Intervista con Caterina Murino, al Teatro Quirino con “La vedova scaltra”: “La mia Rosaura è un caleidoscopio di colori”

“Il mio personaggio è una donna fragile e forte, divertente e triste, conosce il mondo ma si comporta come una bambina”. Caterina Murino è la straordinaria protagonista della commedia di Carlo Goldoni “La Vedova scaltra”, con la regia di Giancarlo Marinelli, in scena fino al 7 dicembre al Teatro Quirino di Roma.

L’attrice, con la consueta profondità interpretativa, unita ad una grande sensibilità artistica e umana, riveste il ruolo di Rosaura, una giovane e affascinante vedova veneziana che si ritrova al centro delle attenzioni di quattro pretendenti stranieri: un inglese, un francese, uno spagnolo e un italiano. Con l’aiuto della fidata Marionette, costruisce una trama astuta per scegliere chi diventerà suo marito.

Caterina Murino, che è nel cast del film “Natale senza Babbo”, disponibile su Prime Video, in questa intervista ci ha parlato anche del suo impegno con Amref e contro l’abbandono degli animali, dei personaggi che hanno dato una svolta alla sua carriera e del suo primo Natale da mamma.

Caterina, è in scena al Teatro Quirino di Roma con “La Vedova Scaltra” nei panni di Rosaura, interpretando per la prima volta una commedia di Carlo Goldoni …

“Faccio una premessa. Io volevo creare un ponte teatrale tra la Francia e l’Italia e con il regista Giancarlo Marinelli, con cui ho lavorato tempo fa in diversi progetti, avevamo pensato di proporre un altro spettacolo, invece il produttore francese voleva portare in scena una commedia di Goldoni, in quanto da sempre era un suo sogno. Fino a quel momento avevo pensato che questo grande autore non fosse nelle mie corde, finchè Marinelli ha stravolto “La vedova scaltra” con delle idee straordinarie tanto che chiunque ha assistito allo spettacolo, sia in Italia che in Francia, se n’è innamorato. E’ riuscito a far brillare Goldoni, che in passato è stato spesso bistrattato, in tutto il suo splendore, sia nell’intelligenza della sua penna che nel 1748 ha dato vita ad eroine meravigliose come la mia Rosaura, sia nella bellezza di Venezia, del carnevale veneziano, con una raffinatezza straordinaria, attraverso le scenografie, i costumi di Stefano Nicolao. E’ uno spettacolo che delizia la mente, gli occhi, il cuore e le orecchie, perché anche le musiche sono strepitose”.

Ne “La Vedova Scaltra” è indubbiamente centrale il tema dell’emancipazione, della liberazione della donna, che anche a distanza di tanto tempo è sempre attuale …

“Purtroppo è ancora attuale in diversi Paesi, anche in alcune zone del Sud Italia e non solo, dato che ci sono uomini che continuano a considerare la donna come se fosse un oggetto di loro proprietà e lo dimostrano i tanti femminicidi. Nello spettacolo c’è un monologo in cui il Conte di Bosco Nero insulta Rosaura chiedendole “come ti permetti di mostrare le tue grazie a un forestiero?” e lei giustamente risponde “ma sono tua? Forse mi hai comprata e io non lo sapevo? Sono tua moglie? Ma come ti permetti?”. Avrei voluto che Goldoni fosse anacronista, invece questa idea del possedere una donna è ancora estremamente presente. Rosaura, dopo essere stata sposata con un uomo vecchio, vuole riprendersi la sua gioventù che però si consumerà nell’arco di dieci giorni, durante il Carnevale, in un momento estremamente gioioso ma al contempo anche toccante perchè una volta scelto il futuro marito è un po’ come se la sua giovinezza iniziasse a sparire per sempre”.

Nel momento in cui viene fatta la scelta del futuro marito, Rosaura dice a Marionette “folle! tu non conosci la nostra felicità” e la serva risponde “eh no, è la felicità che non conosce noi donne” …

“Questa è una frase per metà di Goldoni e per metà di Marinelli. Goldoni è estremamente innamorato delle donne, per cui vede quanto una donna potrebbe essere felice quando finalmente diventa padrona del suo destino, per Marinelli invece le donne sono anche estremamente sensibili, pertanto non si arriva mai alla felicità piena. Marionette e Rosaura sono le due facce diverse della stessa moneta, una percepisce tutte le emozioni e la positività, l’altra anche la negatività”.

