Sousse, una delle più belle città della Tunisia, rende omaggio ai 70 della Cineteca di Milano, dal 26 agosto

Dal 26 al 30 agosto 2017 un inedito gemellaggio vedrà la settantenne Cineteca Italiana collaborare con la neonata Cineteca tunisina con la presentazione, all’interno della 3° edizione di Cinéma au Musée (Museo archeologico di Sousse, Tunisia), della rassegna filmica I 70 anni della Cineteca di Milano.

Questa iniziativa, coorganizzata con l’Association Culturelle Afrique-Méditerrannée di Sousse e con il Centre National du Cinéma et l’image di Tunisi, si colloca infatti all’interno di Cineteca70, l’evento celebrativo per i primi 70 anni di Fondazione Cineteca Italiana (1947 – 2017), la prima d’Italia, fondata da Luigi Comencini e Alberto Lattuada nel 1947. Questo emozionante compleanno è stato ricco di eventi, rassegne filmiche, mostre e percorsi museali, iniziative editoriali, campus a tema cinematografico, convegni e andrà avanti fino alla fine del 2017/inizio del 2018.

L’iniziativa, oltre alla rassegna di film dedicati al 70esimo compleanno della Cineteca di Milano, prevede anche un omaggio a Jean Rouch in occasione del centenario della sua nascita e un omaggio a Merzak Allouache, uno dei più importanti e più produttivi cineasti algerini (per avere più informazioni consultare il sito  www.cinemaaumusee.org ).

Fra i tanti ospiti di Cinéma au Musée, saranno presenti anche il direttore della Fondazione Cineteca Italiana, Matteo Pavesi, e Francesca Badalini, musicista e compositrice che accompagnerà dal vivo alcuni dei film in programma, insieme a un percussionista e un clarinettista tunisini.

Il programma di film presentato intende offrire una panoramica di alcuni dei più preziosi gioielli d’archivio che la Cineteca di Milano ha restaurato e conservato nell’arco degli anni.

Primo fra tutti il film di uno dei fondatori della Cineteca, Luigi Comencini, La valigia dei sogni (1953), un omaggio al cinema muto in forma di commedia all’italiana. Seguiamo le vicende di un ex-attore (Umberto Melnati) che salva, colleziona e divulga vecchie pellicole del primo cinema italiano, di un’ex-attrice (Ludmilla Dudarova) che si riconosce in una di queste pellicole, e di una giovane e semplice ragazza che sogna di fare l’attrice. Il film è interessante anche per l’utilizzo di spezzoni di rare pellicole del cinema muto. Realizzando alla fine il proprio sogno di aprire un museo del cinema, il personaggio interpretato da Melnati rispecchia ciò che Comencini stesso è riuscito a costruire: un luogo dove conservare e diffondere la magia del cinema, vera e propria “fabbrica di sogni”.

In programma, poi, un omaggio allo scenografo, animatore e illustratore Emanuele Luzzatiche, dal 1957, insieme a Giulio Gianini forma la coppia d’oro del cinema d’animazione italiano, un felice sodalizio che generò una serie di opere dalle immagini estremamente divertenti e di una bellezza eccezionale, realizzati con la tecnica del découpage, due dei quali ottennero la nomination agli Oscar come Miglior cortometraggio d’animazione: La gazza ladra (1966) e Pulcinella (1974). Il cinema di Gianini e Luzzati è una poesia animata che tramite la tecnica del découpage ingloba tutta la cultura del teatro: i personaggi, sebbene siano solo pezzetti di carta che si spostano su fondali, sembrano uscire da questi stessi scenari per diventare colore in movimento. Oltre ai due piccoli capolavori nominati all’Oscar, in programma presentiamo anche L’italiana in Algeri (1968), che fa parte della Trilogia rossiniana, e la magica avventura Alì Babà (1970).

In calendario due veri e proprio gioielli d’archivio dedicati alla città di Milano: Mediolanum(1933) di Ubaldo Magnaghi, restaurato dalla Cineteca di Milano, un grande omaggio alla Milano degli anni ’30, fra i Navigli e i grandi monumenti, girato in modo sperimentale, e la sinfonia urbana di Corrado D’Errico, Stramilano, prodotta dall’Istituto Luce nel 1929, un lavoro molto accurato che mette in scena dall’alba al tramonto una vitale e operosa Milano e il suo emergente mercato della moda. Il film, oltre a soffermarsi sulle imprese tessili (le lavoratrici, presentate con una celebre carrellata, sono evidentemente in posa) e su tutto il processo della lavorazione del tessuto fino al defilé privato delle modelle, ci mostra anche il tempo libero: i milanesi s’intrattengono infatti con concerti e danze e il regista ci mostra uno dei passatempi e delle mete preferite per la domenica, i meravigliosi laghi lombardi. Il documentario si conclude mostrando il simbolo della città: la Cattedrale, sullo sfondo di un crepuscolo grigio e nebbioso.

