Recentemente si è conclusa al Museo d’Arte e Scienza di Milano la mostra “In Alis Artis”, un progetto che ha messo al centro il dialogo tra estetica e sperimentazione contemporanea. Curata dalla Dott.ssa Francesca Callipari attraverso la sua FC Art Curator Events, l’esposizione ha rappresentato una vetrina significativa per diversi artisti, confermando la vocazione milanese per la ricerca di nuovi linguaggi.
Oggi incontriamo Francesca Callipari per tracciare un bilancio di questa esperienza e approfondire, con questa intervista esclusiva, la sua visione sulla valorizzazione del talento artistico nel mercato attuale. Ecco cosa ci ha raccontato. Buona lettura!

Il pensiero di Leonardo è definito come “scientifico e poetico, analitico e visionario”. C’erano, tra le opere selezionate, esempi particolarmente significativi di come gli artisti contemporanei riescano a fondere questi aspetti apparentemente opposti?
“Leonardo era chiaramente un genio assoluto e per certi versi inarrivabile ancora oggi per noi contemporanei che viviamo immersi in tecnologie e conoscenze molto più sviluppate rispetto a quelle su cui poteva contare lui ai suoi tempi.
Certamente il pensiero leonardesco trova risonanza nelle opere dei contemporanei e gli artisti che sono stati selezionati dimostrano come l’approccio analitico e la conoscenza scientifica sono, oggi come ai tempi di Leonardo, fondamento necessario per creare un linguaggio unico e superare i limiti. Tuttavia, se in alcune opere prevale più l’aspetto visionario con una esplorazione dell’onirico e una ricerca quasi sacrale della luce, ottenuta attraverso un controllo meticoloso e anche scientifico dei fenomeni ottici e della gestione dello spazio, in altre come quelle che adoperano tecnologie come l’IA la parte più scientifica e tecnologica si fonde a quella concettuale, narrativa ed emozionale per dar vita a nuove forme espressive. Infine, in esposizione abbiamo trovato opere che insistono sulla ricerca della materia, mostrando una spinta creativa che conduce l’artista, in alcuni casi, ad andare oltre il supporto stesso con una mentalità chiaramente visionaria ma mai disgiunta da conoscenze precise inerenti i materiali, la gravità e la fisica”.

Affermi che ogni opera è come “un battito d’ali, che prende forma tra materia e intuizione, tra spirito e linguaggio”. Potresti illustrare brevemente un’opera che a tuo avviso ha incarnato perfettamente questo battito d’ali contemporaneo?
“In realtà, non potrei descrivere un’unica opera tra quelle che sono state selezionate. Trattandosi di una collettiva di artisti internazionali, provenienti da culture ed esperienze anche molto diverse tra loro, sin dalla genesi ho immaginato questo evento come un canto unico formato da tante voci, una vera e propria polifonia cromatica.
Ogni opera, sia quelle in esposizione fisica che in video-esposizione, è stata pertanto, un elemento fondamentale, un battito d’ali individuale volto a far comprendere il senso più profondo dell’evento. È l’interazione e la somma delle diverse interpretazioni di “materia e intuizione, spirito e linguaggio” che crea l’esperienza completa e significativa che abbiamo cercato di trasmettere al pubblico. La forza è stata rappresentata proprio con la totalità delle opere della mostra”.
La mostra si è svolta in un luogo di grande valore storico e didattico, che ospita collezioni buddhiste, africane e la sezione dedicata a Leonardo. In che modo l’unicità del MAS – Museo d’Arte e Scienza— in particolare le sale Leonardo e la Sala degli Arazzi — ha dialogato con le opere contemporanee di “In Alis Artis”?
“Il Museo d’Arte e Scienza è una location eccezionale che si è sposata perfettamente al concept del nostro evento. L’unicità delle sue sale storiche ha dialogato con il contemporaneo in modo estremamente potente, creando un contesto di contaminazione intellettuale fondamentale”.

Gli artisti contemporanei sono stati invitati a “esplorare nuove rotte dell’esperienza e della visione”. Ci sono state particolari tecniche che hanno ricevuto particolare attenzione in questa edizione della Call for Artists e che rappresentano queste “nuove rotte”?
“Le opere selezionate per l’evento “In Alis Artis” hanno dimostrato che le nuove rotte dell’arte non sono più confinate in un unico medium, ma si manifestano nell’ibridazione e nella ricerca di nuove forme di interazione con il pubblico. La presenza di un’intera sezione dedicata alla Video – Expo segnala che l’arte non è più necessariamente vincolata all’elemento fisico, ma può sfruttare la tecnologia per costruire realtà fluide che superano i limiti temporali e geografici. In linea con lo spirito di Leonardo da Vinci, che univa ingegno tecnico e libertà immaginativa, abbiamo avuto poi molte opere contraddistinte da un’ibridazione materica, unendo materiali tradizionali a componenti più innovative e attuali. In altre, invece, la sperimentazione non è stata tanto tecnologica, ma piuttosto concettuale e corporea; gli artisti hanno usato il gesto e l’indagine introspettiva per proporre nuove visioni.
La fluidità creativa e l’assenza di confini sono state celebrate, inoltre, in questo evento anche dalla presenza di molti artisti che racchiudono in sé più talenti (artisti-poeti, attori etc.), simboleggiando un’arte libera e senza restrizioni”.
