Prix Italia 2024: “Questione di stoffa”, il nuovo film della collana PURCHE’ FINISCA BENE di Alessandro Angelini, con protagonisti Kabir Bedi e Pierpaolo Spollon

E’ stato presentato al Prix Italia 2024 “Questione di stoffa”, il nuovo film della collana PURCHE’ FINISCA BENE, con la regia di Alessandro Angelini, una produzione Pepito in collaborazione con Rai Fiction, prodotto da Agostino Saccà, in prima visione su Rai1 domenica 10 novembre.

Nel cast troviamo Pierpaolo Spollon, Beatrice Sandri, Clotilde Sabatino, Nicola Pannelli, Licia Navarrini, Brayan K Paaris, Riccardo Maria Manera, Valeria De Michele, con la partecipazione straordinaria di Kabir Bedi.

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Matteo è un giovane disegnatore che, nell’attesa di pubblicare una graphic novel, lavora nell’attività di famiglia, la storica sartoria Mampresol, insieme a suo padre Orlando e alla nonna Mina, orgogliosi e provetti artigiani.
La cliente più importante è la stravagante Serena Ravagnin che, munita di bozzetti da trasformare in abiti, non fa che seminare ansia e dubbi sull’effettiva bellezza e originalità dei capi da loro confezionati. Per la sfilata che la proclamerà stilista deve essere, infatti, tutto più che perfetto. L’equilibrio familiare viene compromesso quando nella stessa strada apre una nuova sartoria, la “Deepti’s Taylor”, di proprietà di una famiglia indiana: Dev, sua sorella Rani e lo zio Ramesh. Per la Mampresol comincia una diaspora dei loro più facoltosi clienti a favore degli indiani; il colpo di grazia arriva però dalla Ravagnin che, attratta dalle sgargianti stoffe esotiche, decide di affidare a loro i bozzetti per la sfilata. Al grido di à la guerre comme à la guerre, Orlando convince Matteo a infiltrarsi nelle linee nemiche per far fuori la concorrenza, ma presto il ragazzo scopre che i competitor non sono poi così diversi da loro, ma soprattutto che Rani gli fa battere il cuore! Orlando è tuttavia deciso ad andare fino in fondo e con l’inganno introduce un tappeto tarmato nella sartoria rivale, devastando i vestiti della Ravagnin ormai pronti per la sfilata. Riuscirà Matteo a risolvere i dissidi tra le due famiglie, riconquistare la fiducia di Rani e realizzare i propri sogni?

“Noi attori cerchiamo sempre ruoli interessanti, ma in questo caso era un personaggio speciale, perchè è una storia di indiani e italiani e per quaranta anni ho provato a migliorare i rapporti tra questi due popoli. Era la storia perfetta per fare passare il messaggio che la cooperazione è meglio del conflitto, specialmente oggi in cui c’è la guerra in Europa, in Medio Oriente e in altre parti del mondo. Abbiamo da imparare tante cose dagli altri, da chi è di un’altra cultura. La guerra non serve a nessuno. E’ stato bello interpretare questo ruolo e lavorare con questo cast”, ha detto Kabir Bedi che ha poi parlato del personaggio che lo ha reso leggendario, Sandokan: “I miei figli hanno visto Sandokan e hanno capito perchè questa storia è così attraente, profonda e perchè mi ha dato la fama e quel successo che gli attori sognano di avere, in Italia e nel mondo. Mi ha dato l’opportunità di andare ad Hollywood con rispetto avendo fatto cose importanti in Europa”.

Pierpaolo Spollon interpreta Matteo: “E’ stata una nuova esperienza ed un’emozione girare nel mio Veneto e insegnare a parlare il veneto. E’ la prima volta che mi capita. Per quanto riguarda Matteo c’è uno scontro generazionale con il padre, perchè lui vuole fare tutt’altro. Nella sceneggiatura sono sempre presenti punti di rottura che vengono appianati dall’amore. I personaggi partono in scrittura in un modo e hanno una seconda vita durante la produzione. Kabir rappresenta un personaggio che segna la strada per gli altri, è una persona eccezionale, un attore rigoroso, puntuale, disponibile, ha un rigore e un’educazione che oggi stanno andando scemando e invece dobbiamo riappropriarcene. Poi ha questa voce pazzesca che viene dal cielo e dalla terra, c’è qualcosa di spirituale in lui che andrebbe indagato, ha una compostezza e una serenità invidiabili. La tecnologia ha portato un deficit nelle nostre emozioni, questo film parla anche di riprenderci i ruoli e fare attenzione a quello che si vive, perchè nel momento in cui si conoscono le proprie emozioni si può stare in mezzo alla gente”.

Il regista Alessandro Angelini ha concluso: “E’ una storia sul tema dell’incontro e dello scontro con l’altro, sull’importanza di capirne le ragioni. Ci sono dei personaggi che spingono abbastanza sul pedale della commedia e del non sense quindi è un’opportunità per il regista potersi confrontare con più generi e con un cast importante. Noi volevamo omaggiare Kabir raccontando di Sandokan e lui si è messo al servizio del film. La cadenza veneta di Pierpaolo fa l’80% della riuscita. In Veneto c’è una grande tradizione tessile, le location utilizzate, Vicenza con la sua parte storica e i canali di Treviso per la parte più romantica, erano quelle più giuste per il film e per raccontare quel clima favolistico”.

di Francesca Monti

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