Intervista con Claudio Garrubba, in scena al Teatro Ciak di Roma con lo spettacolo “La Scala a Chiocciola”

Terzo appuntamento con il Giallo del Teatro Ciak di Roma: fino a domenica 1 marzo è in scena “La Scala a Chiocciola” di Ethel Lina White, per la regia di Anna Masullo, grande specialista del genere Noir e regista storica dello Stabile del Giallo, che vede tra i protagonisti Claudio Garrubba, talentuoso attore che ha preso parte a serie tv di successo tra cui “Rosy Abate”, “Amore Pensaci Tu”, “Crimini”, “Terapia d’urgenza”.

La Scala a Chiocciola, dal romanzo di Ethel Lina White, racchiude tutti gli elementi che costringeranno lo spettatore ad “assaporare” attimo dopo attimo, lo stesso terrore che la giovane protagonista vivrà nell’arco di un’intera notte.

Una grande casa isolata nella campagna inglese e chiusa come una fortezza impenetrabile sarà il luogo in cui un serial-killer, attraverso un crudelissimo gioco psicologico, spingerà la piccola Helen gradino dopo gradino nelle sue spire, mentre tutti i personaggi, prigionieri della notte e soprattutto del temporale che fuori infuria, si muovono come nell’attesa del nefasto evento, quasi questo fosse percepibile nell’aria resa elettrica dai lampi.

Il male giocherà a rendere inoffensivi, uno dopo l’altro, tutti gli ospiti della casa fino a stringere la sua morsa mortale intorno alla vittima designata. La catarsi finale arriverà da una direzione inaspettata e forse ancor più sorprendente dell’identità stessa dell’assassino.

Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata con Claudio Garrubba, ecco cosa ci ha raccontato.

da sin in alto Claudio Garruba Giovanni Carta Franco Sciacca Riccardo cascadan in basso Barbara Abbondanza Martina Carletti LInda Manganelli Silvia Siravo

Claudio, sei in scena al Teatro Ciak di Roma con lo spettacolo “La Scala a Chiocciola”. Puoi presentarci il tuo personaggio?

“E’ uno spettacolo ambientato in Inghilterra, tratto dall’opera di Ethel Lina White, con la regia di Anna Masullo, è un noir che ricorda un po’ le atmosfere alla Tim Burton. Il mio personaggio è l’ospite del proprietario di casa cioè il professore con cui studia, è giovane, ha una decina di anni meno di me, è ribelle, indisciplinato, ma fondamentalmente nella storia è quello piu’ vivace che si trova in una situazione un po’ particolare, in questa casa lugubre dove accadono cose strane. Infatti c’è un assassino che uccide le sue prede che sono tutte giovani donne. E’ un testo corale in cui la storia gira attorno alla protagonista, Helen, con un finale alla “Via col vento”. E’ la prima volta che collaboro con lo Stabile del Giallo e mi sono trovato bene, è una realtà in crescita. Inoltre è la mia prima esperienza con uno spettacolo noir e ne sono rimasto affascinato perchè l’elemento psicologico unito al racconto crea interesse nello spettatore in un momento storico in cui la gente ha difficoltà a fermarsi e stare seduta in teatro, in un mondo dove la comunicazione è dinamica e veloce. Questo spettacolo è come un orologio, con un ingranaggio in cui le scene si incastrano formando il puzzle finale”.

Che cosa ti ha piu’ affascinato del tuo personaggio?

“Il fatto che è molto sfumato, non semplice da affrontare perchè non è delineato precisamente. Ho dovuto lavorare anche su una fascia d’età che non è la mia ricercando la purezza di quegli anni, la libertà di un giovane che ancora deve masticare la vita ma che ha anche molto slancio e forza. Dal punto di vista psicologico è un personaggio difficilmente inscatolabile perchè non ha un’occupazione, non ha una situazione emotiva famigliare definita, è da costruire, quindi ho fatto un lavoro di ricerca nel testo mettendoci del mio. E’ stato stimolante e difficile allo stesso tempo”.

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Sei stato tra gli interpreti della serie di grande successo “Rosy Abate” nel ruolo di Alfredo, che esperienza è stata?

“E’ stata un’esperienza molto bella, mi ha scelto il produttore Valsecchi e mi è piaciuto lavorare con loro e con Giulia Michelini che è stata un’ottima partner, super professionale, carina, umile. Prossimamente verrà anche girata la terza e ultima stagione di Rosy Abate, Giulia non ci sarà perchè verrà raccontata la storia della Regina di Palermo da piccola, quindi stanno cercando una protagonista che abbia 14 -15 anni. Successivamente sono stato ricontattato dalla produzione per un’altra fiction che poi non è partita, ma spero di poter lavorare nuovamente con loro”.

Sarai in scena fino al 1° marzo al Teatro Ciak di Roma con “La Scala a Chiocciola” e poi quali altri progetti hai in programma?

“Ho altri progetti professionali ma fin quando non si concretizzano per scaramanzia preferisco non parlarne”.

Un sogno nel cassetto…

“Recitare in una serie di lunga durata prodotta da Netflix, adoro quel portale, sono un abbonato, mi piace quello che fanno e come lo fanno”.

di Francesca Monti

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