Partiamo dalle fantastiche Sara Errani e Jasmine Paolini che continuano ad illuminare di azzurro i tornei di doppio del circuito WTA.
Con l’ennesima prestazione tutta cuore e tecnica l’esperta romagnola e la giovane lucchese hanno portato a casa il titolo di Pechino superando in finale 6-4, 6-4 la coppia composta dalla taiwanese Hao-Ching Chan e la russa Veronika Kudermetova.
Questa affermazione consente alle due italiane di acquisire matematicamente la qualificazione alle WTA Finals di Riad per quanto riguarda il tabellone del doppio.
Avvio di partita con il botto, nove punti consecutivi e un 2-0 che sembra il viatico verso una serena gestione, ma i successivi killer point favoriscono le avversarie che rimettono il punteggio in parità.
Il set rimane “on-serve” fino al decimo game quando la solita Sara Errani conquista il punto decisivo sempre sul killer point grazie a due volée e uno smash centrale.
Nella seconda frazione sono invece i break a comandare con tutte le quattro atlete che cedono il loro primo turno alla battuta.
Le azzurre riescono ad allungare sul 5-3 ed hanno la possibilità di servire per il match, ma il troppo nervosismo e alcune ottime risposte della coppia russo-taiwanese annullano l’occasione propizia.
Sul 5-4 Sara e Jasmine ritrovano la giusta concentrazione e sull’ennesimo killer point un inopinato doppio fallo delle avversarie sancisce il trionfo delle nostre atlete.
A Shanghai invece è la pioggia inaspettata la grande protagonista. Tutti gli incontri programmati nei campi secondari vengono rinviati ed il programma prosegue solo sul centrale che dispone della copertura del tetto.
Jannik Sinner non è nelle condizioni fisiche e necessita sicuramente di un po’ di riposo, ma dall’altra parte della rete l’argentino Etcheverry disputa un incontro di grande intensità e costringe l’azzurro a rimontare un set di svantaggio.
Alla fine, dopo oltre due ore, l’alto atesino vince per 6-7 (3), 6-4, 6-2 ma dovrà sicuramente alzare l’asticella se vorrà proseguire in questa manifestazione.
Come anticipato nella prima frazione l’argentino gioca da autentico “Top Ten”, rintuzzando ogni offensiva dell’azzurro specialmente sul proprio servizio.
Etcheverry riesce a sostenere gli scambi da fondo sia col diritto che con il rovescio costringendo Sinner a prendere dei rischi e commettere troppi errori gratuiti.
Sul 6-5 e 15-40 la frazione sembra comunque in mano all’italiano che però viene tradito dal rovescio e non riesce a concretizzare le due favorevoli occasioni. Si arriva al tie-break e riappaiono i fantasmi della sfida con Alcaraz. Sull’1-3 Jannik fallisce un diritto di attacco e l’argentino ne approfitta per imporsi 7-3.
La partita sembra stregata con l’italiano incapace di uscire dalla ragnatela di palleggio del sudamericano. Nel quinto gioco però Sinner riesce finalmente a mandare fuori giri Etcheverry ed a conquistare il primo break della contesa con un potente diritto lungo linea.
Il set resta aperto ma l’alto-atesino concretizza il vantaggio e chiude 6-4 con un gioco a zero.
Il set decisivo si apre con tre palle break consecutive sprecate dall’azzurro che però si riscatta prontamente e nel successivo turno in risposta costringe l’avversario a due errori gratuiti di diritto.
La svolta finale arriva nel sesto game; Sinner spreca tre palle del 4-2 e deve difendere con due servizi vincenti le palle break di Etcheverry. Alla fine, l’azzurro trova la forza per mantenere la battuta mentre l’argentino subisce il contraccolpo e paga l’enorme inutile sforzo compiuto per riequilibrare il match.
Negli ultimi due game Jannik controlla agevolmente il palleggio e chiude con l’ennesima prima di servizio mandando ai titoli di coda una delle partite più impegnative di questo scorcio di stagione.
Per Matteo Arnaldi arriva invece una sconfitta che lascia molto amaro in bocca, maturata contro il russo Medvedev dopo un match equilibrato nel quale il tennista ligure ha saputo tenere il ritmo del numero 5 al mondo sfruttando una ottima percentuale di prime palle al servizio.
L’inizio è tutto in salita con il russo che strappa la battuta già nel secondo game, ma Arnaldi è abile a restare concentrato e nel sesto game riporta il punteggio “on serve”. Arnaldi resta avanti nel punteggio fino al 6-5 e nel dodicesimo gioco sfrutta un doppio fallo ed un errore a rete di Medvedev per salire 15-40 e chiudere 7-5 con un rovescio in corridoio del proprio avversario.
Il secondo parziale inizia con la pronta reazione di Medvedev che realizza il break ma come è successo nel primo parziale Arnaldi risponde subito nel game successivo. Il punteggio resta in equilibrio fino al 3-3 quando il russo riesce a sprintare sul 5-3 e chiudere 6-4 sul secondo set point dopo aver annullato all’italiano due pericolose occasioni del 5-5.
Nel parziale decisivo entrambi gli atleti cominciano a sentire la stanchezza e non riescono più ad essere pericolosi in risposta. Sul 4-3 in suo favore il sanremese riesce per due volte a portarsi sul 40 pari ma Medvedev si affida al servizio ed al suo rovescio per restare “on serve”. L’occasione sfumata ed un po’ di tensione nervosa giocano un brutto scherzo ad Arnaldi che perde a 15 il proprio turno di battuta e deve arrendersi per 6-4 dopo due ore e 40 minuti di battaglia.
di Fulvio Saracco
credit foto Facebook Jasmine Paolini
