Non si placano le polemiche legate al concerto di Salmo a Olbia. Botta e risposta tra il rapper e Fedez

Non si placano le polemiche legate al concerto gratuito a sorpresa che Salmo ha tenuto a Olbia con l’idea di raccogliere fondi da destinare alle popolazioni della Sardegna colpite dagli incendi, in cui non sono state rispettate le norme in materia di contenimento dell’epidemia di coronavirus, in quanto poche tra le migliaia di persone presenti indossavano la mascherina, non c’era il distanziamento sotto il palco e non è stato richiesto il Green Pass né effettuato il tampone all’ingresso. La procura di Tempio Pausania ha aperto un’inchiesta a riguardo e intanto proseguono i botta e risposta tra il rapper e alcuni artisti che hanno espresso la loro opinione contraria sulle modalità in cui si è svolto il concerto.

Con una storia su Instagram Salmo ha spiegato la sua versione dei fatti: “Ho fatto piazzare tre giorni prima del live un piccolo palco sotto la ruota panoramica al centro di Olbia. I primi due giorni dovevano esibirsi degli artisti locali, il terzo io sotto falso nome. Infatti nella locandina c’era scritto dj Treeplo. Gli organizzatori, quelli del Comune, non avevano la minima idea di chi fosse. Non sapevano di trovarsi davanti 3-4 mila persone. Ho comunicato posto e orario tramite messaggio e passaparola. Ora sarò sincero raga. Che io abbia fatto una cazzata è discutibile. Il live è stato fatto sotto la ruota panoramica, a dieci metri dal corso dove visto che è una zona turistica ci saranno ogni giorno 10mila persone ammassate senza mascherina, che all’aperto tra l’altro non è obbligatoria. Se io fossi andato al corso e mi fossi affacciato dal balcone sarebbe stato uguale. Quindi quali sono le regole che ho infranto per un concerto in un luogo senza recinzioni, senza ingressi, accessibile a tutti, al fianco del centro in una zona turistica? A me non va di fare live in maniera molto triste, vedere le persone sedute, distanziate, con la mascherina. Ho fatto l’ipocrita e lo stronzo? Ok ma mi sono battuto perché quelle regole non vanno bene”.

E riferendosi ai suoi colleghi cantanti: “Per voi è una sconfitta artistica, questa cosa dovevate farla anche voi. Io mi sono battuto contro delle regole ridicole. Invece voi ve ne state nelle vostre villette a collezionare vestiti Gucci e Versace. Avete paura di perdere le cose. Ma rischiate, battetevi per una cosa che vi interessa, battetevi per la musica. Ma la verità è che a voi della musica non frega nulla, non avete le palle per rischiare”.

Quindi si è rivolto a Fedez che ha duramente e (giustamente) criticato il non rispetto delle regole: “Non ho aderito alle tue iniziative benefiche seppure giusto perché mi stai sul c***o e non te l’ho mai nascosto. Però penso che tu sia un ottimo politico, sei bravissimo in questo, ed è quello che devi fare. Per questo ti ho chiesto un consiglio su come organizzare la raccolta fondi per la Sardegna, ma non volevo avere niente a che fare con te per il resto. Vorrei poi chiederti ogni qual volta che dovrò discutere con te se devo farlo con un artista o con un politico. Perché a me sembri un politico e non un artista”.

Fedez ha replicato al rapper sempre con alcune storie su Instagram:  “Non mi ha stupito che tu non abbia rispettato le regole, mi ha stupito che tu non abbia rispettato le persone. Tutto è politica quando coinvolge la vita e il lavoro dei cittadini, quindi mi dispiace dirtelo caro Salmo, ma quello che hai fatto è politica, per di più della peggiore specie. Se dopo che hai compiuto 18 anni, ti senti ancora in dovere di fare le c****e solo perché le fanno anche gli altri, è molto grave. Visto che ti chiedi se stai discutendo con un artista o con un politico ti rispondo: stai discutendo con un adulto. Contribuire ad alzare il livello di rischio sanitario di una regione sostenendo pure di farlo per aiutarla non fa di te un artista, fa di te un narcisista e anche del tipo più pericoloso, perché evidenzia che in te mancano l’empatia e la maturità necessarie per proteggere la collettività. Prenditi le tue responsabilità, sei adulto e vaccinato (spero). Bene, ora che ci hai spiegato come hai preso per il c**o la tua città e la tua isola finalmente ti va di dirci cosa farai per sostenerla?. Ho cercato di spiegarti che donare 10mila ulivi può essere inutile in questo momento. È un’idea che come sai ho avuto anche io in precedenza, ma confrontandomi con Treedom, che pianta ogni giorno alberi in tutto il mondo, ho scoperto che purtroppo ci vorranno almeno cinque anni prima che si possa piantare sulle terre bruciate della Sardegna. Ma tu ovviamente non mi hai ascoltato. Se non sei disposto a mettere da parte le tue antipatie personali per il bene del paese, di chi ascolta la tua musica e viene ai tuoi concerti e di chi lavora perché tu possa esibirti dal vivo non sei un artista, sei uno str***o”.

