La tappa odierna del nostro viaggio alla scoperta della Sicilia ci porta nella splendida Catania, nella cittadina di Tremestieri Etneo, alle pendici dell’Etna, e in una città dall’incredibile fascino: Taormina.
E proprio da Catania inizia questo racconto, una città dalla storia millenaria, affacciata sull’Etna. “Melior de cinere surgo” è il motto dei catanesi poiché la città, a causa di calamità naturali, venne distrutta varie volte e poi ricostruita. Tra i resti del periodo greco troviamo il Teatro romano, risalente al II secolo, situato nel centro storico della città, di cui si sono conservati la cavea, l’orchestra e alcune parti della scena; l’Odeon, risalente allo stesso periodo del Teatro; l’Anfiteatro romano, chiamato dai catanesi Catania antica, visibile solo in parte. All’interno vi è la scritta “Per me civitas Catanensium sublimatur a Christo” e viene attribuita a Sant’Agata che proprio nelle vicinanze dell’Anfiteatro subì il martirio. Il monumento è oggi parte del Parco Archeologico Greco-Romano di Catania; le terme Achilliane (in Piazza Duomo) risalgono al IV e V secolo, le terme dell’Indirizzo (che sorgono nella zona settecentesca della città) al II secolo, le terme della Rotonda (si trovano vicino all’Odeon) sono risalenti al II-III secolo. Appartenenti al periodo svevo (XIII secolo) sono invece il portale della Chiesa di Sant’Agata al Carcere e il famoso Castello Ursino, fatto costruire nel XIII secolo da Federico II di Svevia, usato nel corso degli anni come parlamento e come residenza dei sovrani aragonesi.
Oggi ospita il Museo Civico della città. L’attuale sede della facoltà di lettere e filosofia dell’Universita di Catania è il Monastero dei benedettini, risalente al periodo rinascimentale. E’ un complesso ecclesiastico situato in piazza Dante, costituito da un importante edificio conventuale benedettino e dalla monumentale Chiesa di San Nicolò l’Arena. Da visitare anche le Biblioteche riunite Civica ed Ursino Recupero che raccolgono più di 200.000 volumi oltre a manoscritti, pergamene, foto, stampe e periodici. Simbolo di Catania è U Liotru, un manufatto antico in pietra lavica che raffigura un elefante che sorregge un obelisco egiziano, che si trova in Piazza del Duomo, dove sono situati anche il Palazzo degli Elefanti (il municipio), la Fontana dell’Amenano, il Palazzo dei Chierici e la storica Porta Uzeda. La Cattedrale di Sant’Agata si trova sul lato est della omonima piazza e rappresenta la costruzione religiosa più importante di tutta la città. L’edificio attuale è opera dell’architetto Gian Battista Vaccarini che disegnò la facciata, in stile barocco siciliano, riedificata, nel 1711, dopo il terremoto del 1693. All’interno troviamo la tomba del musicista catanese Vincenzo Bellini e una preziosa urna in cui sono racchiuse le reliquie della Santa. Tra le altre attrazioni vanno menzionate la Badia di Sant’Agata che, insieme all’ex monastero, sorge nelle vicinanze dell’omonima cattedrale; la Chiesa di San Benedetto, situata vicino all’omonimo convento; Palazzo Biscari, Palazzo Toscano, la Porta Ferdinandea (oggi chiamata Porta Garibaldi), un arco trionfale costruito nel 1768 per commemorare le nozze di Ferdinando I delle Due Sicilie e Maria Carolina d’Asburgo-Lorena. La zona è chiamata “u Futtinu” in ricordo di un fortino costruito dal Duca di Ligne dopo l’eruzione lavica del 1669 che colpì la città. Via Etneaattraversa Catania da sud a nord partendo dalla Piazza del Duomo ed arrivando al Tondo Gioeni. Percorrendo la via si raggiunge l’elegante piazza Università, la splendida Basilica Collegiata, la Chiesa dei Minoriti e la centralissima Piazza Stesicoro, con il Monumento a Vincenzo Bellini e i resti dell’Anfiteatro romano. Un’altra via storica è Via dei Crociferi, contornata da chiese e monasteri. Da vedere anche il Teatro Massimo Vincenzo Bellini, inaugurato nel 1890, in piazza Vincenzo Bellini e definito dal tenore Beniamino Gigli la migliore sala di teatro al mondo per l’acustica. Imperdibile una visita al caratteristico mercato del pesce della Pescheria, dove colori, profumi e le voci dei venditori creano un meraviglioso spaccato di vita popolare. Lungo il litorale catanese vi sono numerose spiagge, tra cui la Playa, con sabbia dorata, la Scogliera, in pietra lavica, e la spiaggia di San Giovanni Li Cuti, con la caratteristica sabbia nera e numerosi bar, pizzerie e ristoranti. Ogni anno a Catania si svolge la Festa di Sant’Agata, la più importante festa religiosa della città (dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto). La data di febbraio rappresenta il giorno del martirio della Santa, mentre la data di agosto ricorda il ritorno a Catania delle sue spoglie, dopo che queste erano state trafugate e portate a Costantinopoli dal generale bizantino Giorgio Maniace quale bottino di guerra e dove rimasero per 86 anni. La Festa di Sant’Agata risulta come Bene Etno Antropologico della città di Catania nel mondo.
