GALLERIA CONTINUA. THE ABILITY TO DREAM su Sky Arte il 25 settembre alle 21.15

Galleria Continua è un documentario che racconta la realizzazione di un sogno di tre ragazzi – Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi, Maurizio Rigillo – soci fondatori di Galleria Continua e della Associazione Arte Continua, cresciuti all’ombra della torre di San Gimignano e decisi a portare nel paese dove il bello appartiene al passato un’arte nuova, che parla del presente e che continui a parlare nel futuro. In onda in prima visione il 25 settembre alle 21.15 su Sky Arte – in streaming su NOW e disponibile anche on demand – il documentario li mostra seduti insieme, in una grande sala di proiezione, a commentare e veder scorrere le foto più iconiche e a volte  improbabili della loro avventura insieme iniziata trent’anni fa; accanto ai loro ricordi, si susseguono quelli dei grandi artisti, dei curatori, degli artigiani – Marisa Borghi, Roberto Chiti, Hans Op de Beeck, Berlinde De Bruyckere, Carlos Garaicoa, Antony Gormley, Carsten Höller, Anish Kapoor, Giovanni Ozzola, Michelangelo Pistoletto, Pascale Marthine Tayou, Angela Vettese – protagonisti nella Galleria di un’esperienza che in questi anni ha spaziato e continua a spaziare tra arte e territorio, locale e globale, emozioni genuine e sfide visionarie, con l’apertura di filiali in tutto il mondo, Parigi, Cina, ecc.

La passione è stata la guida che ha portato la Galleria a riflettere sulla ricaduta dell’arte sul territorio, sulla ricerca artistica e sull’incontro con il pubblico, con il coraggio di osare, la capacità di sognare e di chiedersi “perché no?” stando sempre dalla parte degli artisti, dalla parte dell’arte. Una filosofia espressa così nelle parole di Lorenzo Fiaschi:”“Perché ce l’abbiamo fatta?” Secondo me perché siamo stati folli. Non abbiamo mai fatto un business plan; quando gli artisti ci proponevano dei progetti, erano talmente belli che non potevi dire di no, ti buttavi. Come quando in questo spazio abbiamo fatto un cratere, spaccando tutto il pavimento del cinema. O quando abbiamo fatto Antony Gormley: abbiamo sfondato le pareti per mettere un uomo sdraiato, lungo 25 metri. Opere invendibili […] alla fine il Gormley è finito in Messico, in un parco, il Kapoor a Versailles. Quindi la follia ci vuole e i business plan vanno lasciati a casa”

Mario Cristiani si augura che questo modo di lavorare, andando incontro all’arte, sia di ispirazione per altre gallerie:” Se noi abbiamo messo su un’associazione culturale che ha lasciato venti milioni di euro in opere, senza averli noi, perché non lo fa anche qualcun altro? Mi piaceva creare, diciamo così, un modello che fosse ripetibile anche da altri scalcagnati come noi, quando ‘s’era ragazzi”; Maurizio Rigillo, guardando al futuro, conclude:”Credo molto nelle nuove generazioni, le vedo quanto sono impegnate e attente al mondo, portano parametri nuovi sulla sostenibilità, la mobilità, l’attenzione ai generi, attenzione a ogni singola persona, alla scelta, che spero che accompagnerà anche noi in questa direzione e che anche gli artisti si spendano per far sì che queste cose possano avvenire”.

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