Rosaura è una donna che si mette in ascolto sia di se stessa che degli altri. Quanto è importante oggi ascoltare?

“Rosaura non solo ascolta ma vede anche quello che c’è al di là del suo giardino e compie un gesto straordinario, estremamente generoso perché decide di aiutare la serva Marionette a uscire da quella condizione, cerca di cambiare il destino suo e quello della sua migliore amica. Oggi viviamo invece in un mondo in cui le persone, oltre a non essere in ascolto, non riescono a vedere al di là del loro piccolo mondo, sono concentrate su se stesse e i gesti di generosità sono sempre più rari”.

Quali sono le caratteristiche di Rosaura che più la affascinano?

“Mentre Marinelli dirigeva gli altri attori e dava loro dei colori sia per i costumi che per i personaggi, a me non diceva mai nulla. A un certo punto, avvicinandosi il debutto, gli ho posto qualche domanda a riguardo e lui ha risposto che Rosaura è il colore di Venezia, del suo tramonto, del Carnevale, è tutti i colori del mondo nella stessa persona, infatti in base al personaggio con cui si rapporta cambia il modo di porsi. Lei non è più giovane ma è ancora giovanissima, ha la sua purezza ma non è più pura, è fragile e forte, si prende in giro e si sente presa in giro. E’ una donna che si diverte in questo gioco di Carnevale delle quattro maschere a impersonificare tutti i personaggi possibili e immaginabili e io mi diverto insieme a lei. Rosaura è profonda e leggera allo stesso tempo, è divertente e triste, è vedova, conosce il mondo, ma si comporta come una bambina. E’ veramente straordinaria e ha ragione Marinelli nel dire che è un caleidoscopio di colori e tutte le maschere di Venezia messe insieme”.

A proposito di Venezia, lei è stata madrina della Mostra del Cinema 2023. Che esperienza è stata?

“Meravigliosa. Io sono follemente innamorata di questa città, tant’è vero che durante lo spettacolo, nella prima scena, quando presento il mio personaggio che deve vedere l’alba su Venezia, mi sembra proprio di essere lì, di sentirne il profumo e lo sciabordio dell’acqua, e quell’immagine mi riempie il cuore, ho veramente le lacrime agli occhi. Rivestire il ruolo di madrina alla Mostra del Cinema è stato un regalo grandissimo che mi ha fatto Alberto Barbera, per una settimana mi sono sentita la regina di Venezia”.

Poco fa diceva che nella società attuale è difficile che le persone si mettano in ascolto e siano empatiche con gli altri. Lei invece è molto impegnata a livello sociale, sia con Amref sia contro l’abbandono degli animali…

“Sono ambasciatrice di Amref dal 2006, anno in cui mi chiesero di disegnare un gioiello e di devolvere i proventi ad un’associazione. Scelsi Amref perché era presente sia in Francia che in Italia. Negli anni ho avuto modo di fare diversi viaggi in Africa e vedere quelle realtà con i miei occhi. Sono esperienze che ti cambiano veramente la vita. Il 90% dei soldi che Amref raccoglie viene destinato a tantissimi progetti e a campagne importantissime in quei luoghi. In particolare ho sempre sostenuto quelle che riguardano le donne, dal contrasto alle circoncisioni femminili alla formazione delle sages-femmes, ossia le ostetriche, una figura professionale che in Italia viene utilizzata solamente durante il periodo della gravidanza e del parto, invece in Africa ha un ruolo chiave nelle tribù. Le ostetriche infatti aiutano le donne e le bambine, anche contro le mutilazioni genitali femminili, ma soprattutto a preservare la sessualità che è estremamente precoce in quei Paesi. Continuerò ad affiancare Amref per il resto della mia vita perché fa davvero un lavoro straordinario e ogni volta che sono tornata in Africa ho visto il cambiamento apportato da questi “angeli” che cercano di aiutare la popolazione africana nell’educazione e nella salute.