Da Catania si possono fare tante interessanti escursioni come ad esempio quella al vulcano Etna. Le prime attività dell’Etna ebbero inizio circa 600.000 anni fa nel Pleistocene inferiore. Sono ormai quasi certe le teorie che confermano che il vulcano nacque a causa della distensione del Mediterraneo ed appunto ne rappresenta il rialzamento più imponente. La bellezza del Parco dell’Etna non sta soltanto nella grandiosità delle eruzioni e nelle colate di lava incandescente. Attorno al grande vulcano si estende un ambiente unico e impareggiabile, un mix di suoni, colori e paesaggi mozzafiato, protetto da un parco naturale stupendo. Il territorio del Parco dell’Etna, che si estende dalla vetta del vulcano sino alla cintura superiore dei paesi etnei, è stato diviso in quattro zone a diverso grado di protezione: zone A, B, C e D. Sul vulcano vivono l’istrice, la volpe, il gatto selvatico, la martora, il coniglio, la lepre e, fra gli animali più piccoli, la donnola, il riccio, il ghiro, il quercino e varie specie di topi e pipistrelli, i rapaci diurni come lo sparviero, la poiana, il gheppio, il falco pellegrino e l’aquila reale; tra i notturni il barbagianni, l’assiolo, l’allocco, il gufo comune. Aironi, anatre ed altri uccelli acquatici si possono osservare nel lago Gurrida, unica distesa d’acqua dell’area montana etnea. Nelle zone boscose è possibile intravedere la ghiandaia, il colombo selvatico e la coturnice che si mischiano ad una miriade di uccelli canori quali le silvie, le cince, il cuculo, mentre sulle distese laviche alle quote più alte vive il culbianco. Tra le diverse specie di serpenti, che con il ramarro e la lucertola popolano il sottobosco, l’unica pericolosa è la vipera. Infine vi sono tante specie di insetti e di altri artropodi: farfalle, grilli, cavallette, cicale, api, ragni. Per quanto riguarda la flora troviamo i vigneti, i noccioleti ed ancora i boschi di querce, pometi e castagni. Oltre i 2.000 metri troviamo il faggio e la betulla, mentre al di là della vegetazione boschiva il paesaggio si modifica ed è caratterizzato da formazioni pulviniformi di spino santo (astragalo) che offrono riparo ad altre piante della montagna etnea quali il senecio, la viola e il cerastio. I comuni che appartengono all’area protetta del Parco dell’Etna sono venti: Adrano, Belpasso, Biancavilla, Bronte, Castiglione di Sicilia, Giarre, Linguaglossa, Maletto, Mascali, Milo, Nicolosi, Pedara, Piedimonte Etneo, Ragalna, Randazzo, Sant’Alfio, Santa Maria di Licodia, Trecastagni, Viagrande, Zafferana Etnea. Tra i punti di interesse del vulcano Etna troviamo: la Montagnola, che si innalza a sud del Cratere Centrale. Fra il Monte Silvestri Superiore e quello immediatamente sotto, detto Monte Silvestri Inferiore, passa la strada che da Zafferana e Nicolosi porta al piazzale del Rifugio Sapienza, meta di tutti i visitatori che si recano sul versante sud dell’Etna. All’interno del territorio del Parco si trovano oltre 200 grotte di scorrimento lavico, utilizzate dall’uomo come luoghi sacri e di sepoltura, come riparo o come luoghi destinati all’accumulo di neve, quando essa costituiva l’unica fonte di refrigerio in estate. Tra le più rinomate troviamo: la grotta dei Lamponi, dei Tre Livelli, del Gelo, delle Palombe. La Valle del Bove, una delle emergenze naturalistiche più importanti del Parco, è un enorme catino posto sul versante est del vulcano che, secondo alcune teorie, è sorto dal collasso dell’originario apparato craterico; misura circa 7 km per 5 km di grandezza, con pareti che arrivano sino a 1.000 metri di altezza. La notte tra il 13 e il 14 dicembre 1991, ad una quota di circa 2.400 metri nella parete della Valle si è aperta una bocca eruttiva che ha dato luogo ad una colata lavica che è durata sino alla primavera del 1993. Nella primavera del 2005 l’Ente Parco dell’Etna si è insediato nella nuova sede, l’ex Monastero