MITO SettembreMusica 2017: Die Schöne Müllerin, con Ian Bostridge e Julius Drake, il 7 settembre

Il settimo concerto del festival musicale internazionale MITO SettembreMusica 2017 offre l’opportunità, per nulla consueta di per sé stessa, di ascoltare una vera e propria istituzione musicale nell’ambito dell’interpretazione del repertorio liederistico romantico, e per di più, gratuitamente. Giovedì 7 settembre, al Teatro Cooperativa, alle 21, Ian Bostridge, studioso musicale, oltre che interprete vocale acclamato e raffinatissimo, ascoltato in ultimo a Milano nel 2016 in occasione del suo debutto scaligero nella parte di Quint in Turn of the screw (B. Britten), assieme al pianista Julius Drake, storico comprimario di alcune delle più belle voci degli ultimi decenni, da Dame Felicity Lott, José Van Dam, Christoph Prégardien, a Diana Damrau. Insieme interpreteranno il ciclo di Lieder schubertiano Die schöne Müllerin, già registrato dal tenore per EMI. Il concerto sarà preceduto da una breve introduzione a cura di Mattia Palma.

In Die schöne Müllerin, il primo grande ciclo liederistico di Schubert, su testi di Wilhelm Müller, la poesia del paesaggio, tema privilegiato del Lied romantico, diventa elemento centrale. Già presente nel Wandrers Nachtlied, la compenetrazione tra il soggetto e la natura qui è tale da eleggere un elemento della natura, il ruscello, a vero a proprio alter ego del protagonista.  È il ruscello a indirizzare i passi del viandante verso il mulino dove egli incontrerà la giovane mugnaia, a farsi confidente delle sue pene d’amore così come ad accompagnarlo alla morte, facendosi carico di un’ultima, dolcissima consolazione.

La giovinezza – primavera di vita oltre che di natura – dell’aspirante mugnaio si coglie fin dall’inizio del ciclo, nel suo passo baldanzoso e nell’ottimismo del girovagare (Wohin?, n. 2), e con cui vive il primo incontro con la bella mugnaia (Am Feierabend, n. 5) e poi, ancora, nella timida impazienza con cui vorrebbe dichiararle il proprio amore (Ungeduld, n. 7) e nell’esplosione passionale di quel “Mia” (Mein!, n. 11) con cui si illude di essere ricambiato. Eppure, già alle soglie di questo culmine amoroso, nel Lied precedente, una premonizione di morte s’insinua in quell’allusione al modo minore di cui si fa carico il pianoforte (Tränenregen, n. 10), uscendo allo scoperto solo alla fine, questa volta anche nel canto, per fissarsi come stridente dissonanza nel postludio pianistico. Per trovare una svolta concreta nella trama bisogna attendere la comparsa del cacciatore e i prevedibili moti di gelosia da parte del viandante (nn. 14 e 15); e tuttavia, si può seguire nell’ascolto un percorso più interiorizzato, seguendo il sapore mortifero che, dopo Tränenregen, riemerge in Die liebe Farbe (n. 16), dove le parole assumono un tono di tragica ironia e l’ossessività di una nota costantemente ripetuta, nelle voci interne del pianoforte, contiene già qualcosa di definitivo. Sfoghi dolorosi (Die böse Farbe, n. 17) e momenti di desolazione (Trockne Blumen, n. 18) preludono allo scavo interiore di Der Müller und der Bach (n. 19), nella forma di uno scambio dialogico tra il soggetto e il proprio alter ego. E sono queste le ultime parole espresse dal viandante perché, nel Lied conclusivo, l’unico in terza persona, spetterà al ruscello, all’altra parte di sé, trasformare la morte in un abbraccio che fa sentire meno soli.

Commenta Bostridge “Schubert più degli altri, (“mi interessa”, ndr) per la reattività al testo che si esprime nella melodia come nell’armonia”. Schubert crea infatti figure musicali fortemente rappresentative, ma che hanno sempre l’allusività della metafora: non vi è dubbio che tanto il movimento del mulino (la figura circolare con cui si apre Halt!) che la corrente dell’acqua (le sestine di biscrome) restituiscano lo scorrere dell’esistenza verso la tragica conclusione. Talora l’invenzione musicale aiuta a individuare un personaggio, corroborando la teatralità che dà corpo all’ossatura narrativa di Die schöne Müllerin, che Müller volle definire un “monodramma” (il ciclo fu concepito quale serie di poesie pensate per essere rappresentate in forma drammatica, come occasione di intrattenimento per i giovani che frequentavano il salotto del consigliere segreto Stägemann).

Il contributo musicologico da cui attinge questo testo, edito sul programma di sala, è a cura di Laura Cosso.

Il Festival delle Città di Milano e Torino, realizzato da I Pomeriggi Musicali di Milano e Fondazione per la Cultura di Torino con il patrocinio del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, è reso possibile anche grazie al prezioso contributo del partner Intesa Sanpaolo, che ha creduto al progetto sin dalla prima edizione, al sostegno di Compagnia di San Paolo e degli sponsor Pirelli e Fondazione Fiera di Milano.

La biglietteria di MITO SettembreMusica a Milano, presso il Teatro Dal Verme, in via San Giovanni sul Muro, 2 è aperta da martedì a sabato, con orario 11-19.
Informazioni: +39.02.87905201 – biglietteriamito@ipomeriggi.it

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