Cinque anni fa se ne andava Dolores O’Riordan, la cantante dei The Cranberries

Cinque anni fa, il 15 gennaio 2018 se ne andava a soli 46 anni Dolores O’Riordan, la cantante dei The Cranberries.

Cantante dalla voce unica, dolce ed energica, capace di unire il folk irlandese al rock, insieme ai The Cranberries ha lasciato un segno indelebile nella musica degli anni Novanta e Duemila, facendo da colonna sonora con le loro canzoni alle giornate degli adolescenti di quel periodo e non solo.

Nata in Irlanda nel 1971, mamma di tre figli, Dolores O’Riordan entra nei The Cranberry Saw Us (diventati poi The Cranberries) nel 1990, dopo l’addio di Niall Quinn, che aveva fondato il gruppo un anno prima. La cantante insieme alla band pubblica quattro dischi di successo: Uncertain nel 1991, Everybody else is doing it, so why can’t we? nel 1993, No need to argue nel 1994, che contiene “Zombie”, premiata come miglior canzone del 1995 agli Mtv Awards e To the faithful departed nel 1996. Nel 2003 Dolores lascia la band e intraprende la carriera solista con l’album Are you listening? del 2007 e “No Baggage” del 2009. Nello stesso anno si è riunita ai The Cranberries, con cui ha intrapreso il Reunion Tour e pubblicato il disco Roses. Nel 2017 è uscito Something Else, con tre inediti e i grandi successi riarrangiati in chiave orchestrale, mentre nel 2019, a tre mesi dalla scomparsa della cantante è stato pubblicato “In The End” a lei dedicato, l’ottavo e ultimo disco della band di Limerick.

Nella sua carriera Dolores O’Riordan ha anche cantato l’Ave Maria di Schubert, per la colonna sonora del film La passione di Cristo di Mel Gibson nel 2004, eseguita al Festival di Sanremo e in duetto con il Maestro Luciano Pavarotti a Pavarotti & Friends, e nel 2007 ha duettato con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro nell’intensa “Senza fiato”.

Dolores, così piccola e minuta, ma con una voce grandiosa e un’energia pazzesca che trasmetteva ogni volta che saliva su un palco, è riuscita a unire la potenza del rock a quei suoni celtici tipici della sua terra, che ti fanno subito pensare agli immensi spazi dell’Irlanda, dove il verde dei prati si perde nell’orizzonte, tra cielo, nuvole e mare, regalandoti un senso di libertà. Ma Dolores O’Riordan è stata in un certo senso anche rivoluzionaria, lei che ha dato nuova linfa al rock, sdoganando l’immagine di frontwoman di un gruppo maschile.

Brani come “Zombie”, in cui cantava l’orrore della guerra in Irlanda, lo stesso che vediamo oggi in Ucraina e in altre parti del mondo, ma anche l’amore per la famiglia di “Ode to my family”, o il monito contro la droga di “Salvation”, passando per la spensieratezza di “Just my imagination”, per l’intima “No need to argue”, per l’energica “Promises” o per “Animal Instinct”, la mia canzone preferita, che parla dell’istinto materno di una mamma che fa di tutto per stare con i propri figli, continueranno a farci compagnia e a risuonare nei nostri cuori, tra note e ricordi.

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