dei Benedettini di San Nicolò La Rena, antico e prestigioso edificio di grande valore storico e architettonico attorno al quale nacque e si sviluppò la comunità di Nicolosi. Il Monastero, restituito alla collettività dopo lunghi anni di abbandono e un complesso lavoro di risanamento conservativo, rappresenta, per le genti dell’Etna ma anche per tutti coloro che, da ogni angolo del mondo e in ogni stagione vengono a visitare il territorio del Parco, uno spazio riconquistato alla cultura, alla natura, alla promozione dei prodotti tipici e un punto di riferimento fondamentale per accogliere ed ospitare importanti eventi culturali e scientifici, nonchè manifestazioni di educazione ambientale. Tra di essi, spicca il VI Congresso Nazionale della Federazione Italiana dei Parchi e delle Riserve, celebrato nel 2006 con la presenza di tutte le aree protette del nostro Paese. L’intera area del Monastero, dallo scorso mese di ottobre, è stata resa accessibile anche ai disabili, agli ipovedenti e ai non vedenti. Il campo collezione della Banca del Germoplasma è stato invece realizzato per la caratterizzazione e conservazione del patrimonio genetico vegetale etneo. Si estende su una superficie di circa tre ettari adiacente alla sede dell’Ente Parco e ospita specie di interesse naturalistico e agrario, ma anche specie aromatiche e officinali presenti nel comprensorio etneo. Il Sentiero del Germoplasma, lungo 1153 metri, è stato realizzato all’interno del campo collezione e può essere percorso anche da mezzi di supporto delle attività motorie di persone diversamente abili. Sono stati in particolare installati, con la collaborazione della Stamperia Braille di Catania, apposite targhette esplicative di interpretazione ambientale anche per ipovedenti e non vedenti. E’ stato realizzato un vero e proprio “Sentiero dei cinque sensi”, permettendone così la fruibilità anche a chi ha problemi fisici e ponendolo come possibilità di svago e di recupero del contatto dell’uomo con la natura e della naturale potenzialità all’uso dei sensi. L’Unesco ha recentemente inserito l’Etna nel patrimonio mondiale dell’umanità definendolo come uno dei vulcani “più emblematici e attivi del mondo”. Se ne è scritto da circa 2.700 anni e questo rappresenta “uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani”, aggiunge il comitato Unesco riunito nella sua sessione annuale nella capitale cambogiana Phnom Penh. “I crateri, le ceneri, le colate di lava, le grotte di lava e la depressione della valle del Bove, fanno del monte Etna una destinazione privilegiata per la ricerca e l’educazione” continuando ad avere un ruolo importante, capace di influenzare “la vulcanologia, la geofisica e altre discipline di scienza della terra. La sua notorietà, la sua importanza scientifica, i suoi valori culturali e pedagogici” conclude l’Unesco, “sono di importanza mondiale”. Un’altra interessante escursione è quella alle Gole di Alcantara, uno spettacolo unico al mondo. Alte fino a 50 metri, sono un vero e proprio canyon originato da fenomeni di raffreddamento di antichissime colate laviche solcate al centro dalle acque gelide del Fiume Alcantara. Famosa è la spiaggetta delle gole alla quale si può accedere facilmente tramite gli ascensori del Parco Botanico e Geologico o dalla scala del Comune di Motta Camastra. La parte a valle delle Gole, ricca di laghetti, formazioni rocciose e piccole cascate, è percorribile utilizzando le salopettes che proteggono dalle acque gelide e che si noleggiano sul posto. Grazie alla rete dei sentieri del Parco Botanico e Geologico delle Gole Alcantara, questo canyon naturale può essere visitato tutto l’anno dall’alto tramite il Sentiero delle Gole ed il Sentiero Eleonora, che lo costeggiano per tutta la sua lunghezza, con numerosi punti di interesse lungo il corso delle gole e con cartelloni che forniscono informazioni e descrizioni dei siti.

