“Lo sciopero delle bambine” nel teatro del carcere di Opera in scena giovedì 12 ottobre

La storia delle «piscinine», le apprendiste milanesi che sfidarono lo sfruttamento e portarono la propria protesta nelle strade della città, dopo oltre un secolo, approda con nuove domande in un luogo inatteso, il teatro della Casa di reclusione Milano Opera in occasione del terzo appuntamento del Festival “Prova a sollevarti dal suolo”, rassegna aperta alla città ideata dalla direttrice artistica Ivana Trettel e realizzata in collaborazione con la Direzione della Casa di Reclusione per creare un dialogo tra il carcere e la città.

Lo spettacolo Lo sciopero delle bambine. L’eroicomica impresa del 1902, in scena giovedì 12 novembre alle ore 20.00 nella Casa di reclusione Milano Opera, sarà infatti aperto anche al pubblico esterno, che avrà la possibilità di assistere alla rappresentazione condividendo la platea con la popolazione detenuta. Il termine per le prenotazioni è il primo novembre, compilando il form sul sito www.operaliquida.org e fornendo i propri dati anagrafici.

La rassegna porta nel teatro del carcere una pagina della storia milanese e del lavoro femminile e infantile con lo spettacolo di PEM Habitat Teatrali, diretto da Enrico Messina e interpretato da Rita Pelusio e Rossana Mola. Al centro del racconto la vicenda delle “piscinine”, le giovanissime apprendiste-sarte, tra i sei e i tredici anni di età, che decisero di scioperare contro le condizioni di lavoro insalubri, lo sfruttamento e la paga da miseria, riuscendo a fermare per cinque giorni l’industria della moda della città. Il loro corteo, il primo sciopero minorile che si ricordi in Europa, attraversò il centro di Milano diretto alla Camera del Lavoro, suscitando attenzione, curiosità e scherno, ma anche il sostegno di intellettuali socialiste e femministe come Anna Kuliscioff.

A raccontare questa vicenda sono due piccioni, creature che abitano le piazze e osservano la protesta delle più piccole operaie attraverso uno sguardo ironico e contemporaneo. La loro narrazione diventa, così, un modo per interrogare il presente e riflettere sui diritti, sul lavoro e sulla possibilità di trasformare una condizione di fragilità in una forza collettiva.

A sottolineare il valore dell’esperienza di una platea condivisa e il legame con la compagnia Opera Liquida, attiva da 19 anni nel carcere di Opera con i suoi corsi di formazione per attori, scenografi, costumisti e tecnici audio luci, è anche la testimonianza di Rita Pelusio, attrice e coautrice dello spettacolo: «Per me questo festival è un momento speciale. Quando ho partecipato alle scorse edizioni, ho percepito un sentimento che non posso dimenticare. Ora ritorno con un amore grande per chi cerca di creare bellezza nonostante tutte le difficoltà. Ringrazio Opera Liquida perché mi ha sempre insegnato molto! W El sciopero, abbasso El scatulun!».

Il festival di Opera Liquida prosegue il proprio percorso continuando a mettere in discussione, attraverso il teatro, confini, distanze e pregiudizi e si concluderà il 26 novembre alle ore 20.00 (prenotazioni entro il 15 novembre) con lo spettacolo contro la violenza sulle donne, Undicesimo comandamento: uccidi chi non ti ama, drammaturgia e regia di Ivana Trettel. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Elena Mearini, e gli scritti delle persone recluse, vedrà in scena la compagnia Opera Liquida, composta da persone detenute, insieme a Michelangiola Barbieri Torriani.

La partecipazione al festival è riservata a un pubblico maggiorenne; gli spettatori sono invitati a presentarsi 40 minuti prima dell’inizio, per consentire le procedure di accesso al teatro, rinnovato e riscaldato, nel carcere. Il Festival “Prova a sollevarti dal suolo” è sostenuto dall’Otto per Mille della Chiesa Valdese e gode del patrocinio del Comune di Milano. Opera Liquida fa parte della rete nazionale “Per Aspera ad Astra. Come riconfigurare il carcere attraverso cultura e bellezza”.

Crediti fotografici: Laila Pozzo

Lascia un commento