Intervista con Donatella Finocchiaro: “Conservo lo stesso entusiasmo e la passione per questo mestiere che avevo quando ho girato il primo film”

In venticinque anni di carriera, dall’esordio nel 2001 con “Angela” ad oggi, ha impersonato tante donne diverse, restituendone le varie sfumature in maniera vivida, intensa e credibile, attraverso la voce, lo sguardo, i gesti. Donatella Finocchiaro in “Greta e le favole vere”, film di Berardo Carboni, al cinema con Vision Distribution, riveste il ruolo di Milena, la mamma di Greta (Sara Ciocca), una bambina di dieci anni che ispirata dalle vicende di Greta Thumberg diventa un’attivista ambientalista e cerca di salvare Roccia, un’orsetta con la quale stringe un rapporto magico.

Partendo dal film abbiamo fatto una chiacchierata con la poliedrica attrice, parlando anche di teatro e di Rosa Balistreri, dei ricordi legati ai suoi esordi e a “Perdutoamor” con Franco Battiato, e dei prossimi progetti.

Donatella, nel film “Greta e le favole vere”, ispirato alla storia di Greta Thunberg, interpreta Milena, la mamma della protagonista. All’inizio sia lei che suo marito Andrea (Raoul Bova) sembrano essere un po’ “distratti”, poi grazie a Greta cambiano il modo di vedere le cose. Quanto è fondamentale mettersi in ascolto dell’altro?

“La madre e il padre di Greta effettivamente sono dei genitori un po’ distratti, però alla fine questa ragazzina, già attivista fin da piccola, riesce a coinvolgerli, com’è giusto che sia. La nostra generazione è un po’ disattenta riguardo il problema del cambiamento climatico, invece i ventenni di oggi sono molto attivi, sanno cosa vuol dire fare la raccolta differenziata, non sprecare l’acqua, sono consapevoli che i ghiacciai si sciolgono”.

Qual è il suo rapporto con l’ambiente e con il tema del cambiamento climatico?

“Anche se la classe politica a volte nega l’esistenza del problema legato al cambiamento climatico purtroppo è invece molto evidente, ci sono scienziati e studi che affermano che segnerà tutta la vita futura degli esseri umani e del nostro pianeta. In Sicilia ad esempio abbiamo avuto il ciclone Harry che ha devastato la costa. Quindi dobbiamo agire concretamente adesso, sia i politici che noi cittadini, per salvare l’ambiente, mettendo in pratica tutte quelle azioni che possiamo fare nel nostro piccolo e nel nostro quotidiano. Io sono anni che non utilizzo detersivi chimici per la lavastoviglie o per la lavatrice e ho intenzione di acquistare anche i foglietti ecologici di nuova invenzione, che mi ha suggerito mia zia. Faccio uso di carta igienica di bambù, di shampoo biologici e naturali, non adopero creme chimiche, sto attenta a quello che mangio, a quello che metto sulla mia pelle, indosso abiti in fibra naturale, eventualmente con una percentuale di poliestere bassissima, e cerco di trasmettere questi insegnamenti anche a mia figlia”.

“Greta e le favole vere” è stato presentato al Giffoni Film Festival, quale messaggio spera sia arrivato ai ragazzi e alle ragazze?

“Al Giffoni Film Festival “Greta e le favole vere” è stato accolto calorosamente dal pubblico e credo che sia stato il posto giusto in cui presentarlo. I ragazzi erano molto contenti, appassionati e seguivano veramente con attenzione tutta la storia, anche perché il regista ha usato questa animazione bellissima e nel film improvvisamente i personaggi diventano dei fumetti e usano la favola per salvarsi, per trovare una soluzione, per uscire dall’impasse, dai problemi e questa secondo me è un’idea di sceneggiatura geniale”.

Ha esordito al cinema nel 2001 con “Angela” di Roberta Torre, recitare oggi le regala ancora la stessa emozione di quel primo set?

“Conservo ancora la stessa gioia e la stessa passione per questo mestiere che avevo quando ho girato il primo film. Ogni volta sono molto contenta di iniziare una nuova avventura lavorativa, su un set diverso, con nuovi amici, colleghi e compagni di viaggio. Rispetto ad “Angela” oggi sono meno ansiosa, del resto quel film è stato il mio esordio con un ruolo da protagonista assoluta, quindi sentivo tutti gli occhi addosso e le aspettative da parte della produzione, della regista. Per la prima settimana di riprese non sono riuscita a dormire di notte, poi mi sono rilassata, mi sono divertita e goduta quel periodo bellissimo e indimenticabile perché per me “Angela” è come il primo amore, non si scorda mai”.

