“Ci sono tante cose che a me fanno tornare il buonumore, ad esempio l’amicizia, la collaborazione con persone oneste, fare una bella gita, andare in giro con le mie nipotine, preparare un pranzo o una cena per gli amici”. Orietta Berti è un’artista straordinaria, capace di mettersi sempre in gioco con entusiasmo ed energia, mantenendo quella simpatia e quella semplicità che la caratterizzano e che la rendono amata da tutti, grandi e piccoli.
Da diverse settimane sta spopolando con “Una Vespa in Due” insieme a Fiorello, un brano divertente dal ritmo contemporaneo che strizza l’occhio alla bella melodia della musica italiana, per un viaggio nel tempo a bordo di una Vespa, dalla Fontana di Trevi di Anita e Marcello, al Far West o verso il futuro, ricordandoci che basta un Fiore per far ripartire il buonumore.
Dopo aver cantato “Una Vespa in Due” allo Stadio Olimpico in occasione della Giornata Mondiale dei Bambini, Orietta Berti porterà il singolo, insieme a un medley dei suoi più recenti successi, sul palco del prestigioso “Premio Ravera: Una canzone è per sempre”, giunto alla nona edizione per celebrare e ricordare l’indimenticabile figura di Gianni Ravera, ideato da Michele Pecora e condotto da Carlo Conti, che si terrà sabato 22 giugno a Castelraimondo (Mc).
Abbiamo avuto il piacere di realizzare una nuova intervista con Orietta Berti, parlando con lei di Gianni Ravera, della collaborazione con Fiorello, delle volte in cui ha incontrato Papa Francesco, ma anche delle esperienze a “Io Canto Family” e nella serie “I Delitti del Barlume”, per concludere con un ricordo di Sandra Milo.

Orietta, sarà per la terza volta ospite del Premio Gianni Ravera. Ci può dare qualche anticipazione su quali brani canterà?
“Porterò un medley di Mille, Luna Piena e La Discoteca Italiana e poi canterò il nuovo singolo Una vespa in due”.
A proposito di Gianni Ravera è stato il suo manager, nonché organizzatore di sedici edizioni del Festival di Sanremo e ideatore del Festival di Castrocaro e della Gondola d’Oro. Che ricordo conserva di lui?
“Ho cominciato la mia carriera con Gianni Ravera. Era una persona molto esperta nel settore musicale e dello spettacolo televisivo, era onesto e cercava di accontentare tutti i discografici, li rispettava, se dava una parola la manteneva. Ricordo che appena ho vinto Un Disco per l’estate mi diceva di non essere smaniosa di fare le serate perchè avevo soltanto alcune canzoni di Suor Sorriso e l’album Tu sei quello e non potevo intrattenere il pubblico per tutta la serata con così pochi pezzi e quindi conveniva aspettare un anno o due in modo da avere un bel repertorio. Le richieste però erano tante e così ho iniziato a fare concerti quasi subito e ho imparato molto da Gianni. Inoltre mi ricordava di non avere grilli per la testa, di essere sempre rispettosa nei confronti del pubblico, di non pretendere cifre astronomiche perchè nel nostro ambiente devono guadagnare tutti, così sarei stata una cantante onesta, brava e tutti mi avrebbero voluto bene. Questo è l’insegnamento prezioso che mi ha trasmesso Ravera che è stato anche un cantante”.
Tra l’altro fu proprio Gianni Ravera ad accoppiarla con Ornella Vanoni per il Festival di Sanremo 1966 che ha rappresentato il suo debutto nella kermesse con “Io ti darò di più”…
“Io non dovevo nemmeno andare al Festival perchè arrivavo già dal successo di “Tu sei quello” e avevo vinto Un disco per l’estate e la Mostra Internazionale di Musica Leggera a Venezia a fine settembre del 1965 e quindi Ravera mi aveva consigliato di non esagerare. Si vede che poi ci ha ripensato perchè Io ti darò di più era una bella canzone, così ho fatto il provino e sono andata in gara a Sanremo”.
Sul palco del Premio Ravera saliranno anche giovani talenti quali Clara, Maninni, Alfa che hanno preso parte all’ultimo Festival di Sanremo. Lei che ha spesso collaborato con le nuove generazioni di artisti e cantautori italiani, come vede l’attuale panorama musicale?