L’amore per gli animali invece è nato cinque anni fa. Un gattino si è addormentato tra le mie braccia ed è stato il punto di non ritorno. Prima detestavo i gatti, poi ho adottato llithyia, quindi sono arrivati anche Hercule, Selené e Leto. Ho scoperto questo mondo animale straordinario, ma anche che ci sono purtroppo i maltrattamenti, gli abusi, gente che continua ad adottare e poi ad abbandonare gatti e cani che muoiono nei gattili e nei canili. Vorrei cercare di fermare questo cerchio che è veramente senza fine, ma è estremamente doloroso e complicato. Con la mostra fotografica “Attraverso i nostri occhi” che è stata esposta a Mestre, poi approderà ad Alessandria, ritornerà in Sardegna e spero possa arrivare anche a Roma e in altre città, vogliamo sensibilizzare su questo tema. Racconto il mio viaggio di sette giorni in trentacinque canili della Sardegna per distribuire tremila chili di crocchette. La mostra si compone di quaranta fotografie che documentano le realtà dei rifugi sardi e di chi se ne prende cura, attraverso gli occhi di questi animali che sono stati abbandonati, feriti e traditi dall’uomo e si ritrovano a vivere per quindici, venti anni nei canili senza aver conosciuto l’amore e il calore di una casa, e attraverso gli occhi di questi volontari che hanno venduto case, macchine, gioielli per poter dare da mangiare, poter curare, sterilizzare, questi cani. A breve uscirà su una rete nazionale anche un documentario”.

Tra tutti quelli che ha interpretato nella sua carriera quali sono i tre ruoli che hanno rappresentato per lei un punto di svolta?

“Lea in L’Enquête corse di Alain Berberian, il ruolo che mi ha portato in Francia; la Bond Girl Solange in Casino Royale; Sofia nella serie Deep – Mare Nostrum, in cui ho interpretato una campionessa d’apnea. Io avevo paura dell’acqua e per amore di quel personaggio ho scoperto un mondo che mi sembrava impossibile da esplorare. Grazie a questo mestiere e all’amore per gli animali, ho capito che i blocchi che abbiamo sono mentali, li creiamo noi stessi con la nostra mente, ma quando si vuole una cosa si riesce ad andare oltre le nostre paure, i nostri limiti”.

credit foto courtesy Prime Video

Su Prime Video è uscita il 28 novembre “Natale senza Babbo”, commedia natalizia di Stefano Cipani, in cui interpreta un doppio ruolo: la strega Sabrina e una Befana meritocratica …

“E’ una Befana meritocratica, infatti secondo lei non tutti meritano i regali, ad alcuni neanche porterebbe il carbone ma addirittura li picchierebbe (ride). Babbo Natale è troppo buono, per qualche anno potrebbe andare in pensione o rifugiarsi in una spa come nel film, lasciando il posto alla Befana per raddrizzare il mondo”.

Un film sicuramente molto divertente da interpretare …

“Mi sono divertita tantissimo. Anche il personaggio di Santa Lucia (Valentina Romani) è esilarante. Mi è dispiaciuto tanto abbandonare i panni della strega Sabrina che è un ruolo forse più simile alle mie corde, però la Befana cattivella è veramente molto spassosa”.

Qual è il ricordo più bello che ha legato al Natale?

“Io penso che quando il cuore del Natale non brilla più è perché si è perso o non si è avuto quel dono straordinario rappresentato da una famiglia unita, che ti regala quelle valigie di ricordi e di tradizioni che racchiudono il significato di questa festività. Per me Natale è sinonimo di ritorno a casa, a Cagliari, in Sardegna, per stare con la famiglia. I ricordi più belli sono legati alla preparazione dell’albero e dei piatti unici che mia madre cucina solamente in quell’occasione, alla distribuzione dei regali, a dare a turno un bacino al Bambino Gesù a mezzanotte perché è appena nato, quello per me è il vero senso del Natale”.

Quest’anno sarà un Natale ancora più speciale essendo il primo da mamma di Demetrio Tancredi …

“Quest’anno abbiamo il Bambino Gesù in carne e ossa e aspetta solamente i nostri baci (sorride). Ho scoperto di essere incinta il 24 dicembre 2024, quindi è stato un regalo davvero speciale che mi ha fatto … la Befana! (ride). Lo scorso anno, essendo all’inizio della gravidanza, è stato un periodo difficile temendo sempre che potesse accadere qualcosa al bambino, quest’anno invece sarà un bel Natale e auguro di provare questa stessa gioia a tutte le persone e a tutte le donne che mi hanno contattato, dopo aver letto le mie interviste. Le abbraccio dal più profondo del mio cuore e spero veramente che a tutte loro possa arrivare quel regalo tanto desiderato”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“Usciranno in Francia due film, uno con la regia di Alexandre Arcady e l’altro in cui recito insieme a Guillaume Canet e Catherine Deneuve. Da febbraio a giugno invece riprenderò la tournée de La Vedova Scaltra in tutta la Francia e spero di riportarla in scena anche in Italia”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Alessio Piccirillo

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