SANREMO 2026 – Arisa torna al Festival con “Magica Favola”: “E’ il resoconto della mia vita rispetto a quella che è oggi”

Al 76° Festival di Sanremo Arisa porta in gara “Magica favola”, brano da lei scritto con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice.

La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace: “Magica favola per certi aspetti è stata definita Disney, in realtà ha la voglia di rimanere nel tempo ed è stata costruita su una melodia che a nostro avviso risale all’operetta dei primi del Novecento, con un tema molto moderno, cioè il resoconto della vita rispetto a quella che è oggi con tutto ciò che è importante portare all’esterno piuttosto che costruire internamente. Una mattina ci si alza e ci si accorge di essere arrivati ad un punto e di aver lasciato delle cose indietro tra cui il fatto di essere felici, delle piccole cose e in generale. Quello che ci rendeva felici da piccoli non è distante da quello che ci rende felici oggi, quindi non dobbiamo cambiare quello che siamo diventati ma porre l’attenzione e curare di più la nostra interiorità e quella bambina che a volte lasciamo in un angolo e che ha bisogno di esprimersi, di integrarsi con la donna adulta. In questi anni mi sono focalizzata tanto sulla ricerca dell’amore romantico, oltre che sul lavoro, e questo mi ha portato via tanto tempo, perchè realizzarmi è sempre dipeso dal fatto di avere una persona accanto. Dopo tantissimi tentativi mi sono resa conto di aver perso l’opportunità di coltivare molte cose nella vita e adesso l’arcobaleno è dentro di me. Cercherò di vivere l’amore in maniera universale dedicandomi di più agli amici, alla famiglia e a me stessa. Ho delle persone vicine che mi vogliono bene, ma da quando sono da sola mi vedo più bella, solare, serena. Mi serve l’uomo giusto non uno in generale. Penso che le donne possano bastare a se stesse e fare grandi cose, autocurarsi, autoamarsi in maniera eccellente”.

L’artista ha poi spiegato che si approccerà a Sanremo “con serietà ma anche con leggerezza, per me è un’esperienza, ormai vivo le cose come se fossero le ultime nella mia vita e cerco di godermi ogni istante fino in fondo. Sono felicissima, erano anni che desideravo ritornarci, ci sono stata come ospite e finalmente quest’anno posso partecipare in gara. E’ un privilegio essere lì”.

Nella serata dei duetti, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia, un brano-manifesto che attraversa generazioni e che nel tempo è diventato un inno alla femminilità e alla sua forza, capace di raccontarne tutte le sfumature: “Ho sempre amato la canzone scritta da Enrico Ruggeri e interpretata da Fiorella Mannoia perchè rappresenta una femminilità molto autentica che non è martire, né femminista radicale ma che esiste e basta. E’ la femminilità delle madri, delle donne che conoscono esattamente la realtà ma vanno dritte per la loro strada, le donne comuni di cui sento di far parte, come mia sorella che lavora e ha due figli, mia madre, che si fanno un cuore così e vanno avanti, si lamentano con se stesse, poi si lavano la faccia, si truccano, escono. Mi piaceva dare la possibilità a questa canzone di navigare in una dimensione diversa e il Coro del Teatro Regio di Parma dona una sorta di aura angelica a questo brano. Ho scelto di partecipare alla serata delle cover con loro perchè le donne, e la femminilità in generale, è fatta della stessa sostanza degli angeli, il femminile si compone di tantissimi gesti angelici che secondo me rappresentano la possibilità di cambiare il mondo. Bisogna avere pazienza nella vita, se non molli e vai avanti le cose possono sistemarsi. Bisogna impegnarsi e non dare tutto per scontato”.

“Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro: “E’ il racconto reale di momenti della vita fotografati attraverso le canzoni. E’ un disco importante per me perchè è il primo in cui sono anche autrice da sola di molti brani in maniera coraggiosa, esprimendo la mia vita in modo estremamente onesto e la mia femminilità scomoda in certi frangenti, nella coppia, nelle relazioni, ma anche il mio lato infantile, il legame salvifico con la mia terra. Ci saranno dei brani dove sicuramente mi vedrete in maniera diversa dal solito. Oggi mi sento felice. La felicità si raggiunge sapendo cosa è alla tua portata e cosa non lo è. Ho fatto anni di analisi, mi sono guardata dentro per capire chi sono veramente e mi sono concessa un periodo di solitudine. A 43 anni ho delle consapevolezze differenti ma credo di essere ancora in cammino, vorrei trovare il coraggio per esplorare me stessa a fondo e tirare fuori tutto quello che sono e lasciare un segno di me autentico”.

Riguardo le critiche sui social e i pareri discordanti da parte della gente relative all’interpretazione dell’Inno d’Italia da parte di Laura Pausini nella Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, Arisa ha detto: “Non mi piacciono i paragoni, in senso positivo o negativo, perchè mi mettono a disagio. Io sono molto elementare nel modo di cantare, Laura ha una vocalità pazzesca, incredibile, ha girato il mondo, ha espresso la sua grandezza attraverso un’interpretazione dell’Inno d’Italia unica e io non lo avrei saputo fare. Anche Lady Gaga o Beyoncé hanno personalizzato l’esecuzione dell’inno americano. Laura Pausini è una grande artista internazionale e le si può concedere di fare le cose a modo suo. L’inno si interpreta come si vuole. La cosa che invece mi è dispiaciuta è che io e Malika Ayane avevamo fatto un contest per l’inno delle Olimpiadi 2026, ha vinto il mio brano Fino all’alba e non è stato minimamente considerato”.

L’artista è reduce dall’esperienza come coach a “The Voice Senior” e “The Voice Kids”: “Se fai un programma televisivo dove esponi te stesso hai il privilegio di stabilire un contatto umano che fa sì che ci possa essere una conoscenza più approfondita. Ora la gente ha capito che non sono così strana ma sono una donna normale, a volte anche noiosa (sorride)”.

Conclusa l’esperienza sanremese, Arisa tornerà ad abbracciare il pubblico dal vivo con Arisa – Live Première, due appuntamenti speciali al Teatro Brancaccio di Roma il 22 maggio e al Teatro Lirico di Milano il 29 maggio, prodotti e organizzati da Friends & Partners, che la riporteranno in una dimensione intima ed emozionante, pensata per offrire un’esperienza ravvicinata e coinvolgente: “Canterò i brani del nuovo disco, senza tralasciare quelli che sono nel cuore mio e del pubblico”.

di Francesca Monti

credit foto Silvia Violante Rouge

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