Anche Alessandra Amoroso con un post sui social aveva chiesto spiegazioni a Salmo sul non rispetto delle norme durante il concerto, mentre Ermal Meta e Samuele Bersani hanno espresso la loro opinione sottolineando che essere artista non vuol dire fregarsene delle regole e nemmeno è corretto autodefinirsi tale:

A spezzare una lancia a favore di Salmo è stato invece Francesco De Gregori, sottolineando che il suo comportamento apre una riflessione sul limite di 1000 persone per i concerti all’aperto: “Dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole. Io gli sono comunque grato per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di mille persone sedute e distanziate. A che serve allora il green pass? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo? Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale. Dimostra purtroppo ancora una volta che chi è chiamato a decidere non ha nessun rispetto e nessuna attenzione per la musica ‘leggera’ e per il nostro pubblico”.

Assomusica con una nota ha invece “condannato” il modo in cui è stato organizzato il concerto da Salmo: “A seguito delle nuove disposizioni in materia di partecipazione agli spettacoli dal vivo, entrate in vigore il 6 agosto scorso, stiamo assistendo ad interpretazioni e applicazione delle disposizioni in maniera del tutto arbitraria. Le incertezze prodotte da questa situazione – sia da parte di chi autorizza che, soprattutto, da chi inventa le modalità più “performanti” ai propri interessi e non certo per il bene del settore del live, completamente fermo e privo di adeguati strumenti e risorse – non può che arrecare ulteriori danni alla già profonda crisi di questi ultimi due anni.

Esempio eclatante è stata l’esibizione-concerto di Salmo sotto una ruota panoramica ad Olbia. Molto rumore ha fatto sui social ed anche tra gli artisti: per le modalità con cui è stata prevista la partecipazione del pubblico; perché sembra palese che non fosse stato autorizzato dalle autorità, e fosse stata resa nota solo poche ore prima, quasi fosse un rave. Assomusica, Associazione che rappresenta la maggior parte degli organizzatori e produttori di musica in Italia, non può che condannare episodi del genere, che danneggiano soprattutto gli organizzatori di concerti che lavorano con serietà, rispettano le regole sulla sicurezza e a tutela della salute del pubblico, ma anche e – forse ancor di più – l’immagine degli artisti stessi.

“Riteniamo, quindi, che sia doveroso attenersi a quanto disposto dalla normativa, in base ai più recenti D.L., e ribadiamo la necessità che il Governo e le Istituzioni preposte ascoltino e prendano in seria considerazione quanto contenuto nei nostri documenti fin dallo scorso anno. Non possiamo continuare a lavorare a capienze ridotte e crediamo che, stante l’attuale situazione vaccinale e le attuali modalità di accesso con le previste “certificazioni green”, si possa arrivare con ponderata certezza al ritorno alle piene capienze già nel prossimo autunno”, cosi il presidente Assomusica, Vincenzo Spera, che conclude sottolineando che è “necessario, inoltre, anche  un immediato confronto, subito dopo la pausa estiva, dando la nostra più ampia disponibilità a collaborare affinché il pubblico possa partecipare con la massima semplicità e tranquillità, con le necessarie autorizzazioni “green”, per tornare a vivere le emozioni che solo la musica dal vivo riesce a dare. Come già sta accadendo in altre nazioni Europee, ad esempio in Gran Bretagna, Olanda, Polonia, dove i concerti si tengono con la piena capienza della venue”.

Oltre a Salmo, ci sono stati altri live in cui non sono state volutamente rispettate le norme anti-covid. Shiva ad esempio ha pubblicato un video su Instagram in cui si vedono centinaia di ragazzi cantare senza rispettare il distanziamento e indossare le mascherine, all’interno del Peter Pan di Misano Adriatico, storico locale che aderisce alla campagna #Liberidiballare.

Con una pandemia non ancora conclusa e oltre 128 mila vittime solo in Italia, organizzare un concerto invitando ad infrangere le regole e fregandosene di norme in vigore per limitare il diffondersi del virus è a nostro avviso alquanto assurdo e irrispettoso nei confronti di chi è impegnato da un anno e mezzo in prima linea per salvare vite, delle persone fragili e a rischio e di chi, anche se come tutti vorrebbe tornare alla normalità, continua a rispettare le precauzioni, dal distanziamento alla mascherina al Green Pass, per salvaguardare se stesso e gli altri. Voi cosa ne pensate?

 

 

 

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