Isabella Schiavone tra le “Marianne d’Italia” a Montecitorio. Inaugurazione il 3 dicembre

Isabella Schiavone, giornalista RAI, per 20 anni al Tg1 e autrice del libro-inchiesta “Lavoro tossico” (Nutrimenti, prefazione di Gianni Riotta), è tra le protagoniste della mostra “Marianne d’Italia” di Riccardo Bagnoli, a cura di Paola Severini Melograni, allestita a Palazzo Montecitorio – Corridoio dei Busti.

L’inaugurazione della mostra è in programma mercoledì 3 dicembre 2025, ore 15.00 con ingresso da Piazza Montecitorio 1

L’apertura al pubblico sarà da domenica 7 dicembre, ore 10.00–13.30, in occasione di “Montecitorio a Porte Aperte” (accesso previa registrazione sul sito della Camera dei Deputati).

«Essere ritratta come una “Marianna d’Italia” a Montecitorio è un invito alla responsabilità: usare la voce del giornalismo per dare spazio a chi non ce l’ha e promuovere ambienti di lavoro e di vita più giusti e sani», afferma Isabella Schiavone. «Il mio libro, “Lavoro tossico”, nasce proprio da qui: chiamare le cose con il loro nome, offrire strumenti e alleanze per cambiare cultura e rimettere al centro la persona».

Una carriera tra informazione, diritti e consapevolezza

Volto e penna del TG1 per 20 anni, dove ha maturato una lunga permanenza redazionale, come cronista e caposervizio, Schiavone ha firmato inchieste e reportage su diritti, sociale, ambiente, salute e lavoro, ricevendo diversi riconoscimenti giornalistici (Premio Luchetta Hrovatin, Premio Pentapolis, Premio Amato Lamberti per il sociale, Diversity Media Awards) e un attestato di stima da Telefono Rosa per l’impegno contro la violenza su donne e minori e le discriminazioni.

Parallelamente è istruttrice di mindfulness: porta programmi di consapevolezza e gestione dello stress nelle redazioni e nelle organizzazioni, con particolare attenzione al benessere psicosociale.

Il libro

Lavoro tossico. Quando l’ambiente professionale avvelena. Cause e possibili rimedi (Nutrimenti) è un libro-inchiesta che raccoglie dati, testimonianze e strumenti concreti per riconoscere dinamiche di abuso (mobbing, gaslighting, svalutazioni sistematiche) e per ricostruire contesti di lavoro sani.

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