Alla scoperta de Il Cairo e delle piramidi di Giza

oggi vi porto in Egitto, una terra splendida in cui si celano i misteri millenari dei faraoni e delle piramidi, in cui ad ogni angolo si respira il profumo della storia. Questo mio viaggio ha avuto come meta principale la città de Il Cairo, la capitale dell’Egitto, fondata sul fiume Nilo, l’unica al mondo ad avere un nome maschile. E’ una metropoli molto caotica, soprattutto nella zona centrale, ma che offre anche luoghi interessanti ed affascinanti.

Il centro del Cairo è rappresentato dalla piazza Midan el-Tahrir, un crocevia incessante di persone, auto, taxi, bus. Nelle vicinanze si trova lo splendido Museo Egizio. Al piano terra la maggior parte delle opere più belle sono esposte nelle sale dedicate all’Antico Regno tra cui la statua di Chefren, la statua lignea di Kaaper e il gruppo statuario di Rahotep e Nofret. Altrettanto bella, la collezione di reperti risalenti al regno di Akhenaton, il faraone “eretico”. La libreria interna offre una vasta scelta di pubblicazioni specifiche sul Museo e guide sull’antico Egitto disponibili anche in lingua italiana. Imperdibile il tesoro di Tutankhamon: la maschera d’oro e i sarcofagi del suo corredo funerario, in assoluto i pezzi più straordinari mai esposti in un museo. Un altro elemento di grande attrazione è la Sala delle Mummie Regali, con alcuni dei più celebri faraoni, come Sethi I e Ramses II. Sia la Sala delle Mummie sia il tesoro di  Tutankhamon si trovano al primo piano.

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La città è divisa in varie zone. Cairo islamico si riferisce alla parte la cui costruzione è antecedente allo sviluppo dei quartieri europeizzati che formano oggi il centro della metropoli. La zona è anche denominata “fatimide”, dato che il nucleo dell’area è costituito dalla città fortificata fondata dai Fatimidi nel 969. Le mura che allora cingevano la città sono andate perse, ma decine di monumenti costeggiano ancora le principali vie storiche. Nel Cairo Islamico si trovano il grande bazar, Khan el-Khalili, e la Moschea di El-Azhar, la moschea di El-Hakim, Beit es-Suhaymi e i tre grandi complessi mamelucchi di Bein el-Qasrein, El-Ghuriya, Bab Zuweila e il Mercato dei Tendaggi.

Anche i non musulmani possono accedere a quasi tutte le moschee, rispettando alcuni accorgimenti come la richiesta di togliere le scarpe. E’ opportuno inoltre vestirsi in modo sobrio. Per le donne non è obbligatorio indossare un foulard, ma sono proibiti i pantaloncini, minigonne e vestiti senza manica, mentre agli uomini è consigliato vestirsi con pantaloni lunghi.

Il Cairo copto è la parte più antica della città, include anche l’estremità meridionale dell’isola di Roda, dove si trova il Nilometro, usato fin dai tempi dei faraoni per misurare il livello del fiume e prevedere le inondazioni delle sue sponde. Per visitare il Cairo copto è comodo prendere la metropolitana; la stazione di Mar Girgis si trova quattro fermate a sud di Midan Tahrir. L’area di questa zona è racchiusa all’interno delle mura della fortezza romana di Babilonia. Tra gli edifici più interessanti da visitare ci sono la Chiesa greco-ortodossa di San Giorgio, a pianta circolare. Attraversando un giardino ombreggiato da chioschi si accede al Museo Copto. Fondato nel 1908, ospita un’importante raccolta di reperti risalenti al periodo in cui nell’intero bacino mediterraneo le antiche divinità pagane e greche, romane ed egizie furono soppiantate dal credo e dalle immagini sacre del cristianesimo. Costruita vicino alla Porta sull’Acqua, c’è la meravigliosa Chiesa della Vergine Maria, comunemente chiamata chiesa “La Sospesa” poiché sembra poggiare su due torri romane. Oltre il portale si apre un vicolo che conduce al Convento di San Giorgio, chiuso al pubblico eccetto la sala principale e la cappella. Nelle vicinanze sorge la Chiesa di San Sergio. La tradizione vuole che sia stata innalzata sopra una cripta nella quale la Sacra Famiglia avrebbe trovato rifugio durante la Fuga in Egitto. Ci sono infine la Chiesa di Santa Barbara, la Sinagoga di Ben Ezra e la Moschea di Amr, che prende nome dal suo costruttore, il generale arabo Amr ibn el-As il quale conquistò il Cairo nel 640 e diffuse l’Islam in Egitto.

