“Ritroviamo il mio personaggio impegnato in un ruolo più manageriale. L’eredità di Vittorio Conti è fondamentale per consentirgli di portare avanti quello che non è solo un grande magazzino ma quasi una casa per tanti personaggi”. Filippo Scarafia ne “Il Paradiso delle Signore” veste i panni di Roberto Landi, che nella nuova stagione della serie, al via su Rai 1 dal 9 settembre, sostituirà Vittorio Conti (Alessandro Tersigni) alla guida del Paradiso, insieme a Marcello Barbieri (Pietro Masotti), prendendo le decisioni legate alle nuove collezioni e agli eventi da organizzare.
Filippo, cosa accadrà nella nuova stagione de Il Paradiso delle Signore al tuo Roberto Landi?
“Lo ritroviamo in un ruolo più manageriale. L’eredità di Vittorio Conti è fondamentale per consentirgli di portare avanti quello che non è solo un grande magazzino ma quasi una casa per tanti personaggi che attraverso questo posto riescono ad esprimersi, a crescere e ad emanciparsi. Non è una direzione unica ma condivisa con Marcello Barbieri, lui per le quote della Contessa, Roberto per quelle di Vittorio. Riusciranno, anche se con qualche contrasto iniziale, a portare avanti una linea abbastanza aggressiva di imposizione nel commercio milanese e italiano del Paradiso e sarà anche molto divertente vedere come due differenti modi di esprimere energie lavorative possano collaborare e funzionare in quel contesto”.
A proposito di moda, come ti piace vestire?
“Dipende, non sono un modaiolo, tendenzialmente tendo a vestirmi comodo. Non ho un rapporto conflittuale con la moda ma preferisco fare come mi pare”.
Quali punti di contatto hai trovato con Roberto?
“Il mio personaggio è molto paziente, ascolta, trova tempo sempre per gli altri e questo ci accomuna. Credo di essere un buon amico e di tendere volentieri la mano o l’orecchio verso chi ha bisogno. A volte mi piacerebbe avere la sua pazienza nell’ascoltare, ovviamente nel suo caso essendo una finzione è esageratamente straordinaria e difficile da trovare nelle persone comuni. Per quanto sia paziente è possibile che abbia mandato qualcuno a quel paese (ride)”.
Cosa hai dato al tuo personaggio e cosa hai ricevuto?
“Non credo di aver dato chissà cosa a lui o meglio non ho dato quanto Roberto ha regalato a me. E’ una persona speciale che mi ha insegnato a guardare gli altri con occhi differenti, a comprenderli ancora prima di giudicare e non smetterò mai di ringraziarlo per questo. Credo sia fondamentale cercare di capire le persone e relazionarsi con loro per quello che sono e non per ciò che sembrano”.
Qual è l’aspetto che più ti ha colpito degli anni Sessanta, epoca in cui è ambientata la serie?
“Degli anni Sessanta è straordinaria la volontà di cercare di cambiare le cose, oggi pensiamo di farlo ma spesso ci fermiamo a un pensiero, all’epoca invece c’era una speranza che quel pensiero diventasse azione”.
Ti sarebbe piaciuto vivere in quel periodo?
“Sì, perchè erano gli anni delle grandi scoperte, delle invenzioni, del boom economico, oggi ci siamo appiattiti su una sorta di benessere che è volitivo e non sempre funzionale”.
di Francesca Monti
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