“Solo Fiori” è il titolo del nuovo Ep di Paolo Benvegnù, disponibile dal 28 aprile in tutti gli store digitali e in formato fisico su etichetta Woodworm Label.
Cinque tracce inedite, “Italia Pornografica”, “Our Love song”, “27-12”, “Tulipani” e il singolo “Non esiste altro” con la collaborazione di Malika Ayane, che con testi profondi e poetici raccontano la contemporaneità attraverso l’amore.
Paolo Benvegnù presenterà i brani di “Solo Fiori” e quelli che hanno segnato la sua trentennale carriera durante due speciali appuntamenti dal vivo organizzati da Magellano Concerti: Il 6 maggio all’Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone di Roma (ore 21:00, Viale Pietro de Coubertin, 30) e il 12 maggio alla Santeria Toscana 31 di Milano (Viale Toscana 31) e sarà tra i protagonisti del Concertone del Primo Maggio di Roma.
Qui la nostra video intervista con Paolo Benvegnù:
Paolo, è uscito il tuo nuovo disco “Solo Fiori”, come nasce questo progetto?
“L’idea era effettuare una sorta di continuum con i dischi precedenti, che hanno una loro connessione dal 2011, da “Hermann” in poi, e quindi realizzare un progetto su ciò che mi sembra che stia succedendo, ovvero siamo in una società sempre più tecnologicizzata, funzionale, dove tutto deve essere utile e dove ogni essere umano per certi versi è sia vittima che fautore del mercato. Perciò ho iniziato a lavorare su questo ma mi sono accorto di scrivere spesso delle invettive in soggettiva, allora mi sono fermato e chiesto come tratterebbero questo tempo Cervantes, Tasso, Ariosto, Dante, Shakespeare. La risposta che mi sono dato è stata che parlerebbero dell’amore, di ciò che può andare a trasgredire l’aspetto così matematico del sentire le cose, che non ha nulla a che vedere con il funzionale. Con i miei compagni di lavoro abbiamo avuto alcune intuizioni sotto questo punto di vista e i ragazzi dell’etichetta Woodworm Label hanno pensato di fare uscire una raccolta di racconti e poi a novembre un romanzo intero”.
In una società come quella attuale sempre più individualista, dove impera l’io, quanto la gentilezza, l’aiuto verso l’altro può ancora essere importante per provare a cambiare le cose in meglio?
“Specialmente le giovani generazioni, ancora più della mia che ha lasciato disastri di cui mi vergogno, vanno sempre di più verso l’istruzione per riuscire ad essere funzionanti all’interno del mondo del lavoro, finanziario, ma costruiti non significa essere educati sentimentalmente. L’educazione sentimentale serve per capire il proprio desiderio, seguirlo o perseguirlo, per riconoscere noi stessi. Se sei sereno con te è automatico che sei più empatico con gli altri, è togliere l’io per entrare nel noi. Oggi la tendenza è inversa”.

In “Solo Fiori” ti domandi cosa resterebbe di un adulto se il suo Sentire rimanesse lo stesso della sua infanzia. Che risposta hai trovato con questo disco?
“Sarebbe interessante avere la consapevolezza e la stratificazione delle esperienze di un adulto con la purezza dell’infanzia. Penso ad esempio all’ira, un bambino iracondo senza alcuna ragione se non la fame o il sonno è irragionevole, ma quanto potrebbe spaventare l’irragionevole in una società in cui tutto è ragionevole e vendibile? Sono due aspetti in controtendenza. E’ una riflessione quella che proponiamo”.
In “27-12” canti “quando tu sei ad un passo da me io credo ancora all’impossibile”, un messaggio importante quello di continuare a credere nei sogni…
“L’opera scardinante di amare sta proprio nel fatto che anche la realtà in cui viviamo lavora sulla nostra percezione, sull’interpretazione e la vendita della stessa. Nell’amore questa percezione cambia, per due amanti una stanza chiusa, senza finestre, di due metri quadri, può sembrare l’infinito, perchè non entri nel razionale, è lo spazio vissuto che è diverso ed è l’impossibile del possibile. Questo meccanismo di scardinamento porta ad una distorsione del tempo. Quando due esseri umani si anelano fortemente passare insieme un minuto o due ore cambia realisticamente, perchè quei due minuti possono sembrare infiniti e quelle due ore un istante. Noi stiamo perdendo questa dimensione, del non percepibile, del non udito, del misterioso. L’amore è innamorarsi del mistero, della follia dell’altro che non riesci a comprendere. Questo accade in una relazione a due ma anche in quella con il mondo, con la verità. Se noi andiamo razionalmente in altri mondi non succede nulla, dobbiamo andarci con questo afflato, legato allo stupore, alla meraviglia rispetto a qualcosa di nuovo”.
Nell’Ep c’è anche il featuring con Malika Ayane in “Non esiste altro”…
“Sentendo Malika cantare e parlare mi è sembrato che avesse un’essenza di ricerca che esprime con la sua voce e nei gesti inconsci che fa durante le interviste. L’idea è stata proporle un brano dove due amanti si risvegliano e poi si allontanano perchè non possono stare insieme, si rincorrono, forse si trovano o forse no. Ho pensato che la sua idea della vita avesse strettamente a che fare con questa intuizione. Abbiamo chiesto al suo manager se potesse farle avere il brano, Malika ha risposto con un entusiasmo che ci ha commosso e ha cantato meravigliosamente. Il pezzo si annoda su di lei, perchè ha un talento eccellente, quello di una donna che già ha creato vita”.

credit foto Mauro Talamonti
Presenterai i brani di “Solo Fiori” il 6 maggio all’Auditorium Parco Della Musica Ennio Morricone di Roma e il 12 maggio alla Santeria Toscana 31 di Milano. Cosa puoi anticiparci?
“L’idea è di fare un concerto dove riprendiamo, a proposito di distorsione di spazio e del tempo, quindici anni di scrittura per riportarli in un’ora e trenta di live. C’è un filo rosso legato alle intuizioni degli ultimi quattro dischi. Quello che mi piace è proporre questi brani con i miei compagni dando ogni volta una lettura completamente diversa e vedere se negli anni siamo riusciti a capire quelle intuizioni e a suonarcele addosso, come un abbraccio”.
Sarai tra i protagonisti del Primo Maggio di Roma, il tradizionale Concertone con al centro la musica ma anche tematiche sociali importanti, in primis la dignità e la sicurezza sul lavoro, che oggi spesso vengono a mancare…
“Fossi un imprenditore non potrei non pensare alle persone che lavorano per me, soprattutto in termini di diritti e di sicurezza, perciò bisogna essere educati sentimentalmente in ogni campo. La mia generazione aveva dato per scontato che ci fossero dei diritti da rispettare sul lavoro, oggi tutto questo è da riconquistare, così come la narrazione legata all’avvento di questi diritti. Ci sono state delle lotte a volte cruente, con degli esseri umani che ci hanno rimesso la vita per le loro idee, rivolte ad una moltitudine. Sociologicamente la società è cambiata così come quella che una volta era la maggioranza delle persone, penso agli operai che lavoravano in largo numero nelle industrie, dei quali anch’io ho fatto parte, e che oggi sono una sparuta minoranza. E’ importante rimarcare che un’idea non vale un’altra, che gli errori fatti in passato non devono essere ripetuti e che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro ma anche su valori di libertà individuale e di pensiero che ora vengono un po’ scossi. Ho un gran timore per le generazioni a venire, pensando al fatto che questa narrazione possa rivelarsi non sempre corretta”.
di Francesca Monti
credit foto Mauro Talamonti
Grazie a Valentina Marcandelli
