Il viaggio di Federico Quaranta con “Linea Verde Radici. Storie dalla terra”, in onda sabato 2 ottobre su Rai1 alle 16.45, fa tappa in Sicilia

Il viaggio di Federico Quaranta con “Linea Verde Radici. Storie dalla terra”, in onda sabato 2 ottobre su Rai1 alle 16.45, sarà l’attraversamento dell’intera Sicilia, dai crateri dell’Etna alle isole Egadi. Persone, volti, maestri d’ascia, pescatori, ognuno di loro racconterà il proprio legame con l’Isola. E poi gli artisti: Roy Paci, Moses Concas, Tinturia, Afio Antico, che avranno come teatro templi greci, uliveti e piantagioni di fichi d’India. Lo scopo del viaggio è quello di scoprire quali siano le radici della civiltà mediterranea, dal punto di vista storico, culturale e scientifico: un viaggio alle origini di tutte le storie.

La partenza è dalla cima dell’Etna, il vulcano dei vulcani, “a muntagna” per i siciliani: la voce di un vulcanologo condurrà i telespettatori fino alle origini dell’Etna e quelli che sono conosciuti come i faraglioni di Aci Trezza, legati al mito di Ulisse e alla leggenda di Polifemo, altro non sono che primordiali eruzioni, emerse dal fondo del mare. Sarà quindi Verga il primo degli scrittori a scandire le tappe di un viaggio che dal mare porterà nell’entroterra, tra i desertici calanchi di Centuripe, seguendo il corso del fiume Simeto.

Ma la Sicilia è anche terra di lavoro e fatica: le miniere del sale di Petralia Soprana, una cattedrale bianca nascosta nelle viscere della montagna e poi le solfatare, drammaticamente raccontate da Sciascia e Pirandello.

Il cammino porterà Quaranta a scoprire che una parte delle radici si nasconde tra le pieghe delle leggende e dei miti, che rivivono nei reperti archeologici della valle del Platani: il misterioso castello di Mussumeli, la necropoli di Sant’Angelo Muxaro, le Grotte della Gurfa e l’incanto dei templi di Selinunte.

Una delle cifre più intense del racconto non potrà che essere nella Valle del Belice, dove un tragico terremoto devastò molti paesi di montagna. Tra questi, Gibellina, che diventerà, tra le mani del genio di Alberto Burri, un’opera d’arte a cielo aperto, il Cretto.

Il viaggio terminerà a Marettimo, la più lontana delle isole Egadi dove il Mediterraneo esprime al massimo personalità e bellezza: in fondo è lui il crocevia di infinite culture, la culla della civiltà Occidentale, il custode di tutte le storie e il padre delle nostre radici.

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