“Io sono felice di lavorare con i giovani, da Achille Lauro a Fabio Rovazzi a Rose Villain che ha scritto il testo di Luna Piena, prodotto da Sixpm. Ci sono canzoni ironiche e allegre che si possono fare in coppia, o canzoni d’amore che sembrano delle romanze e che sono più adatte ad essere interpretate da un solo artista, dipende da come uno scrive. Penso che per i giovani oggi sia più difficile emergere rispetto ai miei tempi in cui era il pubblico che sceglieva cosa ascoltare e se la casa discografica era interessata a quel personaggio lo supportava. Adesso invece se il primo disco non va bene e nemmeno il secondo quell’artista viene messo da parte ed è un peccato perchè ci sono tanti talenti ma ovviamente non c’è posto per tutti e a volte viene magari dato spazio ad alcuni meno bravi ma che fanno più streaming e visualizzazioni. Un tempo poi c’erano Un Disco per l’estate, il Festivalbar, la Gondola d’Oro, per un cantante giovane erano occasioni importanti per farsi notare, e poi la gente guardava la tv e c’erano solo due canali, ora è tutto diverso, c’è troppa offerta, troppa carne al fuoco. Noi siamo stati fortunati, negli anni ’60 e ’70 c’era un modo di fare televisione che ci ha permesso di entrare nelle case e anche nella mente e nel cuore degli italiani e le nostre canzoni sono rimaste e le cantano ancora oggi, in Italia e nel mondo”.
Arriviamo al nuovo singolo “Una vespa in due” insieme a Rosario Fiorello, com’è nata questa collaborazione?
“E’ nata da un jingle che ho realizzato, a Fiorello è piaciuto e anche al pubblico, quindi ha pensato che sarebbe stato bello farne una canzone. Così è stato, l’abbiamo registrata in primavera e adesso la stiamo promuovendo. A volte insieme a me sul palco ci sono sei ballerini vestiti come Fiorello, altre la canto da sola con il video alle spalle”.
A proposito di video, ne sono stati realizzati ben due…
“Sì, uno è un cartoon, nell’altro ci siamo io e Rosario sulla vespa e con gli effetti speciali si vedono tutti i paesi del mondo, da Los Angeles alle Piramidi, da Parigi a New York e anche il vecchio Far West”.
E’ una canzone che trasmette allegria e leggerezza, nel ritornello lei canta: “a me basta un fiore e torna il buonumore”. Cosa le fa tornare il buonumore?
“Le cose positive, l’amicizia, la collaborazione di tante persone oneste, fare una bella gita, andare in giro con le mie nipotine, preparare un pranzo o una cena per gli amici. E poi c’è Fiorello che porta sempre il buonumore e tutte le mattine faceva alzare tanti italiani per vedere Viva Rai2! e cominciare bene la giornata, anche se a volte era obbligato a dare notizie anche non troppo allegre. Se nella vita uno si accontenta basta poco per essere di buonumore. Soprattutto in questi tempi c’è bisogno di portare un po’ di ironia e di allegria”.
In un altro verso di “Una vespa in due” cantate “so viaggiare nel tempo scegli il momento più bello”. Se potesse viaggiare nel tempo in quale momento si fermerebbe?
“Questo per me è un momento bellissimo ma vorrei tornare ancora a quando ero una ragazza e c’era tutta la mia famiglia per poter dire io farò così da grande e dare una soddisfazione a mio padre che desiderava tanto che facessi la cantante lirica. Non lo sono diventata ma sono una cantante popolare del bel canto italiano. E’ stato un periodo bellissimo, ero una bambina felice, con una famiglia unita, povera ma sempre speranzosa, allegra, non mi hanno mai fatto mancare niente. Ora ho una famiglia altrettanto meravigliosa con mio marito, due figli, due nipotine, tanti collaboratori perchè nella vita ci vuole anche un lavoro che piaccia, che ti faccia sentire realizzata e soddisfatta. Io ho avuto tutto questo e mi ritengo fortunata”.
Ha cantato “Una vespa in due” anche allo stadio Olimpico in occasione della Giornata Mondiale dei Bambini voluta da Papa Francesco…
“E’ stato bellissimo esibirmi allo stadio Olimpico in questa occasione così speciale. Quando ho fatto la prova audio c’era lo stadio pieno di bambini che cantavano “Una vespa in due”. Avendola sentita in radio conoscevano il ritornello. E’ stato emozionante”.