Nella sua carriera ha avuto modo anche di essere diretta da Franco Battiato in “Perdutoamor”, che ricordo conserva del Maestro?

“Un ricordo indimenticabile. “Perdutoamor” è stato il debutto alla regia di Franco Battiato ed è stato il mio secondo film, quindi ho accompagnato il Maestro nella sua opera prima e ho conosciuto il mito. Devo dire che ancora oggi mi fa tanta tristezza ricordarlo avendolo perso così prematuramente, perché poi il nostro rapporto è continuato nel tempo, siamo rimasti amici, ci vedevamo a Milo, a casa sua, mangiavamo insieme i piatti vegetariani preparati dalla sua meravigliosa tata. E’ stato un incontro artistico e umano importante, che mi ha fatto crescere. Ci resta per fortuna la sua splendida musica”.

A teatro porta in scena “La vuci di Rosa”, spettacolo scritto e diretto da Luana Rondinelli, in cui racconta la storia umana e artistica di Rosa Balistreri. Che cosa rappresenta per lei questa grandissima artista siciliana che nonostante le difficoltà ha combattuto per i suoi diritti ed è un esempio per tutte le donne?

“Io faccio due spettacoli su Rosa Balistreri, una lettura che porto in scena da tanti anni e “La vuci di Rosa”, un testo scritto da Luana Rondinelli che mi vede sul palco con i musicanti di Marsala, e in cui canto nove brani. E’ impegnativo ma bellissimo, abbiamo debuttato a Marsala lo scorso 1 agosto. Rosa Balistreri è un personaggio iconico, per noi siciliani rappresenta non solo il folklore ma anche il canto popolare. Rosa era paragonata ad Amalia Rodrigues per la forza con cui cantava i poveri, gli emarginati, le donne, era anche un’attivista, faceva comizi con la chitarra e ha sempre lottato per i diritti delle donne. Raccontare un personaggio come lei per me è importante perché significa portare il suo sguardo e ricordare a tutti che bisogna prendere le difese delle classi povere, degli emarginati, delle donne. E’ un messaggio che vorrei arrivasse al pubblico”.

A proposito di diritti, di gender gap e pregiudizi, ha diretto il documentario dedicato alla calciatrice Alice Pignagnoli, com’è nata l’idea di portare questa storia sullo schermo?

“Mi è stato commissionato da Tonino Moscatt e Angelisa Castronovo che mi hanno chiesto di raccontare la storia di Alice Pignagnoli, così ho diretto questo documentario che stiamo finendo di montare e che è tratto dal suo libro Volevo solo fare la calciatrice”.

Nel suo esordio alla regia teatrale con La Lupa di Verga aveva affrontato invece altre tematiche attuali e importanti come la libertà femminile e il femminicidio. Quanto le arti possono essere un mezzo per smuovere le coscienze?

“La lupa è stata una bella scommessa e un modo per parlare di femminicidio. La protagonista è il simbolo della donna “diversa”, che viene punita perché è troppo sensuale, tanto che viene paragonata al demonio in quanto rappresenta la passione e l’eros. Per gli uomini la donna “brava” è quella che sta al suo posto, ma cosa vuol dire questo? Parlare di libertà sessuale ancora oggi in Italia, e nel mondo in generale, è un tabù difficile da superare. Quindi fare la regia teatrale di questo spettacolo mi ha permesso di affrontare il tema della sessualità al femminile, anche attraverso questo gruppo di donne, le prefiche (ingaggiate e pagate dalle famiglie per piangere e disperarsi ai funerali, ndr), che si battono il petto, pregano, ma poi si levano il velo nero e cominciano a ballare in modo sfrenato con la luce psichedelica da discoteca”.

In quali progetti la vedremo prossimamente?

“A breve sarò in scena a Palermo con lo spettacolo teatrale “Virdimura” tratto dall’omonimo romanzo di Simona Lo Iacono e sto girando una serie per la Lux Vide dal titolo “Ti difenderò”, con Beppe Fiorello, Selene Caramazza, Gianmarco Saurino, per la regia di Jan Maria Michelini, in cui interpreto un bel personaggio. Inoltre arriverà su Prime Video la serie “L’ingorgo” mentre in autunno mi vedrete nel film “Sul cammino di Francesco. La vita di Biagio Conte”, con la regia di Costanza Quatriglio, prodotto da Anele e in onda su Rai 1″.

di Francesca Monti

Si ringrazia Licia Gargiulo

credit foto ufficio stampa

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