Eleonora Giorgi, a Storie Italiane il ricordo di Andrea De Carlo: “Donna sorprendente e generosa, con una natura dolente. Mi mancherà lo spirito che la animava”

“Eleonora era una donna sorprendente per molti versi, aveva un’intelligenza molto acuta e critica sulla società, sui rapporti fra i sessi, aveva una visione tutt’altro che convenzionale e una vita con tante svolte e sviluppi, variegata e fatta di fasi molto diverse”, così ha esordito in diretta questa mattina a Storie Italiane su Rai1 con Eleonora Daniele, lo scrittore Andrea De Carlo, ultimo compagno di Eleonora Giorgi.

“Sapeva essere molto generosa con gli altri, non li vedeva come rivali e non era reciproco questo atteggiamento”, ha poi continuato, “aveva sofferto nel vedere in altre persone uno spirito di competitività e gelosia. Aveva un senso di legame con le persone che facevano lo stesso lavoro, uno spirito molto vigile, vivo e attento, e delle verità tanto diverse, a volte contrastanti, per certi versi era sola per l’infanzia molto difficile e l’esposizione al pubblico da giovanissima. Era molto utilizzata come un oggetto, aveva vissuto questa cosa con disinvoltura ma era vulnerabile, sentivo questa natura dolente in lei, ma aveva anche un’autentica vocazione a fare da specchio a chi la guardava”.

Ha poi ripercorso il momento in cui ha incontrato per la prima volta la nota attrice: “Eravamo alla presentazione di un mio libro, sapevo poco di lei, ma avevo visto questa presenza molto intensa, particolare e attenta. Lei si era ritirata dalle scene, aveva fatto scelte radicali e difficili ma aveva questa disposizione a leggere il mondo e analizzarlo particolarmente originale in contrasto con la visione più superficiale di lei. È stata presente alla scrittura di alcuni miei romanzi, frequentava i libri e in uno l’ho rappresentata, lei ha ‘scoperto’ il titolo. Ci siamo incontrati in un momento in cui le nostre vite erano complicate, eravamo persone irrequiete che chiedevano molto l’una all’altra, non è stata una relazione semplice”.

“Ci sono rapporti che vanno al di là della durata di una storia d’amore e rimangono come presenze”, ha infine concluso, “Mi manca lo spirito che la animava e la sua capacità quasi incosciente ma molto cosciente di aprirsi al suo pubblico fino alla fine. Chi non la conosceva poteva pensare ad una mancanza di pudore, ma lei non l’aveva mai conosciuto nel rapporto con il suo pubblico. Un’immagine di lei? Non la malattia, ma una mattina a cavallo, il suo ha fatto uno scatto e lei è volata come un proiettile. Pensavo si fosse rotta una gamba e invece l’ho vista rimbalzare con un gesto circense e in un attimo era in piedi. Questa immagine rappresenta la sua capacità di resistere alle difficoltà della vita, di rimbalzare con forza di volontà ed energia”.

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