«L’idea di creare una collezione con i fiori, dedicata ai fiori, è stata una scintilla di bellezza per la mia immaginazione.» Con queste parole ha definito la genesi delle sue recenti creazioni lo stilista Marco Strano, giunto alla sua diciannovesima collezione, presentata all’Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, a Catania lo scorso 25 gennaio.
LA COLLEZIONE
Il fashion designer catanese con “Ci metterò un fiore” collezione Sposa e Alta Moda ha voluto tributare un omaggio alla grazia, all’avvenenza e all’eleganza sotto ogni suo aspetto, custodendo memorie e radici, unendo tradizione e innovazione, all’insegna della creatività propria della sartoria contemporanea.
La matinée, ambientata nel peculiare proscenio dal grande significato storico e culturale del Museo delle Carrozze dell’Istituto dell’Incremento Ippico per la Sicilia, ha avuto per protagonisti abiti generati dalla volontà di cogliere la forma del fiore, per trasformarla e tradurla in elementi sartoriali. Le mannequin hanno indossato creazioni in cui si sono articolate sovrapposizioni di petali in organza di seta in sfumature di bianco, modulazioni ispirate al mughetto per gonne-scultura in rafia e ampie gonne a trama tessuta al telaio che, abbinate a camicie in chiffon, hanno dato vita ad armonie eteree. I moduli floreali hanno assunto ritmo e movimento e i «grappoli di mimosa ricamati in perle su tulle, resine effetto madreperla plasmate in fiori stilizzati e conchiglie trasformate in applicazioni floreali – ha affermato Marco Strano – hanno richiamato il rapporto con il mare e impreziosiscono bustier e gonne danzanti.»
Di grande significatività il recupero dei pizzi antichi, ricamati a mano, che costituiscono un’eredità importante e pregiata di una bellezza che, dal passato, si spinge verso il futuro e che va tutelata e valorizzata. I tessuti e i pizzi adoperati sono in filati naturali: rafia, cotone sfrangiato, broccato di seta, pizzi chantilly e rebrodé francesi in cotone, mikado e charmeuse in seta Made in Italy.
«Ogni abito è un pezzo unico, confezionato interamente a mano – sottolinea Marco Strano –. Ogni sposa riceverà un capo che porterà il suo nome, non replicabile.»
Tutti i capi frutto della visione creativa di Marco Strano, infatti, rimandano ai contorni e all’aspetto dei fiori o rievocano i colori dei fiori. La location scelta per il défilé, ossia il Museo delle Carrozze, si è ben coniugata con quell’aura di romanticismo che ha permeato la sfilata stessa. E proprio questo luogo ha restituito al pubblico il fascino dei fasti di un’epoca in cui la moda francese ebbe una grande accoglienza e sintonia con il gusto e le tendenze siciliane, dando vita a contaminazioni tecniche e stilistiche che hanno innalzato la sartoria locale a livelli importanti.
Ammirando la collezione si percepisce come gli abiti da sera mirino a valorizzare il carattere femminile, con silhouette valorizzate, volumi studiati e ricami pregiati.
Il rigore delle linee splende dei colori vitaminici dall’Andalusia, mentre il barocco siciliano trova la sua eco in broccati corposi e leggeri. La sensualità dei pizzi eterei gioca con la scultura dei volumi. La sabbia, l’avorio della pietra e i richiami al mondo arabo nutrono le lavorazioni scultoree trasponendosi in gonne a ruota, corpetti in rafia e patchwork di tessuti naturali che esprimono appieno l’identità del marchio. Le sete strutturate in tinte pastello si ispirano al fervore dell’alta sartoria degli anni ‘60; i fiori fatti a mano con piume magnificano una sofisticata semplicità, mentre accessori bon ton evidenziano l’eccellenza artigianale.

LE RIFLESSIONI DELLO STILISTA
Come definisce le linee degli abiti di questa collezione?
Ho preferito queste linee molto più asciutte, molto più essenziali, che esaltano proprio l’eleganza, la non sovrastruttura. Molti capi hanno ricami, altri hanno pizzi, tutti accomunati da un’elevata qualità e dall’importante valore dal punto di vista artigianale. Sono tutti fatti a mano, tutti fatti al telaio: pochi ma veramente molto importanti.
In questo fashion show ha dato spazio anche agli abiti da sera.
Gli abiti da sera sono stati una novità per me, perché ho inserito il nero e ho chiuso con gli abiti neri. Generalmente, non chiudo mai con abiti neri. Però l’idea di far rivivere anche le amazzoni, in questo luogo che ci ha ospitato e che è dedicato ai cavalli, mi ha particolarmente ispirato a creare questi capi, questi caschetti da equitazione, con gioielli particolari. Tutto questo è stato veramente un bellissimo esercizio di creatività.
Se dovesse definire il suo stile?
Il mio stile è poco ingabbiabile in una definizione, perché ogni anno cerco delle situazioni nuove e delle ispirazioni nuove. Però posso dire che il “leitmotiv” delle mie collezioni è cercare di fare qualcosa che abbia a che fare col buon gusto e con l’equilibrio, con la femminilità e mai con la stravaganza.
Valentino, da poco scomparso, è stato un suo riferimento importante?
Certo. È stato lo stilista da cui ho tratto ispirazione per poter fare questo lavoro. Fondamentalmente, era lui il faro e la guida di tutti gli stilisti della mia generazione.
Il make-up è a cura di Orazio Tomarchio per Truccheria Cherie, che insieme al suo staff interpreterà la collezione con giochi di ombre e sfumature; l’hairstyling è firmato da Roberto Napoli e Salvo Filetti per Compagnia della Bellezza Acireale, Marilena Mascolino Concept Salon CDB Catania e Alfio Reitano per Compagnia della Bellezza Giarre. Illuminazione artistica a cura di Dibenedetto Light. Fashion Editor: Salvo Presti. Service ed allestimenti sono curati da Fabio Ruggiero; la regia moda è di Mario Gazzo per Magam. Organizzazione: Mas Communication; Ufficio stampa: Battutalibera; Modelle: Marilena Silla e Gabriele Santoro per Model Media.
di Gianmaria Tesei