Ha avuto anche modo di incontrare Papa Francesco che aveva già conosciuto in altre occasioni…
“Ben quattro volte. Lo scorso Natale per il Concerto in Vaticano in onda su Canale 5. Quando abbiamo fatto la registrazione del programma Papa Francesco ci ha ricevuti la mattina, ci ha dato un rosario, ci ha salutato. E poi avevo avuto modo di incontrarlo due volte in udienza quando collaboravo con Famiglia Cristiana e un’altra quando gli ho donato il mio ultimo cofanetto tramite il mio padre spirituale don Guido Colombo”.
Recentemente l’abbiamo vista in giuria a “Io canto Generation” e a “Io Canto Family” su Canale 5, che esperienza è stata?
“A Io Canto Generation per me era difficile giudicare i bambini, infatti il voto più basso che ho dato era 8, poichè una piccola delusione avuta nell’adolescenza rimane impressa e mi dispiaceva farli rimanere male. “Io Canto Family” mi è piaciuto ancora di più, era emozionante vedere i bambini che, essendo abituati alla tecnologia e a stare davanti alla telecamera, aiutavano il genitore o il nonno. Bastava una frase di una canzone per farli emozionare e far commuovere anche noi”.
Lei canta con le sue nipotine Ottavia e Olivia?
“No, no, loro vengono a casa mia e vogliono subito vedere i video (sorride). La più grande, Olivia, conosce tutte le canzoni, anche Amazzonia che ho fatto con i bambini dello Zecchino d’oro, mentre la piccolina, Ottavia, balla ma parla ancora poco avendo due anni”.

E’ stata anche guest star in una puntata della serie “I delitti del barlume”…
“Ho fatto un cammeo ed è stato bellissimo, all’Isola d’Elba c’era un mare stupendo e fare questa registrazione insieme ai protagonisti della serie è stato divertente. Veniva spontaneo recitare con loro come se li conoscessi da sempre, non ero in soggezione, non abbiamo mai fatto le prove nè ripetuto le scene, siamo andati a braccio. Se mi dovessero chiamare di nuovo rifarei con piacere questa esperienza”.

Le va di regalarci un ricordo di Sandra Milo, con cui insieme a Mara Maionchi avete condiviso il viaggio in Spagna nella prima edizione del road movie Sky “Quelle brave ragazze”?
“Io e Mara facevamo delle grandi risate insieme a lei. Era una donna molto simpatica e mi faceva sempre gli scherzi. Siccome dormivo poco, la sera mi divertivo a telefonare agli amici che abitano a Los Angeles, New York, in Texas, eravamo in un appartamento e non chiudevamo le porte, così Sandra arrivava e gridava all’orecchio mentre ero al telefono e mi faceva prendere degli spaventi… (ride). Negli ultimi tempi purtroppo non ci siamo sentite, la chiamavo e non rispondeva, poi all’improvviso abbiamo saputo della sua scomparsa ma non sapevamo che fosse malata. E’ stato un fulmine a ciel sereno. L’ultima volta che abbiamo parlato dovevamo essere presenti tutte insieme ad una convention su una nave ma lei poi non è venuta perchè aveva l’influenza. Pochi giorni fa ho incontrato sua figlia Debora e mi ha detto che Sandra si era trovata bene con me e Mara, che parlava spesso di noi e di me in particolare, e mi ha fatto piacere. Prima di realizzare insieme “Quelle brave ragazze” mi ero documentata leggendo il suo libro in modo da conoscerla meglio e si stupiva per il fatto che sapessi tante cose su di lei”.
Quali sono i suoi prossimi progetti?
“Ho un calendario molto pieno. Sarò in tour fino a metà ottobre e poi devo fare le registrazioni per un paio di pubblicità”.
Tornerà anche al Festival di Sanremo?
“Bisogna avere una canzone forte altrimenti non vale la pena. Io ho già avuto il mio ritorno e quindi dovrei portare un brano bello e diverso da quelli fatti finora. In questo momento sono concentrata sui concerti e sulla promozione di “Una vespa in due” nei festival radiofonici. Se poi dovessero arrivare anche delle altre proposte televisive le valuterò”.
di Francesca Monti
credit foto Gianni Brucculeri
Si ringrazia Mauro Caldera
