Intervista con Andrea Verticchio, tra i protagonisti della serie “Belcanto”: “Saverio riesce a rimanere profondamente umano in qualsiasi circostanza”

“Fin dalla prima lettura della sceneggiatura sono rimasto stupito dalla forza di Saverio nel mostrarsi vulnerabile di fronte alle persone a cui vuole bene”. Andrea Verticchio è tra i protagonisti della serie tv “Belcanto”, una coproduzione Rai Fiction – Lucky Red con Umedia, per la regia di Carmine Elia, in onda da lunedì 24 febbraio su Rai 1 in prima serata. Una storia di lotta per la libertà, che spinge i vari personaggi a sfidare il destino, ma soprattutto se stessi.

Il talentuoso attore interpreta Saverio Nappi, un giovane orfano, che fa parte del coro delle voci bianche del convento di San Pietro in Majella, dove vive. Preso in custodia da suo zio, ha un’unica ragione di vita: Carolina (Adriana Savarese), la sua migliore amica e il suo grande amore. Saverio sogna un futuro migliore rispetto a quello che lo zio, suo tutore, ha in mente e progetta di fuggire da Napoli con la sua amata. Eppure, i cambiamenti nella vita di Carolina li porteranno a dividersi e travolgeranno, inevitabilmente, anche lui.

Andrea, in “Belcanto” interpreti Saverio, come ti sei approcciato a questo personaggio?

“Fin dalla prima lettura della sceneggiatura sono rimasto stupito dalla forza di Saverio nel mostrarsi vulnerabile di fronte alle persone a cui vuole bene perché questo comporta la possibilità di poter essere feriti ed è stata una grande lezione. Saverio ed io ci assomigliano nei momenti di vulnerabilità”.

Saverio è innamorato di Carolina e si aiutano a vicenda poiché entrambi arrivano da un contesto familiare particolare. Come siete riusciti, tu e Adriana Savarese che interpreta Carolina, a rendere questo rapporto speciale?

“Ho conosciuto Adriana Savarese durante i provini ed è nata subito una bellissima sintonia che è stata importante per potersi lasciare andare, entrare nei personaggi e permettere alle emozioni di fluire. Anche quella sensazione di essere abbandonato dalla famiglia che prova Saverio in qualche modo l’ho riscontrata stando lontano da casa e lavorando per la prima volta su un set tanto grande. Avere Adriana al mio fianco è stato un ottimo punto di partenza. Anche durante le pause sul set capitava di andare insieme a bere un caffè o a prendere un pezzo di pizza”.

“Belcanto” è una storia che racconta il desiderio di riscatto, la voglia di non scendere a compromessi, il coraggio di sfidare le difficoltà …

“Un grande merito va agli autori che hanno creato una storia in cui ci si può riconoscere, al di là del nostro impegno nel cercare di restituire tutte quelle emozioni che hanno scritto nero su bianco. Penso che la forza di questa serie risieda nel fatto che non è tutto bello o perfetto, i personaggi non sono eroi ed è soltanto sbagliando che riescono a crescere”.

Andrea Verticchio con Caterina Ferioli (Antonia) in “Belcanto” – credit foto ufficio stampa

Un altro messaggio che passa attraverso la serie è l’importanza di credere nei propri sogni e inseguire le proprie passioni. Quanto lo è stato per te?

“Più che inseguire i sogni preferisco andarci incontro. Mia mamma ha sempre detto che avrei avuto due opzioni tra cui scegliere: seguire il cuore e provare a realizzare un sogno a prescindere dal finale o chiedermi che cosa sarebbe successo se lo avessi fatto davvero. Tra le due ho seguito la voce del cuore. Al di là della meta, voglio che sia un viaggio di vita, per cui credo che quella dell’attore sia la strada giusta e continuerò a percorrerla”.

Saverio ha un talento innato per la musica e il canto, qual è il tuo rapporto con la musica e in particolare con l’opera?

“Ho una grande passione per i cantautori italiani, soprattutto degli anni Novanta e Duemila. Per quanto riguarda l’opera invece, essendo un appassionato di teatro e avendo cominciato quando ero piccolo a recitare, l’ho sempre vista come un perfetto equilibrio tra teatro e musica e l’aspetto che mi affascina di più è che riesce a trasmettere dei messaggi importanti, universali, a volte anche violenti o di sofferenza, con una bellissima eleganza. Il canto lirico fa parte del bagaglio collettivo italiano e chiunque può magari aver sentito un’aria di un’opera senza averla mai vista. Il bello dell’arte è che riesce a stimolare nuove prospettive”.

Andrea Verticchio con Adriana Savarese in “Belcanto” – credit foto ufficio stampa

Qual è il tratto di Saverio che più ti è piaciuto interpretare?

“Amo la dolcezza di Saverio, il modo in cui si relaziona con Carolina e che lo porta anche a dubitare di se stesso, a chiedersi se sta sbagliando, a domandarsi chi vuole essere nella vita. La sua dolcezza va al di là di ogni difficoltà che incontra, è un ragazzo che riesce a rimanere profondamente umano in qualsiasi circostanza”.

La serie “Belcanto” è ambientata a metà Ottocento, cosa ti ha più colpito di quell’epoca?

“C’è stata una precisa ricostruzione degli scenari dell’epoca e grazie a questo abbiamo avuto modo di vivere effettivamente quelle atmosfere. Vedere com’erano le strade, le facciate, i teatri di metà Ottocento, insieme al supporto di tante comparse, ha aiutato ad immergerci nella storia. E’ stato interessante anche il modo di pensare diverso rispetto ad oggi. Per me all’inizio era impensabile, ad esempio, immaginare che si potessero vendere dei bambini o dei ragazzi, come vuole fare lo zio con Saverio, per farli castrare in cambio di una carriera nella musica. Questa tematica, così come quella della violenza domestica, mi hanno fatto riflettere su quanto le epoche passate possano influenzare ancora la nostra storia”.

In quali progetti ti vedremo prossimamente?

“Prenderò parte alla seconda stagione della serie “Fragili” con la regia di Raffaele Mertes che andrà in onda prossimamente su Canale 5 e che racconta l’insolita storia di un gruppo di anziani che viene sfrattato dalla casa di riposo e si ritrova in una comunità educativa per ragazzi senza famiglia”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Maria Amendola e Carola Piluso – Boom Pr

credit foto copertina Fabrizio Cestari

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