “Carol Of The bells (Ščedryk)” si stacca come sonorità e armonia dal resto dell’album ed è in contrasto con gli altri brani, così come lo è il Natale che viviamo in famiglia con il calore dei nostri cari rispetto alle notizie che arrivano dall’Ucraina e a quello che il popolo ucraino sta passando”.

© Avi Meroz
Tra le canzoni natalizie di “My Xmas” ce n’è una a cui è più legata?
“Amo tanto “Have yourself a merry little Christmas” cantato da Judy Garland e ripreso a piene mani da me. Ho scoperto che questa grande artista era la mamma di Liza Minnelli e la cosa mi ha colpito perchè io non ho una mamma che canta e non sono Liza (sorride). Ho approfondito la storia di questa donna, poi recentemente abbiamo visto “Judy”, il film straordinario interpretato da Renée Zellweger, e non poteva mancare nel disco. E’ il brano di Natale più nostalgico, triste e solenne”.
In questo album ci sono anche delle canzoni che ha sentito nei suoi viaggi lavorativi per il mondo, come “Christmas (baby please come home)”…
“Racconto i Natali vissuti al lavoro, da mamma, da adolescente incavolata, da ragazzina delusa dalla vita in alcuni momenti. In quel caso ero lontana da settimane dall’Italia perchè stavo facendo un tour promozionale molto impegnativo, ero in una stanza d’albergo a Sydney, in Australia, ero sola come sempre, e c’era questa coppia di personaggi celebri in tv che si era lasciata da poco. Il conduttore della trasmissione, una sorta di Oprah Winfrey australiano, commentava e c’era questo brano in sottofondo che mi colpì molto. Ero un po’ fragile, avevo le difese immunitarie morali basse e cominciai a piangere perchè mi mancava casa. Quando l’ho riascoltata l’anno scorso tra le varie playlist ho pensato che “Christmas (baby please come home)” fosse una canzone pazzesca e che l’avrei inserita nel disco perchè faceva parte di un periodo pesante della mia vita che non dimenticherò mai”.
Qual è il suo ricordo più bello legato al Natale?
“I momenti che precedono il Natale in famiglia. Quando ero bambina mio padre si prendeva qualche giorno di vacanza, addobbava l’albero, cantava, mia madre preparava le leccornie in cucina, io e mia sorella ci perdevamo nelle cose più semplici, come cercare di fare un presepe, terribile perchè non eravamo capaci, infilandoci una Barbie e un Ken da qualche parte. Erano attimi di leggerezza in cui sentivi forte il calore della famiglia, ero in una fortezza e non poteva accadere nulla di sbagliato. Nella mia testa tutto era perfetto. E’ un ricordo meraviglioso”.

Cosa rappresenta oggi per lei questa festività?
“Per me oggi il Natale è stare a casa con la famiglia, le mie ragazze, mio marito che mi ha cambiato la vita, mia mamma, mia suocera, un po’ di parenti e condividere dei momenti di serenità e di gioia attorno ad una tavola per qualche ora, perché viviamo tutti una vita sfrenata, frenetica dove non c’è tempo per nulla, ed è bello ogni tanto fermarsi un attimo”.
Negli anni Novanta e Duemila ha avuto un grandissimo successo in tutto il mondo, nel 1997 ha pubblicato il primo disco Fan Club, vari singoli che hanno spopolato nelle classifiche, ha preso parte a diverse edizioni del Festivalbar e successivamente a quattro Festival di Sanremo, vincendo nel 2003 con “Per dire di no”. Che ricordo ha di quel periodo?
“Sono dei ricordi lontani ma ancora vividi, delle sensazioni strane. Cercavo fortemente di trovare uno spazio, di dichiararmi in grado di fare questo lavoro a fronte di tantissimi sacrifici, incanalando le energie a disposizione. Quando il mio primo producer, Robyx Zanetti, mi disse che avremmo pubblicato un album, avevo già all’attivo tre singoli che avevano avuto successo, compresi “Summer is crazy” che era anche la sigla del Festivalbar e “Number one” che arrivò subito primo in classifica in Spagna e in Argentina. Il disco aveva come quarto singolo consecutivo “Uh la la la” che è stato al primo posto in nove Paesi diversi contemporaneamente. Quindi la mia vita artistica esplose improvvisamente dall’oggi al domani, cominciai a viaggiare e da un lato ero molto felice ma dall’altro qualche frammento lo sto ancora sistemando oggi perchè è stata una deflagrazione”.

Cosa può anticiparci riguardo il concerto MY XMAS Live tour?
“Canterò tutti i brani di “My Xmas”, ci saranno i classici del mio repertorio e racconterò tanti aneddoti accompagnando le persone attraverso i Natali, quelli più che hanno caratterizzato la mia vita e che caratterizzano quella di tutti noi. E’ un modo per celebrare questa ricorrenza con un po’ di leggerezza e serenità e anche con la consapevolezza che nonostante le difficoltà riusciamo sempre a venirne fuori in qualche modo, perchè l’essere umano è capace di trovare delle risorse inaspettate”.
di Francesca Monti
Grazie a Daniela Turchetti
