“Da Auschwitz non si esce mai”: l’orrore del lager marchia a fuoco l’anima e la memoria, lasciando una cicatrice indelebile. Alla vigilia del Giorno della Memoria il 27 gennaio, nello Speciale Tg1 di Felicita Pistilli “Siate memoria” – in onda domenica 25 gennaio alle 23.30 su Rai 1 – le voci dei sopravvissuti alla Shoah, dei loro figli e nipoti, si uniscono alle riflessioni e alle domande sull’Olocausto, di una classe di liceali. Un racconto che si sviluppa come un passaggio di eredità ideale tra chi non c’è più e chi resta: 81 anni dopo la liberazione di Auschwitz, i testimoni diretti, ancora in vita, di quella immane tragedia, sono rimasti in pochi. Ma resta e non dovrà cessare il dovere della memoria.
Le atrocità dei nazisti nelle descrizioni, estremamente nitide e dettagliate, ancora oggi vivide nella mente di Sami Modiano, sopravvissuto al campo di sterminio di Birkenau, e di Edith Bruck, ebrea ungherese deportata nel 44 ad Auschwitz, sopravvissuta a sei diversi lager. Micol Anticoli, nipote di Alberto Sed, sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz, fa da guida nel ghetto di Roma tra pietre d’inciampo e luoghi simbolo della prima deportazione degli ebrei italiani. Voci che si mescolano a quelle di chi l’odio razziale contro gli ebrei, ma anche contro i rom, lo ha vissuto nei racconti del nonno, come Gennaro Spinelli, nipote di Gennaro Spinelli, rom deportato, dal quale prese il nome.
Un viaggio della memoria in cui le storie di ognuno ricostruiscono “La Storia”. Come quella di Emanuele Di Porto, “Il bambino del Tram”, scampato al rastrellamento del ghetto di Roma, il 16 ottobre 1943 nello Shabbat ebraico, e protetto dai tranvieri che lo nascosero per giorni su un tram. O come nella testimonianza di Daniel Vogelmann: figlio dell’unico italiano nella lista di Schindler, che proprio dal film di Spielberg scopre che in quella fatidica lista c’era anche il padre.
Un viaggio della memoria tra testimonianze del genocidio con potente impatto emotivo e storico. Il montaggio è di Roberto Salvi e le ricerche di Barbara Di Benedetto.
