La guerra tra Russia e Ucraina ha fatto il suo ingresso anche ai Mondiali di scherma di Milano 2023. Nella gara di sciabola femminile individuale la campionessa ucraina Olga Kharlan ha battuto per 15-7 la russa Anna Smirnova nel tabellone delle 64 ma è stata squalificata in quanto al termine dell’assalto non ha stretto la mano alla sua avversaria ma solo effettuato un tocco con l’arma in segno di saluto (come si usava durante la pandemia). Smirnova è rimasta in pedana per 45′ seduta su una sedia come protesta, chiedendo la squalifica della Kharlan che è arrivata dopo un’ora e mezza, con i giudici che dopo aver rivisto il video hanno preso la decisione di estrometterla dalla gara per violazione dell’articolo 122 del codice di condotta della scherma internazionale ed è stata esclusa anche l’Ucraina dalla prova a squadre. La bulgara Ilieva è stata promossa direttamente agli ottavi.
Luigi Samele, schermidore italiano e fidanzato di Olga Kharlan, con un post su Instagram si è detto amareggiato: “Sono cresciuto con dei sogni nel cassetto. Negli anni ho capito che non viviamo in un modo di favole. Nella mia carriera ho visto e capito tante cose che mai e poi mai avrei voluto vedere e capire. Oggi, per la prima volta, mi vergogno di far parte di questo sistema. Un sistema dove la prepotenza vince sull’onestà, un sistema dove le regole sono fatte da pochi e per pochi, un sistema dove chi ti può aiutare, non aspetta altro che il tuo fallimento”.
Olga Kharlan ha così commentato la squalifica: “Penso che abbiate visto tutto, l’unica cosa è che non ho voluto stringerle la mano. Sapevo che poteva esserci questa possibilità. Io ho proposto il saluto con la lama, lei non ha voluto farlo e l’arbitro mi ha detto che potevo andare via, quindi mi sono riscaldata per l’assalto successivo, poi al controllo dell’arma mi hanno detto che volevano parlarmi. Mi è stato comunicato che avevo ricevuto il cartellino nero, ma non credo che sia stato l’arbitro. La decisione dell’arbitro è stata quella di non dare il cartellino nero. È molto crudele per tutti. Il sistema, questa Federazione, sta uccidendo tutti, anche gli arbitri”.
credit foto Facebook Olga Kharlan
