Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla presentazione dei candidati ai Premi David di Donatello 2023: “Promuovere cultura vuol dire anzitutto promuoverne la libertà. Il cinema è parte di noi”. Video

Si è svolta questa mattina nella splendida cornice del Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la presentazione dei candidati ai Premi “David di Donatello” per l’anno 2023.

La cerimonia, condotta da una spumeggiante Geppi Cucciari, è stata aperta dalla proiezione di un video realizzato da  Rai Cultura a cui è seguito l’intervento di Piera Detassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.

“Grazie Presidente, è sempre una grande emozione essere qui, in questa modesta magione, ampio cortile, molto luminoso, discreta armocromia e libero fra cinque anni”, ha esordito la conduttrice. “Presidente, lei, libero fra cinque anni, mancano cinque anni, quasi sei. Aveva altri progetti, ma le cose sono andate in modo diverso. Otto anni, sei governi, cinque presidenti del consiglio, 180 giri di consultazioni e una sola espressione. Come sta tutto bene? Perché lei fa più giri dei Maneskin. Sabato era a Londra per l’incoronazione di Re Carlo, poi con Gianni Morandi al Senato, oggi qui con me. Una discesa inarrestabile. Di questo passo, domani pomeriggio, mi inaugura una bocciofila a Ladispoli con Mastrota. No, stasera partite per la Norvegia: vedrà un altro re e nei suoi occhi vedo l’entusiasmo di chi si appresta a mangiare aringhe per tre giorni consecutivi”, ha proseguito scherzando. “Comunque è bello ritrovarla dopo questi due anni, con questo incarico che lei ha accettato con grandissimo entusiasmo. Quando l’hanno rieletta aveva la mascherina, così non si è visto cosa ha detto sotto. Lei oggi poteva essere un uomo libero, cioè un pensionato, quello che avrebbe meritato. Poteva riposare, giocare a bocce, guardare i cantieri con le mani dietro la schiena, scuotendo il capo, il Capo dello Stato appunto. Lei si era anche portato avanti con i cantieri del Pnrr, cioè era per avere un sacco di cantieri da osservare, da vigilare. E invece niente. E’ ancora qui, al lavoro, per noi, con noi, con poco tempo per svagarsi e, invece di andare al cinema siamo stati costretti a portarlo tutto qua”.

Quindi c’è stata la lettura delle candidature ai Premi “David di Donatello”, intervallata dall’esecuzione di alcuni brani da parte del Maestro Danilo Rea dedicati a colonne sonore del cinema italiano e internazionale.

“Mai come quest’anno abbiamo avvertito un senso di partecipazione, affetto e competizione. La nostra mission non è solo la serata di premiazione ma abbiamo puntato sull’innovazione stringendo partnership importanti sulla parità di genere coinvolgendo le scuole insieme ad U.N.I.T.A. Il nostro focus rimane la sala, luogo principe da cui riverbera il vero passaparola di lancio dei film”, ha detto Piera De Tassis, Presidente e Direttore Artistico dell’Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello.

Geppi Cucciari ha intervistato la vincitrice del David alla carriera, la produttrice Marina Cicogna, e i vincitori dei David speciali 2023, Isabella Rossellini ed Enrico Vanzina.

La cerimonia si è conclusa con il saluto del Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il discorso del Presidente della Repubblica.

“Quella delle arti è una vasta famiglia di cui il cinema è entrato a far parte circa un secolo fa. Far parte di una così nobile famiglia è un onore che deve riempirvi di orgoglio perchè cooperate alla costruzione di una conoscenza diffusa e siete i biglietti da visita del nostro paese nel mondo”, ha detto il Ministro Sangiuliano ai candidati.

Quindi ha preso la parola il Presidente Mattarella: “Benvenute e benvenuti al Quirinale. Ringrazio il Ministro Sangiuliano e la Presidente Detassis. Le loro parole hanno conferito significato ulteriore a questa giornata, che è la festa del cinema italiano, ma è anche un’importante vetrina. Ogni anno è un punto di avanzamento.

Ringrazio Geppi Cucciari, che si era già cimentata nel non facile compito di esporre le cinquine del del premio. Compito non facile, complesso ma, come altre volte, la su

a simpatia ha reso davvero piacevole questo momento impegnativo. Ringrazio Danilo Rea, che ci ha donato momenti di grande talento artistico.

Saluto tutti voi, candidati ai Premi David di Donatello e, tramite voi, vorrei rivolgere un saluto a quanti partecipano alla vita, alla creatività, allo sviluppo del nostro cinema.

Rinnoviamo grande riconoscenza nei confronti di Gian Luigi Rondi, che ebbe l’intuizione, sessantotto anni addietro, di questo premio, riuscendo con vera grande tenacia a radicarlo e a farlo crescere. Lo ricordiamo mentre portiamo avanti il testimone che ci ha lasciato. Il cinema è immaginazione e storia, emozione e cultura. È anche svago, sogno, libertà. Ha impresso segni indelebili nella memoria di ciascuno di noi e appartiene alla nostra civiltà come uno dei suoi tratti identitari.

Proprio i David ci aiutano a tracciare e a scandire il percorso, ad avere anche la percezione del cammino compiuto, dei valori in campo, di questo patrimonio di arte e di cultura che fa pienamente parte della storia italiana. Il cinema è un testimone che passa di mano in mano.

