“Ho lavorato a questo disco partendo dall’esigenza di scavare dentro questo mare di emozioni e di emotività e ho fatto un’immersione nel mio universo introspettivo”. Si intitola “Male Mare che è in Me” il nuovo Ep di ginevra, che firma i testi in collaborazione con Mida, rondine, Nuvola, Caffellatte, Dalila Bizzini, Leo Bi, prodotto da Gianmarco Grande, e distribuito da Ada Music Italy.
Il progetto racchiude sei canzoni legate dallo stesso fil rouge, con cui l’artista scandaglia quelle relazioni tossiche che attraverso un’introspezione cosciente ed inevitabile, le permettono di convertire il dolore in risorsa.
Per ginevra Lamborghini un lavoro artistico importante che ci conduce nell’esplorazione del proprio io: un viaggio con la musica che è anche e soprattutto, una presa di coscienza cristallina e matura di quali siano le proprie fragilità e di come possano diventare una forza inaspettata.
In questa piacevole chiacchierata ginevra ci ha parlato dell’Ep, ma anche delle esperienze a Tale e Quale Show e nella soap “Beautiful” e del sogno di doppiare un personaggio di un film d’animazione della Disney.

Ginevra, Male Mare che è in Me racconta la presa di coscienza delle tue fragilità e di come esse possano diventare forza. Come hai lavorato a questo Ep?
“Ho lavorato a questo Ep partendo dall’esigenza di scavare dentro questo mare di emozioni e di emotività. Ho fatto un’immersione nel mio universo introspettivo, dove ho scoperto che c’è un mare di emozioni anche collegato al malessere, un concetto che riprendo nel titolo. Riappropriarmi del male che è in me mettendoci tanta coscienza mi ha permesso di capire che in realtà è una risorsa, basta saperlo leggere. In questo Ep parlo di introspettività, di relazioni tossiche nell’ambito amoroso, che non ci fanno stare bene o che ci mettono di fronte a sensazioni non sane o alla propria emotività turbolenta. Io ad esempio ho un rapporto con la collera e con l’ira, e quindi con me stessa, un po’ tossico, con sbalzi molto violenti, perciò c’è tutto questo universo che ho avuto il piacere di raccontare”.
I testi sono scritti da te in collaborazione con Mida, rondine, Nuvola, Caffellatte, Dalila Bizzini, Leo Bi…
“Mida e Rondine in “Isola Grattacielo” mi hanno aiutato a trovare il linguaggio giusto. Caffellatte ha collaborato alla stesura del tema dello stalking, della società maschilista un po’ tossica, presente in “Non ho paura di te”, Nuvola invece è un’autrice con cui mi sono trovata bene lavorando al brano “Giù” che parla di un rapporto con se stessi a volte tossico con situazioni in cui ci si autosabota e c’è una volontà di non ricadere in quella fase brutta della mia vita in cui è tutto talmente down che rischio di compromettere la mia salute mentale. Mi piace collaborare con artisti cercando di influenzarci in maniera organica senza forzature e fare un lavoro di squadra. E’ un Ep che, anche se estremamente personale, fin dal primo momento ha avuto modo di essere condivisibile dalle penne di persone che hanno subito capito questa mia esigenza e l’hanno fatta propria. Sono soddisfatta di questo inverno produttivo e a fuoco sull’emotività”.
In “Isola grattacielo” canti “chiama Ginevra che non tornava a cena, che voleva volare in alto ma con ali di cera”. Cosa diresti oggi alla Ginevra bambina?
“L’abbraccerei fortissimo e le direi che tutto passa e che andrà tutto bene, che sono orgogliosa di lei e malgrado la vita riservi qualche colore grigio sarà capace di affrontarlo e avrà delle soddisfazioni, quindi la incoraggerei tantissimo”.
“Ira” è accompagnato da un video in cui c’è una stanza buia che rappresenta la parte scura che ognuno di noi ha…
“In quella stanza buia faccio uscire l’alter ego che vive in me. Parlando della difficoltà della gestione dell’emotività sono consapevole di avere un problema con la collera, ma vedo questa mia ira come qualcosa di autodistruttivo. Nel video faccio riferimento al diventare un mostro, quasi come Dottor Jekyll e Mister Hyde, non posso fare a meno di avere questo demone dentro che si impossessa di me e fa tabula rasa di tutto quello che c’è intorno e anche interiormente. Divento qualcosa che fa male a me stessa. L’ira non è odio ma va capita, va ascoltata perchè nasce da un dolore, da una sofferenza”.
Quanto la musica è stata terapeutica per te?
“E’ al 100% terapeutica, credo in questo potere della musica e Male Mare che è in Me mi ha permesso di prendere il mio dolore e saperlo riconvertire in forza interiore, e di togliermi un grande peso. Racconta una parte di me, mi metto a nudo senza nascondermi, sapendo che ci sono tante persone che possono condividere questo mio aspetto”.
Il disco si chiude con “Mare che è in Me” che trasmette un sentimento di speranza, dato che il mare che era male ora non lo è più…
“In quel mare si può galleggiare stando tra il profondo dell’abisso e l’infinità del cielo, cioè quella linea sottile, quell’equilibrio, quell’atmosfera sognante dove voglio stare, sulla superficie delle cose fluttuando senza chiudermi né in sogni altissimi e irraggiungibili né andare troppo in basso nelle emotività negative che ci portano a rinchiuderci in noi stessi”.

C’è un aspetto di te che non conoscevi e che è emerso tuffandoti nel mare delle emozioni?
“Mi sono scoperta estremamente ancorata ad una dimensione emotiva, sono sempre stata una ragazza sensibile ma con la crescita ho capito che la mia sensibilità non era fragilità ma era forza, cambiare la prospettiva è stata una bella scoperta. E vedo una certa tendenza nel mondo per cui penso ci possa essere una speranza nel sentire parlare di emozioni, interiorità e sensibilità perchè dobbiamo tornare ad una dimensione più umana”.
C’è un tour all’orizzonte?
“Stiamo pensando alla programmazione dei live, prossimamente annuncerò le date che saranno prima e durante l’estate”.
Hai preso parte a “Tale e Quale Show” e hai fatto un cammeo nella celebre soap “Beautiful”, che esperienze sono state?
“Sono state bellissime entrambe. Mi diverte il mondo televisivo, mi ha sempre incuriosito e semmai un giorno dovessero esserci altre possibilità mi farebbe piacere prendervi parte. Tale e Quale Show è stato formativo, divertente, è un’esperienza che mi ha fatto crescere, mi ha insegnato tante cose. Sono stati due mesi e mezzo di pura immersione nel programma e nell’imitazione e ho giocato molto con me stessa.
Per quanto riguarda Beautiful mi sono ritrovata con persone meravigliose a condividere una giornata da sogno. Da bambina ricordo che finita la scuola, tornando a casa, mentre si pranzava mia mamma guardava la soap ed è stato strano immaginarmi in quel contesto. Sul set sono stati tutti estremamente gentili e disponibili”.

Dicevi poco fa che ti ha sempre incuriosito il mondo dello spettacolo, c’è qualcosa in particolare in cui ti piacerebbe cimentarti?
“Non mi pongo limiti, è un mondo che trovo affascinante, mi vedrei bene in un programma comico, magari alla co-conduzione al fianco del Mago Forest, perchè la chiave dell’ironia apre tutte le porte. Il mio sogno però è doppiare un personaggio di un film d’animazione della Disney”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Mauro Caldera
