Intervista con il musicista Davide Zubani, che ha firmato i brani inediti del gruppo musicale TRA LE RIGHE, composto dagli ospiti del servizio di Salute Mentale della Cooperativa “Il Gabbiano”

Ha riscosso un grande successo di pubblico il concerto tenuto dal gruppo musicale TRA LE RIGHE, composto dagli ospiti della Comunità Protetta ad Alta Assistenza “Gabbiano” e del centro diurno “Eureka”, che si è svolto venerdì 19 ottobre al Teatro Le Muse di Pontevico (BS). Il gruppo ha presentato per l’occasione alcuni brani inediti scritti dal musicista Davide Zubani, ideatore del laboratorio musicale “Personal-mente”, in stretta collaborazione con il Coordinatore Responsabile Sergio Lussignoli, e che saranno presto pubblicati all’interno di una raccolta.

Il concerto è stato suddiviso in tre fasi che rappresentano i tre momenti transitori del disagio psichico: l’esordio della malattia, la fase acuta che consiste nel trasferimento al reparto ospedaliero, fino all’accettazione e alla consapevolezza della patologia stessa.

L’obiettivo di questo progetto sociale è quello di sensibilizzare le persone su questa particolare tematica e dare un’opportunità di integrazione a coloro che devono affrontare questa fase di disagio e fragilità.

Il laboratorio musicale “Personal-mente” nasce nel 2015 come attività rivolta a persone con disagio psichico. Il primo obiettivo del progetto è quello di suscitare interesse nei confronti delle persone affette dai disagi in un contesto in cui si stanno riappropriando delle proprie autonomie, convivendo con la propria malattia. La mission è quella di offrire un’esperienza che permetta ai partecipanti di godere dei benefici che la musica può dare, offrendo loro nuove opportunità espressive ed emotive. Grazie all’appoggio dell’associazione “Punto. A Capo”, dal 2017 il laboratorio musicale sta lavorando alla realizzazione di brani inediti. Durante lo stesso anno, il laboratorio musicale ha partecipato al terzo Congresso Internazionale “Gruppi Sonori” a Piazzola del Brenta (PD) con l’apparizione per la prima volta del gruppo musicale Tra Le Righe, composto per l’occasione da ospiti, operatori e volontari del servizio di Salute Mentale della Cooperativa “Il Gabbiano”. La band si è esibita inoltre presso l’Azienda Ospedaliera di Desenzano del Garda (BS) e a Villa Badia Leno (BS) in occasione del mese mondiale della Salute Mentale.

Abbiamo realizzato un’intervista con Davide Zubani e parlato di questo importante e interessante progetto.

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Buongiorno Davide, il 19 ottobre al Teatro Le Muse di Pontevico c’è stato il debutto teatrale del gruppo Tra le righe, che ha presentato live alcuni brani da lei scritti insieme ai ragazzi della Cooperativa Il Gabbiano. Cosa ci racconta a riguardo?

“Il 19 ottobre per noi è stato il debutto del gruppo Tra le righe, la prima occasione in cui abbiamo potuto far ascoltare questi brani scritti con i ragazzi della cooperativa. Il percorso si chiama Laboratorio musicale Personal-mente e ha iniziato la collaborazione con i servizi di salute mentale della cooperativa Il Gabbiano di Pontevico. All’inizio è partita come laboratorio musicale e abbiamo imparato a suonate gli strumenti a percussioni e il linguaggio ritmico base per esprimerci. A un certo punto durante il laboratorio, in collaborazione anche con il collaboratore responsabile Sergio Lussignoli abbiamo proposto agli ospiti di fare dei brani che li raccontassero. Quello della malattia mentale è un tema delicato perché vede gli ospiti esporsi. La risposta è stata sorprendentemente positiva, gli ospiti si sono messi in gioco e allora abbiamo creato dei gruppi psicoeducativi e abbiamo provato a trattare temi diversi come l’esordio della malattia, la famiglia, il passaggio al reparto ospedaliero ma anche la voglia di stare bene o legati alla salute mentale. Dopo questi incontri si aveva la possibilità di registrare alcuni momenti catartici, se fosse uscito qualcosa di particolarmente sentito si invitava l’ospite ad andare nella stanza a fianco e incidere il riassunto del pensiero che aveva detto. Da lì siamo partiti ad analizzare in studio questi resoconti verbali e abbiamo costruito le canzoni. I brani inediti sono nati dalle testimonianze degli ospiti perché la malattia a volte ha dei tratti anche simili a cose quotidiane, invece partire da loro vuol dire far parlare di malattia il malato stesso e ci ha dato la possibilità di mantenere una verità e di raccontarla attraverso le canzoni. Abbiamo realizzato sette brani, ne faremo ancora un paio e per la prima volta li abbiamo portati sul palco con grande emozione e vibrazioni positive. E’ stata una serata bellissima, super partecipata che ha visto un momento di dialogo molto profondo con il pubblico, ad esempio c’erano delle pause e dei silenzi che lasciavano intendere che in qualche modo ciò che si era detto si era sedimentato dentro le persone e anche i giudizi sono stati positivi tanto è vero che c’è la possibilità di fare altri concerti in futuro volti a sensibilizzare su questo tema. Inoltre gli ospiti hanno gestito benissimo le emozioni, anche questo non era scontato”.

Il concerto è stato suddiviso in tre momenti…

“Il racconto, il concept è stato diviso in tre momenti, l’esordio della malattia, abbiamo parlato di quando si comincia a stare male, poi nel secondo momento della famiglia e del passaggio al reparto ospedaliero e poi nell’ultimo della voglia di stare bene. C’è una canzone che nel ritornello dice ho solo voglia di stare bene, quindi la non identificazione della persona con la malattia che non è tutta la vita ma una parte di essa. Stare sul palco ha rivoluzionato anche l’idea stessa relativa alla malattia”.

Un progetto importante di integrazione e volta a contrastare l’emarginazione, cosa che purtroppo spesso accade nella nostra società con le persone considerate “diverse”…

“Un progetto che riesce a integrare queste persone e a metterle davanti alla parte “normale” della società e soprattutto che veicola l’integrazione portando sul palco un elaborato attivo, portando una condivisione, sicuramente la sensibilizzazione è fondamentale. Ricorre il quarantesimo della legge Basaglia nonché ottobre è stato il mese della salute mentale, quando Basaglia ha chiuso i manicomi e portato il primo paziente a un ricovero volontario ha messo in luce l’importanza di trattare queste persone come libere anche all’interno della malattia. Il fatto che a 40 anni di distanza le persone abbiano la possibilità di avere un palco a disposizione su cui raccontarsi e scambiare le emozioni con un pubblico di 300 persone è un grande passo avanti. I nostri ospiti hanno veramente lavorato, faticato per raggiungere degli obiettivi, già la malattia mentale richiede una certa fatica per essere gestita, quindi si meritano queste soddisfazioni. Questo li rende significativi sia a livello umano sia nella loro capacità di scegliere la bellezza che si cela dietro la musica”.

Questi brani andranno a far parte di un disco?

“Abbiamo l’obiettivo di realizzare un disco con questi brani, stiamo finendo gli arrangiamenti e penso che uscirà a marzo. Inoltre abbiamo fatto la prima riunione post concerto con l’associazione Punto. A capo e abbiamo pensato ad altre date, probabilmente ne faremo tre entro metà 2019, stiamo cercando di capire come organizzarle, è un concerto che deve trovare un contesto giusto affinché i concetti che vogliamo trasmettere non vengano vanificati”.

di Francesca Monti

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