Dal 10 al 13 settembre 2026 torna Piano City Lecce, il festival diffuso che porta il pianoforte nei luoghi più suggestivi della città e trasforma Lecce in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Il festival, con la direzione artistica di Gloria Campaner e Andrea Andro Mariano, è realizzato con il patrocinio di Comune di Lecce, Comune di Monteroni, Provincia di Lecce, Regione Puglia, Puglia Culture, Conservatorio di Musica “T. Schipa” di Lecce, Università del Salento e Accademia di Belle Arti di Lecce, e con il sostegno di partner, sponsor e sponsor tecnici che contribuiscono alla realizzazione del progetto.
Quattro giorni di concerti, incontri, laboratori, performance e attività educational per una nuova edizione che, nel solco del format internazionale Piano City, continua a costruire un racconto inedito. Nato nel 2010 da un’idea del pianista berlinese Andreas Kern, il format Piano City ha conquistato alcune delle più importanti capitali europee della cultura, portando la musica fuori dai luoghi tradizionalmente deputati al concerto e dentro il tessuto vivo delle città. A Lecce è arrivato nel 2021 e, anno dopo anno, ha saputo trasformarsi in qualcosa di unico: un festival internazionale per vocazione, ma autenticamente connesso per linguaggio, luoghi, comunità e relazioni al territorio. Il pianoforte diventa così uno strumento per attraversare la città e, allo stesso tempo, per raccontarla.
L’edizione 2026 nasce sotto il segno di una rivoluzione gentile, fatta di musica e visione, capace di partire da 88 tasti per arrivare molto più lontano. Il pianoforte diventa infatti il punto di partenza per abbattere confini e barriere, rendere la cultura accessibile, mettere in connessione generazioni, professionalità e sensibilità diverse. Sul palco ci saranno professionisti di fama internazionale alternati a giovani talenti, studenti e studentesse, ma anche pianisti amatori: persone accomunate dalla voglia di condividere la musica e di costruire, attraverso di essa, nuovi mondi. La vera rivoluzione di Piano City Lecce non è soltanto quella di portare un pianoforte in un luogo inaspettato. È creare connessioni. E dimostrare che da 88 tasti può nascere un’energia capace di attraversare una città intera. Una rivoluzione che trova la sua forza proprio nella dimensione collettiva del festival: la musica non come esperienza da consumare, ma come spazio da abitare insieme.
«Da pianista e concertista di musica classica – dichiara Gloria Campaner – posso dire con certezza che il pianoforte, con la sua straordinaria coralità di suoni e armonie e la sua bellezza musicale, è al tempo stesso uno strumento profondamente solitario. Chi lo sceglie si confronta, infatti, con una dimensione di grande solitudine: è uno strumento importante, anche fisicamente, da trasportare, che nella sua bellezza può accompagnare e dialogare con tanti altri strumenti, ma che può anche creare distanze, separare generi e performance e lasciare chi lo suona molto solo. Per questo, per me è una gioia immensa vedere la realizzazione di un festival dedicato al mio strumento preferito, allo strumento della mia vita, trasformato in un’occasione di aggregazione, comunità, relazione e bellezza. Un luogo capace di abbattere ogni confine e ogni barriera: tra generi musicali, età e generazioni, stili, etichette, cliché e tradizioni. A Piano City è benvenuto il pianoforte in ogni sua forma. 88 tasti per una rivoluzione gentile, capace di sprigionare la forza della musica e della condivisione. È un sogno che si realizza in una città come Lecce, in uno splendido territorio come il Salento, oggi sempre più nuovo e rinnovato centro di produzione culturale del nostro Paese. Siamo un team di pianisti profondamente legati a questo strumento, che è parte vitale delle nostre vite e che qui diventa anche un potente strumento di incontro, dialogo e comunità».
Il principio di Piano City è quello del festival diffuso: il pianoforte incontra la città, portando concerti nei luoghi simbolici, nelle piazze e negli spazi urbani, ma anche nelle dimore private e nei palazzi storici. A Lecce questa formula assume una connotazione particolare: il patrimonio architettonico e culturale della città non fa semplicemente da cornice agli eventi, ma diventa parte integrante della narrazione musicale. Dai chiostri degli ex conventi alle chiese, dai musei ai palazzi storici, dai giardini agli spazi contemporanei, fino alla street art della zona 167B e alle realtà culturali e associative che animano il territorio: ogni luogo diventa una possibile chiave di lettura della città. Tra le location dell’edizione 2026 figurano, tra gli altri, il Chiostro dell’ex Convento degli Agostiniani, il Chiostro dei Teatini, la Chiesa di Sant’Elisabetta, la Chiesa di Sant’Irene, l’ex Conservatorio di Sant’Anna, il MUST – Museo Storico della città di Lecce, il Museo Castromediano, Fiermonte Museum, Palazzo Turrisi, Palazzo Scarciglia, Palazzo Cerasini, i Giardini Giaconia, la zona 167B e Malcandrino, oltre a numerosi altri luoghi della città e del territorio.
