Inaugura venerdì 6 marzo al Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema di Torino, la 17a edizione delle “Journées du cinéma québécois en Italie / Le giornate del cinema quebecchese in Italia”

Nouvelles Mythologies. Nuove Mitologie. Con questo titolo si apre, venerdì 6 marzo 2020, la diciassettesima edizione delle “Journées du cinéma québécois en Italie / Le giornate del cinema quebecchese in Italia”. Otto opere di cui sette in anteprima italiana, espressione di un cinema in grado di riflettere sulle dimensioni del contemporaneo e di rivelarci nuovi miti, chiavi ideali per decodificare e comprendere un mondo in continua e veloce evoluzione.

In programma, come di consueto, durante il mese internazionale della Francofonia, Le giornate del cinema quebecchese in Italia, debuttano, per la prima volta, al Cinema Massimo, la multisala del Museo Nazionale del Cinema di Torino per proseguire a Benevento presso lo Spazio Labus Kinetta, l’11 marzo. Le altre tappe – Milano, Bologna, Roma, Palermo e Venezia – saranno riprese in date da destinarsi che saranno comunicate appena possibile.

Con la programmazione curata da Joe Balass, la rassegna quest’anno offre un’opportunità unica di conoscere giovani filmmakers multidisciplinari e imprevedibili, cresciuti attraversando le realtà virtuali della rivoluzione digitale, indagando un contesto produttivo che spazia dal classico “cinéma vérité”, il cinema del reale, alla fiction, svelandoci una poliedricità sorprendente e vitale.

Un viaggio nella cinematografia quebecchese, attraverso quattro lungometraggi e quattro cortometraggi, che nella ricerca costante di conciliare il passato con il presente, elaborano nuove mitologie esplorando temi quali la libertà dai pregiudizi, il desiderio di giustizia, le inquietudini dell’adolescenza e i mostri dell’infanzia.

La rassegna s’inaugura con l’anteprima italiana di Kuessipan un film di Myriam Verreault, delicata storia di amicizia e amore, ambientata nella comunità Innu del Québec, sullo sfondo di temi universali come l’identità culturale della popolazione autoctona e il rispetto per le diversità. Tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice canadese di origine Innu Naomi Fontaine, il film è stato presentato in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival 2019.

Sempre in anteprima italiana arriva Mad Dog Labine una commedia di Renaud Lessard e Jonathan Beaulieu-Cyr. Alternando scene di finzione a un approccio documentaristico durante la stagione della caccia all’alce, il film racconta di due giovani adolescenti ribelli che vincono miracolosamente la lotteria, sullo sfondo del Pontiac, una remota regione del Québec, terra di laghi e fiumi lontana anni luce dalle grandi città. Uno scenario potente e fascinoso che permea luoghi e persone.

In programma anche il film candidato agli Oscar per il Canada e passato alla Festa del Cinema di Roma 2019 dopo il trionfo al Toronto Film Festival dove è stato premiato come Miglior Film, Antigone di Sophie Deraspe, filmmaker di punta del nuovo cinema del Québec. Libero adattamento in chiave contemporanea della tragedia di Sofocle, il film racconta la storia di Antigone – interpretata dalla giovane Nahéma Ricci, attrice rivelazione del cinema canadese – che dopo l’uccisione dei suoi genitori si trasferisce a Montréal, in un piccolo quartiere operaio, insieme al resto della famiglia. Quando suo fratello Étéocle viene ingiustamente ucciso dalle forze dell’ordine e l’altro fratello, Polinice, arrestato, la disperazione si abbatte sulla famiglia, rivelando le trame del conflitto tra etica e potere. Il film sarà presentato in collaborazione con i distributori Parthénos e Lucky Red che lo porteranno nelle sale italiane a partire dal 30 aprile.

A chiudere la selezione dei lungometraggi, l’anteprima italiana di Les sept dernières paroles (Le ultime sette parole), un cine-concerto frutto della collaborazione tra sette cineasti – Juan Andrés Arango, Sophie Deraspe, Sophie Goyette, Karl Lemieux, Ariane Lorrain, Caroline Monnet e Kaveh Nabatian – e i musicisti del Callino String Quartet, ispirato a Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce, capolavoro del repertorio classico di Joseph Haydn scritto per orchestra nel 1787. Ogni regista ha fornito una personale reinterpretazione dei sette temi presenti nell’opera musicale – il perdono, la salvezza, la relazione, l’abbandono, lo sconforto, il trionfo e il ricongiungimento – ricorrendo a generi e stili differenti.

Completa l’edizione 2020 de Les Journées du cinéma québécois en Italie la seguitissima sezione dei cortometraggi destinata ad ospitare i più interessanti esempi della produzione cinematografica quebecchese. In programma, quattro opere brevi tutte in anteprima italiana: Katatjatuuk Kangirsumi (Chants de Gorge à Kangirsuk) di Eva Kaukai e Manon Chamberland, sul canto armonico del popolo Inuit di Kangirsuk, nella regione nordica del Nunavik; Le Roi est mort di Miguel Lambert, sui primi amori adolescenziali sullo sfondo del ballo scolastico liceale di fine anno; Une Forteresse di Miryam Charles, una storia sorprendente sul potere del folklore e della superstizione ad Haiti; e Nuit des Krampus de Pierre-Yves Beaulieu, documentario dalle tinte ‘horror’ su una tradizione poco conosciuta, quella dei Krampus, creature mostruose che durante il periodo natalizio, puniscono i bambini che si sono comportati male.

Le Journées du cinéma québécois en Italie sono organizzate in collaborazione con il Conseil des arts et des lettres du Québec, la Société de développement des entreprises culturelles du Québec, la Delegazione del Québec a Roma, l’Ambasciata del Canada in Italia, il Conseil des arts du Canada e il Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Tutti i film sono in lingua originale con sottotitoli in italiano.

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