“Per il mio bene” è il primo film di finzione di Mimmo Verdesca, prodotto da Rodeo Drive con Rai Cinema, che arriva nelle sale il 5 dicembre e racconta la storia di Giovanna (Barbora Bobulova), che in un momento delicato della sua vita ha bisogno della persona che l’ha abbandonata, Anna, sua madre biologica. Contattata da un avvocato, la donna però continua a rifiutarla. Giovanna allora parte alla sua ricerca, sicura di farle cambiare idea, ma l’incontro con quella donna misteriosa e ostile porterà a galla verità sconvolgenti.
Nel film Leo Gullotta, attore sopraffino, interpreta Luciano, l’unico personaggio maschile della vicenda, un uomo cinico, che pensa solo al denaro e che affitta una stanza a Giovanna.
Qui la nostra videointervista con Leo Gullotta e Mimmo Verdesca realizzata all’Hotel Le Meridien Visconti Rome.
Mimmo, com’è nata l’idea di “Per il mio bene” che racchiude tante tematiche importanti e tanta poesia, sia a livello visivo che di racconto?
“Da tempo inseguivo una storia che potesse diventare il mio primo film di finzione dopo tanti docu-film. Quando ho incontrato il racconto di questa donna di 45 anni, Giovanna, all’interno del suo nucleo familiare, con una serie di problematiche che in qualche modo andavano poi a disturbare il tutto, non l’ho più lasciata, è maturata con me, e insieme agli sceneggiatori Monica Zappelli e Pierpaolo De Meo abbiamo sviluppato la sceneggiatura lasciandomi guidare dall’aspetto emotivo. Mi è sembrato ideale raccontare come la vita di questa donna potesse essere sconvolta da una notizia che riguarda il suo stato di salute e di conseguenza quello che comporta risolvere questo problema, con una serie di scoperte sconvolgenti”.

credit foto Francesca Fago
Leo, interpreta il personaggio di Luciano, che pensa semplicemente ai soldi e non agli altri, arido, egoista, com’è stato entrare nelle pieghe dell’animo di questo uomo?
“E’ il personaggio maschile di questo film e va al seguito di tre storie sulla maternità, sul bisogno d’amore, sul ritrovare una vita e se stesse. Ed è molto importante, soprattutto in questo momento storico, farsi delle domande su quello che accade attorno a noi. Luciano è cinico, è l’emblema del maschietto ipocrita, finto, che pensa solo al denaro, di fronte invece a tre figure femminili assolutamente importanti per le riflessioni che questa storia permette di fare”.

credit foto Francesca Fago
E’ un film che offre effettivamente spunti di riflessione sulla maternità, sul rapporto tra madri e figlie, sulla malattia, sulla riscoperta della propria identità ed è quello che fanno o dovrebbero fare le arti, cioè smuovere le coscienze…
Leo Gullotta: “A mio modestissimo avviso è una storia che arriva dritta al cuore di chi la guarda. Lo spettatore è diventato chiuso come un riccio, vuole parlare, vuole sentire, ma non ne ha più la forza, però quando si trova a vedere un film come “Per il mio bene” viene coinvolto nel profondo, scosso, vengono smossi tutti i fantasmini che ci portiamo nell’anima. È una storia con domande assolutamente importanti, non solo per le donne, ma anche per indurre una riflessione maschile, ed è priva di pregiudizi. Mimmo con dovizia di conoscenza, professionalità, talento, ha avuto modo e maniera di realizzare questo film che si intitola “Per il mio bene” ma che penso vada visto anche per il bene vostro”.
Mimmo Verdesca: “Credo che le arti debbano proporre delle riflessioni, almeno nel mio caso non ho cercato delle risposte, ho semplicemente osservato le reazioni emotive agli eventi che raccontavamo per smuovere le coscienze, per proporre una riflessione che poi lo spettatore può accogliere come crede, secondo il proprio sentire e il proprio carattere. Questo è molto importante”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Viviana Ronzitti