Certo non poteva mancare il brillante e bizzarro Le straordinarissime avventure di Saturnino Farandola (1914) di Marcel Fabre, avvincente racconto che sembra uscito dalle pagine di Jules Verne.

Infine, un omaggio alla città di Tunisi, con due frammenti degli anni ’10 conservati nell’Archivio della Cineteca: Tunisi. Usi e Costumi, un inedito viaggio nella città di Tunisi fra i bazar, le oasi, le strade, i mercati e le moschee, e il breve documentario Vasai a Tunisi, dove è possibile vedere la lavorazione dei vasi, con gli adulti che insegnano ai bambini, per tramandare una tradizione antichissima e celebrare un ritorno alle origini.

LE SCHEDE DEI FILM
Tunisi. Usi e Costumi
(produzione Ambrosio, anni Dieci)
Un inedito viaggio nella città di Tunisi fra i bazar, le oasi, le strade, i mercati e le moschee.

Vasai a Tunisi 
(produzione Pathé, anni Dieci)
Documentario sull’arte dei vasai. Gli adulti insegnano ai bambini a lavorare il vaso, per tramandare una delle tradizioni più antiche, per un ritorno alla origini da non perdere mai.

La valigia dei sogni
(Luigi Comencini, Italia, 1953, b/n, 84’)
Il cavalier Omeri, collezionista del cinema muto, ha raccolto, sottraendole al macero, preziose pellicole dei primi anni della storia del cinema. Presentando uno di questi spettacoli, in occasione di una serata mondana, si rammarica del fatto gli atteggiamenti appassionati di una Borelli o di una Bestini provochino la sfrenata ilarità dei molti giovani che affollano il salotto. Ma tra il pubblico c’è anche una vecchia attrice che si riconosce nella pellicola, e che aiuterà Omeri a realizzare il suo sogno di aprire un museo del cinema.

Le avventure straordinarissime di Saturnino Farandola 
(Marcel Fabre. Italia, 1914, 77’. Muto)
Saturnino Farandola è nato sotto il segno dell’avventura: salvato dalle acque, cresciuto dalle scimmie, raccolto da dei marinai e divenuto poi capitano di fregata, decide di mettersi in viaggio insieme al suo fedele equipaggio, al fine di esplorare i cinque o sei mondi conosciuti e sconosciuti. Saturnino sa bene a chi ispirarsi: il suo creatore, Albert Robida, scrittore e disegnatore, è un maestro dell’anticipazione e un contemporaneo di Jules Verne.

Stramilano
(Corrado D’Errico, 1929, 14′)
Sinfonia urbana che racconta Milano dall’alba al tramonto, la periferia (dove ci si muoveva coi carri) e il centro storico (con le automobili e i tram), l’industria manifatturiera e quella tessile, la moda e la danza.

Mediolanum
(Ubaldo Magnaghi, Italia, 1933, 30’)
Film restaurato da Fondazione Cineteca Italiana, un grande omaggio alla Milano degli anni ’30 fra i Navigli e i grandi monumenti. 

La gazza ladra
(Emanuele Luzzati, Giulio Gianini, Italia, 1975, 10’, animaz.)
Il capolavoro di Gianini e Luzzati vincitore di 16 premi internazionali, tra i quali il Premio Speciale al Festival di Annecy, la nomination all’Oscar 1965.

Pulcinella
(Emanuele Luzzati, Giulio Gianini, Italia, 1973, 10’, animaz.)
Pulcinella desidera ardentemente abbandonare la sua squallida vita, liberandosi dagli intoppi della quotidianità: la mogle che lo butta giù dal letto e lo manda a lavorare, i carabinieri che controllano ogni suo gesto… la migliore via di fuga è quella del sogno.

Alì Babà
(Emanuele Luzzati, Giulio Gianini, Italia, 1970, 10’.)
«Apriti, Sesamo!»: con queste parole il brigante Mustafà accede alla caverna dei tesori. Per sua sfortuna, su un albero lì vicino, è appostato il giovane Alì Babà. Gli basterà ripetere la formula magica e tutte quelle ricchezze saranno sue.

L’italiana in Algeri 
(Emanuele Luzzati e Giulio Gianini, Italia, 1968, 10’, animaz.)
Dopo il naufragio sulle coste dell’Algeria, Isabella viene condotta nell’harem del Bey e il suo amato Lindoro la aiuta a fuggire. I due riescono nel loro intento, anche con l’efficace sostegno delle altre donne dell’harem, gelose di Isabella e delle sue capacità di seduzione

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