“Ho iniziato a studiare musica a Lecce a sette anni -dichiara Andrea Andro Mariano- e il pianoforte mi ha permesso di costruire, in oltre venticinque anni, un percorso professionale e umano. Piano City Lecce nasce anche dal desiderio di restituire qualcosa alla città che mi ha formato. Non attraverso il talento già compiuto, ma creando le condizioni perché chiunque possa avvicinarsi al pianoforte e scoprire che è una lingua universale: uno strumento di apertura, di conoscenza e, in molti casi, di opportunità. È questa la direzione che abbiamo scelto: costruire occasioni per i più giovani e i giovanissimi, per gli amatori e per tutti coloro che amano la musica. Portare il pianoforte nei luoghi della città significa, prima di tutto, renderlo parte della vita delle persone. Ho sentito spesso il peso e la responsabilità di una direzione artistica di questo livello. E proprio questo mi ha portato a comprendere quanto sia importante non pensare a un festival come all’espressione di una sola persona. La vera forza di Piano City Lecce è nelle persone che lo fanno insieme a me: professionisti e appassionati che hanno saputo condividere una visione, arricchirla con il proprio contributo e farla crescere nel tempo. Piano City Lecce ha oggi una sua identità precisa, profondamente legata al territorio e alla sua cultura, ma allo stesso tempo aperta a una dimensione nazionale e internazionale. È proprio questo equilibrio a renderci riconoscibili. E credo sia stato determinante nel trasformare un festival nato da un’idea in una realtà culturale stabile, capace di rappresentare Lecce ben oltre i suoi confini”.
Il programma 2026 riunisce oltre 50 concerti e un cast artistico internazionale capace di attraversare classica, jazz, pop ed elettronica. Ad aprire il calendario dei Main Concert sarà Casadilego, il 10 settembre alle 21.30 nel Chiostro dell’ex Convento degli Agostiniani, con il suo universo pop. L’11 settembre, nel Chiostro dell’ex Convento dei Teatini, sarà la volta del jazz internazionale di Shai Maestro, tra i pianisti più apprezzati della scena contemporanea. Il 12 settembre, nella Chiesa di Sant’Elisabetta, David Chalmin porterà a Lecce il suo personale incontro tra pop ed elettronica. A chiudere il percorso dei grandi concerti, il 13 settembre a Malcandrino, saranno Katia e Marielle Labèque, protagoniste indiscusse della scena pianistica internazionale..
Uno degli elementi che rendono Piano City Lecce riconoscibile nel panorama dei festival è la sua capacità di mettere accanto le esperienze musicali di grandi interpreti, professionisti, amatori e studenti. La sezione Educational rappresenta in questo senso uno dei cuori del progetto: a Lecce arrivano studenti e studentesse di ogni grado ed età provenienti da Conservatori, Licei musicali, Accademie e Scuole di Musica di tutta Italia e anche dall’estero. Tra le realtà coinvolte figurano i Conservatori di Lecce, Bari, Monopoli, Perugia, Matera, Vicenza, Salerno, Vibo Valentia, Reggio Calabria, Siena, Trento, Castelnovo ne’ Monti e Modena, l’Accademia di Pinerolo, diversi licei musicali italiani e Glasbena Matica – centro musicale sloveno di Trento, insieme alle scuole di musica salentine.
Il festival amplia inoltre la propria proposta con talk, lezioni-concerto, laboratori e teatro, confermando la vocazione di Piano City Lecce ad essere un luogo di incontro tra discipline e pubblici differenti. Tra gli appuntamenti del 2026, il talk-concerto “Genesis”, con Luca De Gennaro e Francesco Gazzara al pianoforte, e “Slow Aging”, con Domenico Scordari di Naturalis e Alessio Nelli al pianoforte. La pianista e direttrice artistica Gloria Campaner condurrà “C# – See Sharp Lab”, mentre l’artista Chekos guiderà il laboratorio “167/b street art”, in un dialogo tra musica, creatività urbana e territorio. Completa il programma teatrale “Hansel e Gretel”, con Isobel Kara, Emanuele Balsamo e Chiara Ritelli.
Piano City Lecce 2026 è un progetto di Piano City Lecce APS, con la direzione organizzativa di Valeria Fasiello, Alessandra Gallo, Giacomo Fronzi e Milena Calogiuri.
Tutti i concerti sono ad ingresso gratuito.
L’intero programma sarà disponibile nei prossimi giorni.
