Per molto tempo il rugby italiano è stato accompagnato da interrogativi sulla sua reale idoneità a far parte del Sei Nazioni.
L’Italia dovrebbe far parte della competizione d’élite del rugby union dell’emisfero nord? Il rugby italiano sta mostrando miglioramenti concreti? È arrivato il momento di lasciare spazio a Georgia o Giappone?
Con 18 “cucchiai di legno” conquistati in 26 edizioni completate del torneo con l’Italia come sesta squadra, non sorprende che le domande sul suo ruolo siano diventate sempre più insistenti…. come mostrano i dati storici del torneo.
Nel 2012 e nel 2013 si era intravista una certa speranza, quando Scozia e Francia chiusero rispettivamente all’ultimo posto. Questo interruppe una serie di quattro tornei consecutivi in cui gli Azzurri avevano terminato in fondo alla classifica.
Tuttavia, dal 2014 al 2023, l’Italia ha raccolto nove dei dieci cucchiai di legno disponibili, inclusa una striscia di otto ultimi posti consecutivi.
Con l’Italia in difficoltà e con Georgia e Giappone in netto miglioramento, il 2024 sembrava poter rappresentare un anno decisivo, nel bene o nel male, per il rugby italiano.
Nel 2024, però, qualcosa è cambiato. Una combattuta sconfitta per 27-24 contro l’Inghilterra nella prima giornata è stata seguita da un pesante 36-0 contro l’Irlanda. Gli Azzurri hanno però reagito in maniera straordinaria, fermando la Francia sul 13-13. Successivamente hanno ottenuto una splendida vittoria per 31-29 contro la Scozia.
Hanno poi chiuso la campagna con un sorprendente successo per 24-21 contro il Galles a Cardiff. Fatta eccezione per la sconfitta per 36-0 contro l’Irlanda, l’Italia è stata competitiva in tutte e quattro le altre partite.
Il 2025 non è stato altrettanto positivo, ma non sono mancati i momenti incoraggianti. La sconfitta per 31-19 contro la Scozia a Murrayfield ha visto gli Azzurri rendersi pericolosi, prima di battere il Galles per la seconda volta consecutiva, con una vittoria per 22-15 nel secondo turno.
Poi sono riemersi i vecchi problemi. La pesantissima sconfitta per 73-24 contro la Francia nella terza partita ha ricordato quanto lavoro resti ancora da fare, con l’Italia completamente sovrastata.
Questo ha riportato a galla le storiche fragilità italiane, con la squadra battuta in ogni aspetto del gioco. Va detto che la Francia, nelle sue giornate migliori, è quasi irresistibile, ma l’Italia ha fatto ben poco per mettere davvero in difficoltà i padroni di casa.
Sono seguiti alcuni spunti positivi nella sconfitta per 47-24 contro l’Inghilterra, prima di spingere l’Irlanda fino all’ultimo in un 22-17 nell’ultima partita.
Nel 2026, l’Italia avrà alcune partite favorevoli nelle quali può realisticamente puntare a una o due vittorie, anche se i principali siti di scommesse la indicano ancora tra le candidate al cucchiaio di legno.
Ospitare la Scozia nella prima giornata potrebbe rivelarsi decisivo per il loro torneo, prima della trasferta contro l’Irlanda. Una visita in Francia rappresenta un’altra sfida durissima, seguita dalla sfida casalinga contro l’Inghilterra. Nell’ultima giornata, gli Azzurri faranno visita al Galles, sperando di ottenere una terza vittoria consecutiva contro i loro avversari.
Per le altre cinque nazioni, l’idea era che non esistessero partite facili, tranne quelle contro l’Italia. Ora si può affermare con convinzione che non ci sono più partite semplici per nessuna squadra del torneo.
Questo non esclude che una squadra possa avere una giornata storta. Tuttavia, se ogni formazione riesce a fare bene le cose di base e a limitare errori non forzati e penalità, le partite diventano molto equilibrate.
Ed è proprio qui che sta la grande sfida per l’Italia. Ottenere vittorie clamorose in partite in cui tutti scommettono contro di loro è una cosa, ma battere il Galles per la terza volta consecutiva è un’altra. Allo stesso modo, superare la Scozia in casa, con il pubblico in attesa, non è affatto semplice.
Le migliori squadre del torneo — Francia, Irlanda e Inghilterra — sono diventate così forti non solo spingendo continuamente i propri limiti, ma anche trovando il modo di vincere quando le cose non girano nel verso giusto.
Se l’Italia arriverà alla sfida con il Galles dopo una vittoria contro la Scozia e partite combattute contro le altre tre, avrà grande fiducia. Se invece si presenterà dopo quattro sconfitte, con una touche malfunzionante, movimenti offensivi che si sfaldano continuamente e problemi di infortuni, allora il discorso cambia.
Pensare che l’Italia possa vincere il Sei Nazioni 2026 è irrealistico. Ci sono almeno quattro squadre superiori, con Francia, Irlanda e Inghilterra su un altro livello. Tuttavia, competere con la Scozia e battere di nuovo il Galles rientra pienamente nelle loro possibilità.
L’intera squadra italiana sta migliorando con costanza da tempo, anche grazie al programma di sviluppo della FIR. Questo è emerso chiaramente nelle buone prestazioni di novembre. In particolare, la vittoria per 26-19 contro l’Australia è stata eccellente, così come il successo per 34-19 contro il Cile.
Il risultato più significativo, però, è arrivato nel confronto diretto con il Sudafrica, concluso con una sconfitta per 32-14. Pur non essendo mai davvero in grado di vincere la partita, l’Italia non è stata travolta. Il 45-0 subito contro gli stessi avversari quattro mesi prima sembrava lontano, mentre gli Azzurri hanno mostrato carattere e determinazione.
Ora l’attenzione deve essere rivolta a costruire su questo slancio. La partita d’esordio contro la Scozia deve mettere in mostra gli aspetti non negoziabili del rugby. L’Italia deve essere solida e ben organizzata nei fondamentali, non può continuare a mancare i placcaggi, gli errori non forzati devono essere ridotti al minimo e le penalità inutili eliminate.
Applicare pressione nelle partite di Test è il modo in cui l’Italia potrà vincere con maggiore continuità. Concedere una penalità nei 22 avversari vanifica tutta la pressione costruita.
Infrangere le regole in touche dopo il conseguente calcio di punizione che riporta l’Italia nei propri 22 metri è stato spesso il marchio di una squadra capace di fare buone cose, ma incline a disfarsi da sola.
Nel 2026, l’Italia potrebbe realisticamente chiudere tra le prime quattro. Battere la Scozia a Murrayfield non sarà facile, ma gli Azzurri sono in grado di superare gli avversari per la seconda volta in tre confronti. Il Galles è una squadra contro cui l’Italia sa di poter competere e che dovrebbe riuscire a battere.
Sconfiggere due squadre in grande forma come Francia e Inghilterra è fuori dalla loro portata. Tuttavia, a seconda dell’Irlanda che si presenterà al torneo, l’Italia potrebbe creare qualche problema alla squadra ormai matura di Andy Farrell.
Anche se il Sei Nazioni 2026 non sarà un torneo che l’Italia potrà vincere, un’altra campagna senza cucchiaio di legno contribuirà ulteriormente a spegnere le richieste di esclusione dal torneo. Anzi, queste voci stanno diventando sempre più flebili a ogni edizione del Sei Nazioni trascorsa dal 2024.
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