EDITH BRUCK A SKY TG24: “CREDO E SPERO CHE RESTERA’ MOLTO DELLA MEMORIA”

“Ho sentito Liliana quando ha detto che con noi finisce tutto, che non ha speranza che rimanga molto della memoria e mi è dispiaciuto molto sentire questa cosa. Io credo che resti qualcosa, che la nostra testimonianza, i nostri libri, i nostri versi, il nostro gridare, i nostri pianti non siano stati inutili. Che sarebbe molto triste e amaro per l’umanità stessa. Non per noi, ma proprio per i giovani, per il futuro dei giovani, per un mondo minimamente migliore, sarebbe molto grave se fosse stato vano tutto quello che abbiamo detto, tutto quello che abbiamo scritto e tutto quello che è successo, se sarà dimenticato. Io spero che resti qualcosa”. Lo ha detto la scrittrice, poetessa, traduttrice e regista ungherese naturalizzata italiana, testimone della Shoah Edith Bruck, ospite di Sky TG24.

“Non dico che lei sia pessimista perché ognuno può pensare quello che crede. Io credo che forse nella classe povera ebraica in qualche maniera ha una cultura diversa, una cultura quasi di speranza in più, di più positività. Gli ebrei borghesi come quelli tedeschi si sono suicidati in molti, per esempio. Sono rimasti profondamente offesi perché erano molto inseriti nella società italiana. Noi eravamo sempre perseguitati. Insomma io credo che il povero ha più speranza del ricco o del benestante. E’ un’altra cultura in qualche misura, voglio dire, perché io non credo che sarà tutto cancellato o dimenticato. Resterà, resterà, resterà. Io voglio credere, se non c’è me lo invento, non posso vivere senza speranza. Non posso pensare sia stato vano, in 62 anni di parlare compreso adesso. Non può essere. Reterà, resterà qualcosa. E anche i ragazzi hanno imparato delle cose e io credo che domani saranno molto migliori di oggi”.

fonte ‘Sky TG24 ’

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