Il 4 marzo alle ore 20.30 al Teatro San Babila di Milano va in scena l’evento teatrale e musicale “Adesso basta – Non chiamarlo amore”, organizzato da Soccorso Rosa Onlus, dedicato alla Prevenzione della Violenza contro le Donne, che vede la regia della cantante Lidia Schillaci e dell’Avvocato Armando Cecatiello, con gli arrangiamenti a cura del maestro Fabrizio Lamberti.
L’evento, che unisce musica e teatro, è ispirato al libro “Adesso Basta – Istruzioni contro l’Abuso” opera scritta dallo stesso Cecatiello, e si focalizzerà particolarmente sulla storia di Anna, la cui voce sarà interpretata dall’Avvocato Graziella Ruspi, con un cameo dell’autore della storia e per l’occasione Lidia Schillaci presenterà un suo inedito dal titolo “Non chiamarlo Amore”, che è anche il sottotitolo allo spettacolo, che sarà interpretato per la prima volta live.
Sarà un vero e proprio racconto musicale che tramite la musica e l’incredibile storia di Anna ci porterà a fare una profonda riflessione e ad emozionarci.

Lidia, come nasce l’idea dell’evento teatrale e musicale “Adesso Basta – Non chiamarlo amore” che la vedrà in scena il 4 marzo al Teatro San Babila di Milano e di cui cura la regia?
“E’ nato dalla collaborazione con Soccorso Rosa Onlus che si occupa di dare sostegno, anche legale, alle vittime di violenza e alle donne che si trovano in situazioni molto difficili. Da sempre sono vicina al tema, poi ho conosciuto Armando Cecatiello, avvocato e fondatore della Onlus, che ha scritto il libro “Adesso Basta – Istruzioni contro l’Abuso”, dove ha raccolto le testimonianze di molte donne che lui ha seguito e sono rimasta colpita da queste storie e dalla sensibilità di quest’uomo. Ho voluto mettere in scena uno spettacolo che portasse alla luce una delle tante storie, quella di Anna, che chiaramente è un nome finto, facendo dei passaggi musicali e di racconto sul palco per far emergere anche determinati aspetti psicologici che vive la donna e che a volte non si comprendono del tutto. Ci sono tanti step che conducono una persona ad essere intrappolata in una relazione che sfocia in violenza psicologica o fisica e che purtroppo può arrivare all’omicidio o a fatti gravissimi. Non possiamo stare zitte e ferme rispetto a quello che accade nella nostra società, bisogna iniziare ad essere più consapevoli, e questo vale sia per le donne che per gli uomini. Spesso si cade nell’errore di fare di tutta l’erba un fascio, ma ci sono tanti uomini che prendono a cuore certe storie e sono grata di averli incontrati”.
Nel corso dell’evento presenterà il suo brano inedito “Non chiamarlo Amore”…
“Non chiamarlo amore, che dà il sottotitolo allo spettacolo, è una canzone di cui ho scritto musica e testo, in cui mi sono immaginata una donna che racconta la propria storia. E’ un inedito, lo canterò per la prima volta sul palco del Teatro San Babila e poi magari lo pubblicherò. E’ un inno a voler cambiare le cose, a dare una spinta verso il saper riconoscere l’amore vero”.
Come mai tra le tante avete scelto la storia di Anna?
“Quella di Anna è una storia complessa e completa, ti fa fare un viaggio in quello che succedeva nella nostra società negli anni Settanta quando certe cose non venivano dette e arriva fino ai giorni nostri, c’è un’evoluzione incredibile di questa persona, ci sono i figli, ma c’è anche una crescita. Fa comprendere quanto una donna possa essere forte e quindi il messaggio che trasmette è non arrendersi anche quando pensi che tutto stia crollando”.
La violenza sulle donne è una tematica purtroppo sempre attuale, come vediamo anche dagli ultimi fatti di cronaca. Secondo lei quali sono gli step che devono assolutamente essere fatti?
“C’è ancora tanto da fare, in Italia e nel mondo, soprattutto in alcuni Paesi dove alle donne vengono negati anche i diritti basilari. Bisogna partire dalle mamme, nella crescita sia delle donne che degli uomini, perchè siamo noi a formare questa società, dare l’educazione e impartire quei valori importanti ai bambini e alle bambine. Siamo in un momento storico difficile dove ci sono tante cose da dire, si fatica a creare una famiglia, c’è la crisi economica e il divario tra i poveri e i ricchi, non c’è più la classe media e questo incide nella crescita dei figli, nell’educazione, nella scelta delle priorità. Ci sono anche meno coppie, meno donne che possono permettersi una famiglia, insomma tante cose da migliorare. Bisogna fare informazione e sensibilizzare gli uomini su questi temi. Siamo un universo complesso e bisogna capire cosa passa nella testa della persona, perchè una donna si sottomette a tal punto e un uomo arriva a compiere certi gesti. Lavorare sull’anima e sull’aspetto emozionale ci può portare ad essere più empatici, e a coltivare la parte buona che ognuno di noi ha”.

Quanto la musica può fungere da megafono per far arrivare certi messaggi alle persone e smuovere le coscienze?
“Per me la musica, il teatro e l’arte sono le chiavi principali, quei canali diretti che arrivano all’anima delle persone. La musica attraversa tutto, è un’energia, è quel momento dove riusciamo a rilassarci, ad essere liberi da qualsiasi blocco mentale. Ha un ruolo totalizzante e dobbiamo usarla affinchè quella parte spirituale che abbiamo non venga messa da parte. Non siamo macchine ma anime, e in questo momento storico dobbiamo stare attaccati alla nostra essenza, essere radicati”.
In quali progetti sarà prossimamente impegnata?
“Ci sono tanti progetti in arrivo. Innanzitutto andiamo in scena con “Adesso basta – Non chiamarlo amore” il 4 marzo che per me è una data importante, essendo il compleanno di Lucio Dalla. Infatti sto portando avanti lo spettacolo “Futura. Donne per Lucio”, in cui sul palco sono affiancata da un’orchestra sinfonica e pop al femminile di venti elementi. In questo spettacolo, da me scritto, reinterpretiamo, con quella sensibilità super spiccata femminile che aveva Lucio, le sue canzoni e lo porteremo in giro per l’Italia. Il 4 maggio debutto invece in “Oltreoceano” con la regia di Mario Incudine, scritto da Costanza Di Quattro”.

Cosa rappresenta per lei Lucio Dalla, cosa le ha trasmesso questo grande artista attraverso il suo modo di cantare e di scrivere?
“Lucio Dalla per me è un amico, non ho avuto l’onore di incontrarlo di persona ma lo conosco tutti i giorni tramite le sue canzoni, è il mio artista preferito in assoluto per quello che è riuscito a trasmettere con le parole, con il suo modo libero di interpretare la musica. I suoi brani sono tutti diversi, ma la radice jazz, da cui anch’io provengo, lo rende particolare. Mi trasmette la libertà assoluta di pensiero, di espressione, che è la cosa più bella del mondo. Lucio ha lasciato un segno nella mia vita, lo sento molto vicino a me, siamo in sintonia artistica”.
Recentemente ha preso parte a “Tale e Quale Sanremo”, nel 2020 ha vinto “Tale e Quale Show – Il Torneo”, cosa le ha dato questo programma?
“Tale e Quale Show è un programma che mi ha regalato tante cose belle. Mi ha permesso di tornare in televisione, è divertente e mi piace indossare i panni dei vari personaggi e interpretarli. E poi si crea anche una famiglia con gli autori, con i coach, con Carlo che è un super professionista. E’ sempre bello tornarci”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Stefania Vaghi
