Katia Serra ospite a Giffoni Sport: “Per arrivare alla parità assoluta di genere il percorso è ancora lungo”

Katia Serra, ex campionessa di calcio e commentatrice sportiva Rai, ha chiuso la penultima giornata della prima edizione di Giffoni Sport, all’interno del Giffoni Film festival 2024, incontrando i ragazzi e parlando della sua carriera, affrontando temi importanti come la parità di genere.

“Quando giocavo io in Nazionale ci davano le divise degli uomini, non ci davano un euro e se mi facevo male dovevo pagarmi le cure. Oggi invece siamo qui a parlare di una Nazionale che andrà a fare un Europeo e che viene trattata come quella di Spalletti. E’ un bel traguardo”.

Katia ha parlato della splendida annata del Bologna, la squadra della sua città d’origine: “La squadra trasmetteva tanta emozione. Dava sempre tutto per la maglia e faceva divertire. Credo che questo sia stato importante per i grandi risultati di questa stagione”.

Riguardo gli step che ancora sono necessari per far crescere ulteriormente il calcio femminile in Italia Serra ha spiegato: “Nei club, e ormai anche in federazione, si seguono le orme del calcio maschile anche se è una cosa completamente differente per tradizione, storia e cultura. E questo è un grande freno all’evoluzione che questo sport potrebbe avere. Per arrivare alla parità assoluta il percorso è lungo: alle Olimpiadi oggi c’è il 48% di donne e il 52% di uomini quindi abbiamo raggiunto una prima parità, ma ci sono voluti 134 anni. Un altro cambio che deve avvenire ad esempio è quello sul modo in cui viene trattata la donna nei giornali di contenuto sportivo: troppo spesso si parla prima dell’estetica e poi della prestazione”.

La commentatrice sportiva, prima voce femminile a commentare una finale della nazionale di calcio maschile, ha messo in scena la telecronaca della vittoria dell’Italia agli Europei del 2021 ricordando: “Seguivo la finale di Wembley con tutto il corpo, non solo con la voce. Era un’occasione storica perché non era mai successo che una donna commentasse la finale degli Europei e io ho sempre pensato che quella partita sarebbe stato il mio bivio in questa carriera da commentatore. É stato qualcosa di talmente speciale che non potrò mai dimenticare”.

Infine Katia Serra ha letto agli Ambassador un estratto del suo libro “Una vita in fuorigioco”: “L’idea del libro nasce perché sono stata cercata dopo Wembley e il primo approccio è stato ‘in quanto giornalista, vorremmo che tu scrivessi di qualcuno’. Io però ho spiegato che non sono giornalista e che non avevo intenzione di diventarlo. Poi hanno scoperto il mio background, allora hanno cambiato idea e mi hanno fatto raccontare di me stessa. Mi svegliavo di notte con l’ispirazione e mi mettevo a scrivere. E’ vero quando si dice che la scrittura è creativa”.

Rispondi