Alla prima edizione del David, nel 1956, venne premiato Vittorio De Sica per “Pane, amore e…” Compie sessant’anni “Il Gattopardo” di Luchino Visconti. Cinquant’anni or sono – era il 1973 – arrivò nelle sale “Amarcord” di Federico Fellini, poi vincitore dell’Oscar. Potrei continuare, ma rischierei di omettere, o di trascurare capolavori assai più di quanti sarebbe possibile citare.

È una sequenza emozionante di film che hanno fatto epoca, che hanno fatto conoscere il nostro talento nel mondo, che hanno anche scandito la vita della Repubblica e riempito l’album dei nostri ricordi. Quel che più conta è che questo patrimonio di invenzioni, di professionalità, di creazione artistica, di supporto industriale, divenuto col tempo un’importante infrastruttura del Paese, ha generato sapere, percezioni condivise. Ha prodotto una scuola, ha ampliato le potenzialità espressive della società. Il cinema ha fornito un contributo significativo allo sviluppo della nostra civiltà.

Il Premio David di Donatello esprime questo senso della storia. Storia del cinema che è storia italiana.

Ne sono testimonianza i premi alla carriera e i premi speciali, che di anno in anno vengono assegnati.

In questa edizione i riconoscimenti sono stati attribuiti a Isabella Rossellini e a Enrico Vanzina, personalità di grande rilievo del nostro cinema, che sono state anche capaci di mettere a frutto, con originalità, l’eredità ricevuta da interpreti di valore come i loro genitori. Affianco i miei ai meritati complimenti che hanno ricevuto.

Mi congratulo con Marina Cicogna, produttrice coraggiosa e poliedrica, anch’essa cresciuta in una famiglia che amava il cinema e che al cinema ha dato molto. Raccogliere il testimone è una straordinaria opportunità ma è anche un’impegnativa responsabilità, che espone sovente a giudizi più esigenti.

Mentre celebriamo la bellezza delle opere, degli autori, delle interpretazioni – che la giuria del David per quest’anno ha selezionato – ricordiamo coloro che ci hanno lasciati di recente. Gina Lollobrigida che ricordo qui qualche anno addietro e le altre grandi figure che ci hanno lasciato, protagonisti dal del cinema italiano, hanno onorato il cinema, e desidero aggiungere il mio ricordo personale e la riconoscenza dell’Italia.

Abbiamo superato le insidie più gravi di una pandemia che ha lasciato segni drammatici e profondi nella vita sociale. Ha imposto una frenata a tante attività. Ma l’industria del cinema non si è fermata neppure durante il lockdown e ha ripreso velocemente il suo percorso.

La sempre più stretta correlazione tra produzioni cinematografiche e televisive, la molteplicità delle piattaforme, hanno aperto strade nuove, che le professionalità del cinema sono riuscite a utilizzare con grandi risultati.

L’ampio comparto dell’audiovisivo – un’industria che produce immagini e cultura – costituisce uno dei motori dell’economia nazionale.

Le forme espressive e i linguaggi si sono dovuti aprire a un confronto per molti aspetti imprevedibile.

Non si deve mai aver paura dell’innovazione. Occorre però governarla, non esserne interpreti inerti e passivi. Il ritmo delle trasformazioni si fa sempre più accelerato.

Il cinema può acquisire nuovi formati, ma – va sempre ricordato – non può rinunciare a sé stesso, alla propria cultura, alla propria creatività.

Tra i problemi, vi è quello che riguarda le presenze nelle sale cinematografiche. Purtroppo non sono soddisfacenti, e anche il confronto con Paesi vicini ci vede indietro.

Occorre attenzione. Le sale – i tanti nostri “Nuovo Cinema Paradiso” – rappresentano un patrimonio di socialità. Non vanno ignorati i problemi, ma nel cambiamento il cinema può certamente vincere la sua partita.

E’ una prospettiva che poggia su basi concrete. Accanto all’aumento di produzioni e co-produzioni italiane, accanto alle molte domande di girare film e serie tv nel nostro Paese, vi sono tanti giovani registi che seguono le orme dei loro maestri, e nel cammino professionale non tardano a sperimentare le loro idee, a esprimere una loro creatività.

Il nostro talento continua a essere apprezzato ovunque. Il gusto e la qualità italiane hanno nel cinema, con le sue radici e le sue icone, un grande propulsore. Le istituzioni sono quindi chiamate a sostenere la cultura nelle sue diverse espressioni. Promuovere cultura vuol dire anzitutto promuoverne la libertà. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha capitoli rilevanti che interessano il cinema e la cultura.

E’ un’opportunità storica quella che abbiamo davanti, una sfida che dobbiamo superare come Paese. La condizione per riuscire a ottenere i risultati migliori dai progetti messi in campo è la capacità di tutti gli operatori, delle istituzioni pubbliche, delle imprese, degli artisti, come di ogni categoria di lavoratori del cinema, di dialogare proficuamente e di trovare intese e convergenze.

Il cinema è parte di noi. Lo è anche mentre progetta il suo futuro. La cerimonia del David di Donatello valorizza i talenti del presente e guarda a quelli di domani. È un incoraggiamento al cinema e all’Italia. Buona festa per questa sera!”.

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Erano presenti i candidati ai Premi, il Presidente dell’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo (AGIS), Francesco Giambrone, il Presidente dell’Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Digitali (ANICA), Francesco Rutelli, esponenti della cultura, dello spettacolo e dell’industria cinematografica.

di Francesca Monti

credit foto Quirinale

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