Madalina Ghenea, madrina del Premio Kinéo: “Il cinema è un regalo, spero di portare presto un film alla Mostra di Venezia”

Madalina Ghenea è la madrina del Premio Kinéo, ideato e diretto da Rosetta Sannelli, nato come riconoscimento del cinema italiano votato dal pubblico per sostenere la cinematografia e le sale nostrane, che negli anni ha ampliato i propri orizzonti aprendosi all’audiovisivo internazionale, favorendo incontri tra artisti di tutto il mondo.

Il 5 settembre si è tenuta la premiazione presso il Padiglione Italiano dell’Istituto Luce Cinecittà con la consegna dei Premi a diversi grandi artisti, tra cui Chloé Zhao, David Fincher e Susanna Nicchiarelli.

Abbiamo incontrato la madrina Madalina Ghenea parlando con lei di cinema e dei prossimi progetti.

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credit foto FM

“Sono sempre felicissima di tornare a Venezia, sono onorata di fare la madrina del Premio Kinéo che viene assegnato dal pubblico che è molto importante per me. Se non avessi avuto la possibilità di fare questo lavoro e partecipare a questi eventi bellissimi sarei stata in fila ad attendere di andare in sala a vedere i film. Il cinema è un regalo e sono felice che si possa tornare un po’ alla normalità. Speriamo che si riempiano presto le sale. Il premio vero, quello che regala emozioni, è l’affetto del pubblico. Viva il cinema”, ha esordito Madalina, bellissima e sorridente.

L’attrice ha poi raccontato come ha vissuto questo ultimo anno caratterizzato dalla pandemia e dal lockdown: “Quello che abbiamo affrontato è stato una sorta di attacco, meno brutale rispetto all’11 settembre di cui tra pochi giorni ricorrerà il ventesimo anniversario. Ci abbiamo messo un po’ di tempo a capire cosa e come fare. Questo periodo così complicato mi ha portato ad abbracciare di più mia madre, a dedicarmi agli affetti e alla famiglia che per me è sempre stata al centro di tutto. Quando ad esempio avevo il film “Youth – La giovinezza” al Festival di Cannes con Paolo Sorrentino ho deciso di andare ad Haiti perché volevo adottare una bambina, ma poi ho avuto la fortuna di diventare mamma e ho abbandonato il mio sogno professionale temporaneamente per la mia vita personale. Se vogliamo trovare un lato positivo a quanto successo, ho potuto stare vicino alla mia famiglia, ho comprato un pianoforte facendo lezioni con mia figlia e ora posso tornare a fare le cose che mi piacciono. Come si dice dopo la tempesta apprezzi di più il sole”.

Madalina Ghenea è nel cast di House of Gucci di Ridley Scott nei panni di Sophia Loren: “E’ una piccola parte ma non posso svelare molto. Posso solo dire che quando è uscito il trailer erano le 2 del mattino, ero a Capri per un evento benefico e ho pianto per la gioia, perché è un regalo troppo bello. Ho sempre amato il cinema italiano e l’Italia ed è un grandissimo onore pensare che Ridley Scott abbia scelto me per quel ruolo. Ho lavorato con Sorrentino, con mostri sacri quali Jude Law, Jane Fonda, Michael Caine, del quale vorrei avere l’arte di raccontare le cose e la capacità di emozionarsi ancora per ogni esperienza. I film sono come figli, ci devi mettere tanto amore ma anche pazienza, quindi se devo aspettare tre anni per un progetto lo faccio ma scelgo sempre con il cuore. Preferisco fare una parte piccola in progetti grandi che viceversa. Mi piacerebbe in futuro portare un film a Venezia”.

E a proposito di Sophia Loren l’attrice ha rivelato di aver avuto la fortuna di conoscerla: “E’ stato emozionante, l’ho premiata nel mio Paese, in Romania, è amatissima in tutto il mondo, io sono testimonial di Damiani e lei ha lavorato tanti anni con loro e anche la campagna che abbiamo scattato con la mia casa di produzione è ispirata e dedicata a Sophia Loren che è un esempio per me. Penso che nel mondo di oggi siano sempre più rari i personaggi come lei”.

A Venezia Madalina ha girato il film “Youth – La Giovinezza” di Paolo Sorrentino, con una iconica scena in Piazza San Marco: “Il ricordo più bello è mia madre che mi ha chiesto di fare la foto con Michael Caine. Era sul set con me ed era emozionatissima, non l’ho mai vista così felice. Ha sempre avuto la convinzione, che io non avevo, che sarei diventata attrice. Quella scena per me è stata come un sogno, mi chiedo se veramente merito di lavorare con questi mostri sacri del cinema. Forse le insicurezze sono arrivate adesso rispetto a venti anni fa, quando ero agli esordi, ora mi emoziono di più”.

Riguardo il futuro e i prossimi progetti l’attrice ha concluso: “Ho realizzato il sogno di creare la mia casa di produzione per aiutare tanti giovani e vorrei portare sul palco un mio pezzo. E poi prima di partire per Venezia ho ottenuto il visto americano, lo inseguivo da tempo e non avendolo ho perso anche un progetto importante, Once upon a time di Quentin Tarantino, in cui dovevo interpretare la moglie di Di Caprio. Ora sono felice”.

di Francesca Monti

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