Dal 27 gennaio al 1° febbraio va in scena al Teatro Franco Parenti di Milano “Quartett” di Heiner Müller, con la regia di Maximilian Nisi che è anche protagonista in scena con Viola Graziosi

Dal 27 gennaio al 1° febbraio va in scena al Teatro Franco Parenti di Milano “Quartett” di Heiner Müller, ispirato a Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos, con la regia di Maximilian Nisi che è anche protagonista in scena con Viola Graziosi.

“Quartett”, prodotto da Teatro della Città, è un duello serrato, feroce, intellettuale, carnale tra due esseri in rovina: la marchesa di Merteuil e il visconte di Valmont. Due figure emblematiche dell’aristocrazia del XVIII secolo, spogliate di ogni maschera sociale, chiuse in un bunker fuori dal tempo e dallo spazio. Ispirata al celebre romanzo di Laclos, l’opera di Heiner Müller non racconta una storia: scava un abisso.
In uno spazio claustrofobico, fatiscente, illuminato da luci fioche, il tempo è scandito da un indefinito ticchettio. Ogni battuta è una lama, ogni silenzio un colpo trattenuto. In questo luogo sospeso, isolato da un mondo esterno devastato, i due personaggi rievocano – attraverso un perverso gioco di ruolo – le loro conquiste, i tradimenti, i fantasmi. Ma il cuore del dispositivo scenico è lo scambio di ruoli. Valmont diventa Merteuil, Merteuil interpreta Valmont. Poi impersonano Madame de Tourvel e Cécile de Volanges, le vittime sedotte. Le identità si mescolano, si sovrappongono, si deformano. Il corpo dell’altro diventa maschera, specchio, campo di battaglia.

In questa vertigine performativa, Müller interroga le dinamiche del potere, del desiderio, del genere e della rappresentazione. Merteuil e Valmont non cercano amore: lo usano come arma. Non bramano l’altro: ne studiano la rovina. La passione diventa strumento di dominio, di controllo, di vendetta. Müller affonda la penna nella carne dei personaggi con sarcasmo, crudeltà e una lucidità spietata, mettendo in scena un teatro della mente dove il potere e la seduzione sono atti terminali. Il linguaggio è crudo, frammentato, interrotto: riflesso di un mondo che ha perso il senso, dove la comunicazione è fallita e resta solo l’eco del desiderio e della distruzione. L’umorismo è nero, la follia si mescola alla lucidità, la decadenza morale si fa forma scenica. Quartett è un rito oscuro, in cui lo spettatore è testimone e prigioniero.

credit foto Azzurra Primavera

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