In apertura a Tv7, nella puntata di venerdì 2 ottobre, su Rai1 “In Allerta” racconterà le file ai drive-in di famiglie e studenti per i tamponi a Roma

L’Italia rischia di fermarsi nuovamente. Focolai, tamponi, lunghe attese, il moltiplicarsi di isolamenti e quarantene. La riapertura delle scuole con la gestione degli studenti positivi. La paura dell’influenza invernale. In apertura a Tv7, nella puntata di venerdì 2 ottobre, su Rai1 a mezzanotte circa, con “In Allerta” racconterà le file ai drive-in di famiglie e studenti per i tamponi a Roma,  la paura a Genova in una zona rossa nel centro storico, La Spezia e le persone in quarantena in attesa di un tampone mai arrivato, e l’allarme a Napoli dei cittadini che prendono la metropolitana senza distanziamento né regole.
Lo scorso febbraio gli smart workers erano 570mila, il 64% uomini, il 36% donne. Con la pandemia la cifra è decuplicata. E la differenza di genere si è livellata, facendo emergere luci ed ombre. “E lo chiamano smart working” racconta le esperienze di una manager, una esperta di turismo, una pedagogista: Laura, Emanuela e Silvia raccontano la loro esperienza di smart working. Con la mancanza di relazioni e di confronti diretti, la solitudine, la carenza di tutele, la voglia di tornare alla normalità.
“Traffico di cittadinanza”. Vent’anni o poche settimane: è quanto può durare l’iter per diventare italiani. Il caso Suarez, il suo “esame farsa” per ottenere una cittadinanza lampo riporta in primo piano le ordinarie difficoltà di altri sportivi, di medici, donne, uomini che in Italia, anche da decenni, sono ancora nel limbo, con un percorso lungo e impervio.
Vengono chiamati i ‘dimostranti anticovid’, ma loro si definiscono ‘querdenker’, pensatori trasversali. “Quelli che negano” è un reportage in Germania tra i negazionisti tedeschi dove le manifestazioni hanno raccolto decine di migliaia di persone. Tra queste esponenti e simpatizzanti dell’estrema destra con emblemi, simboli e bandiere del reich. Parla a Tv7, l’iniziatore del movimento Michael Ballweg, 45 anni, ex imprenditore. Tra i primi a presentare ricorsi alla corte costituzionale contro le misure anticovid.”.
“Jazz siciliano”, ovvero spiegare ai giovani la musica ed emozionarsi con loro: Santi Scarcella musicista e compositore siciliano (il suo ultimo concerto al Teatro greco di Taormina), ma anche professore in una scuola media, parla del suo rapporto con la musica e con i ragazzi. “Ho sofferto durante il lockdown, ma ho vinto la solitudine grazie ai piccoli concerti in rete a cui tutti i giorni alle 18 mi dedicavo”.
Dopo sei mesi di chiusura a causa dell’epidemia da Covid 19, ha riaperto il Bolshòi di Mosca. In scena un balletto inedito “Quattro personaggi in cerca di soggetto”. In “Ritorno al Bolshòi,  il racconto del protagonista dello spettacolo, l’italiano Jacopo Tissi, originario di Landriano, in provincia di Pavia, è il primo e unico italiano nel corpo di ballo del Bolshòi.
E infine, per “ Come eravamo” il  1963 e una piccola grande “rivoluzione”: andare a fare la spesa. Cambiano abitudini e mentalità. Mentre si teme che i banchi dei mercati rionali diventino un pittoresco ricordo del passato, nei supermercati si cominciano a vedere uomini tra gli scaffali che guardano, selezionano e acquistano. Pane, vino, latte, frutta, riso e soprattutto pasta.

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