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Dopo aver visitato la città, decido di andare a Giza, per vedere le mitiche Piramidi, una delle sette meraviglie del mondo antico (le Piramidi d’Egitto, la statua di Zeus a Olimpia, il Colosso di Rodi, il Tempio di Artemide a Efeso, il Mausoleo di Alicarnasso, il Faro di Alessandria e i Giardini Pensili di Babilonia), l’unica ad essere sopravvissuta. Situata a circa 20 km dal centro del Cairo, Giza è una piccola località sulla riva occidentale del Nilo. Arrivata nei pressi delle Piramidi mi incammino sotto un sole cocente, per andare alla scoperta di queste gigantesche costruzioni. A Giza sorgono le tre più famose piramidi egizie: quelle di  Cheope, Chefren e Micerino, secondo i nomi tramandati dalla tradizione greca ed ellenistica, tutte appartenenti a sovrani della IV dinastia.

La Piramide di Cheope era alta in origine 147m, oggi ha un’altezza lievemente inferiore a causa della rimozione del rivestimento di calcare fine e del pyramidion. E’ la più grande in assoluto.

Cheope regnò dal 2589 al 2560 a.C. Si stima che la sua piramide sia formata da 2,5 milioni di blocchi di calcare, ognuno dei quali del peso di 2,3 tonnellate.

La parola piramide deriva dalla lingua greca, “pyramis”, nome preso probabilmente dalla tipica torta consumata in quell’epoca. Ma per gli egizi la piramide era la garanzia dell’immortalità del loro faraone, del loro conduttore, quindi del loro regno. Per avere l’efficacia della sua missione, la piramide doveva essere finita prima della morte del faraone, il quale era molto più di un re: il Dio incarnato. La Piramide di Chefren è la seconda per grandezza dopo quella di Cheope, mentre quella di Micerino è la più piccola. A fianco delle tre piramidi si erge maestosa l’enigmatica Sfinge, scultura monumentale costruita intorno al 2500 a.C. E’un monumento isolato, a differenza delle altre sfingi poste in coppia per proteggere l’ingresso di un edificio. La Grande Sfinge fu realizzata scolpendo la pietra viva, mentre alcune parti sono state costruite o riparate con l’aggiunta di blocchi di roccia tagliati. Il monumento è composto da tre diversi strati rocciosi: il corpo è di pietra calcarea dura ma fragile, di origine più antica; lo strato mediano, che comprende il nucleo della Sfinge, è di pietra di qualità medio-bassa; lo strato superiore, che comprende la testa della Sfinge e il collo, è formato da pietra calcarea dura, che diventa sempre più pura nella testa, permettendo di preservarla meglio nel tempo. A differenza del corpo, la testa è di dimensioni più ridotte del normale. La causa è forse da attribuire o alla scarsa quantità della pietra calcarea dura o all’esigenza di allungare il corpo per colpa delle crepe. L’identificazione del volto raffigurato, invece, desta molti dubbi. Inizialmente era stato attribuito a Chefren, mentre secondo studi recenti raffigurerebbe Cheope.

Comunque vedere da vicino questi giganti di pietra ha un fascino misterioso che lascia senza parole e che dona emozioni indimenticabili.

Ed ora qualche curiosità: è possibile fare l’escursione alle Piramidi con tour organizzati che permettono di visitare l’area in sella ad un cammello e prevedono la sosta in alcuni negozi per conoscere da vicino le tecniche di realizzazione dei papiri e per provare vari profumi ed essenze, sorseggiando il karkadè, il tipico infuso di foglie di ibisco.

Un mix di sapori e profumi caratterizza la cucina egiziana, ricca di spezie, ma poverissima di grassi. Tra le ricette principali ci sono gli spiedini di montone, le polpette di carne di montone chiamate Kofta, il passato di fave e fagioli chiamato Foul, il famosissimo Kebab, l’agnello bollito con riso e pancotto (Fatta), la salsa di ceci (Homos), e la salsa di sedano, noci e spezie (Tihina).
Per quanto riguarda i dolci ci sono il Katalef fritto con le mandorle e le noci, la Konafa (una torta di pasta dolce) e i pasticcini Baklama con miele, noci, sciroppo e olio. Tra le bevande vanno ricordate, l’infuso di cannella Erfa, e lo “Shay” (tè alla menta).

Da questo viaggio mi porterò l’emozione nel vedere le Piramidi e la Sfinge, il suono del canto del muezzin durante la preghiera della sera, che viene diffuso in tutta la città, i profumi e i colori dei mercati del Cairo, l’odore del narghilè, la magia di un posto misterioso e allo stesso tempo affascinante come l’Egitto.      

Testo e foto di Francesca Monti

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