A circa 10 chilometri da Catania si trova un grazioso paese chiamato Tremestieri Etneo, che ho potuto visitare in occasione della cerimonia di premiazione del Concorso Premio Natale, cui ho preso parte nel 2011, di cui conservo un ottimo ricordo per l’ospitalità e la simpatia dei suoi abitanti. I principali punti di interesse del paese sono: la Chiesa Madre, dedicata alla Madonna della Pace, costruita su una collinetta da cui si può ammirare un bel panorama dell’Etna e del Golfo e della Piana di Catania; la Chiesa dell’Immacolata, nell’omonimo quartiere, risalente alla metà del XVII secolo; la chiesa della Madonna dell’Idria, costruita nella prima metà del XVII secolo e anch’essa di recente restaurata; la Chiesa Santa Maria delle Grazie, nella Frazione Piano, dedicata alla Madonna delle Grazie. La parrocchia, ogni anno organizza le suggestive rappresentazioni sacre del Presepe vivente e della Via Crucis. All’interno si trovano due pregevoli tele, di incerta datazione, una rappresentante la Madonna delle Grazie con Santa Lucia e Sant’Agata e l’altra raffigurante San Rocco e l’Angelo. La Chiesa di S.Antonio di Padova presenta pregevoli lavorazioni nel portale e nel rosone in pietra lavica sulla facciata, mentre la piccola Chiesa di S. Vito, risalente anch’essa al XVII secolo, è stata restaurata negli anni novanta. Molto più recente la Chiesa di San Marco nella Frazione Canalicchio, costruita negli anni ‘80 su un appezzamento di terreno donato nel 1978 dalla famiglia Carnazza. Tra le manifestazioni ricordiamo la festa patronale in onore della Madonna della Pace, la prima domenica dopo Pasqua, e quella della compatrona S.Barbara che si celebra il 4 dicembre, oltre ad una serie di spettacoli estivi a cura dell’Amministrazione comunale. Ed inoltre, a cura della parrocchia della Chiesa Madre S. Maria della Pace, dal 1978 e fino al 1998 nel periodo natalizio sul sagrato della chiesa è stato allestito un suggestivo presepio vivente. L’ iniziativa è stata ripresa nel Natale 2010. La parrocchia, inoltre, con il patrocinio del Comune, organizza annualmente dal 1989 l’originale Premio “Natale – Città di Tremestieri Etneo”, Concorso nazionale di poesia …e altro, voluto nel 1989 dall’allora parroco sacerdote Salvatore Consoli e portato avanti dal dottor Vincenzo Caruso.
Infine Taormina, la perla della Sicilia, coccolata dal sole e dal mare blu. Il territorio di Taormina si estende lungo la costa che va da Capo Sant’Andrea a Capo Taormina, dove si trovano le pittoresche spiagge di Mazzarò, Lido di Taormina e Isola Bella. Abitata fin da epoca arcaica dai siculi e dagli abitanti di “Zancle”, nel 403 a.C. fu teatro di ulteriori immigrazioni dalla vicina Naxos, distrutta da Dionisio, il famoso tiranno di Siracusa; occupata dai greci, divenne una città federata dei romani e nel 34 a.C. Ottaviano vi fondò una colonia. Nei secoli successivi fu governata da Bizantini e Normanni, per poi entrare nei domini del Regno delle Due Sicilie. Oggi Taormina è una località turistica di fama internazionale. Il 9 luglio si festeggia san Pancrazio di Taormina, il patrono della città. Tra i luoghi da non perdere c’è la Villa Comunale. Fino all’Ottocento è stata il giardino privato di Lady Florence Trevelyan Cacciola, nobile scozzese che sposò il primo cittadino della città e che intorno al 1920 donò la Villa al Comune di Taormina. Realizzato come un tipico giardino all’inglese, il parco fu riempito di una grande varietà di fiori e piante provenienti da tutto il mondo ma anche di singolari edifici dal gusto esotico utilizzati da Lady Florence, appassionata ornitologa, per osservare gli uccelli. La costruzione più caratteristica è la cosiddetta “The Beehives”, fantasioso padiglione che ricorda un alveare. I giardini della Villa Comunale offrono anche un meraviglioso panorama sull’Etna e sulla costa. L’Isola Bella, conosciuta anche come “la perla del Mediterraneo”, decantata da Goethe, Byron, Dillon, è un piccolo isolotto vicino alla spiaggia di Taormina. Considerata come un vero monumento naturale, l’isola è stata donata da Ferdinando I di Borbone al Comune di Taormina nel 1806. E’ stata di proprietà privata fino al 1990 mentre oggi è gestita, insieme all’omonima riserva naturale, dall’amministrazione provinciale di Messina. Il mare di Taormina è rappresentato dalla spiaggia di Mazzarò, cui si giunge tramite funivia o a piedi. Si tratta di una insenatura di bellezza straordinaria, delimitata da Capo Sant’Andrea. Salendo verso l’alto invece, oltrepassando la città di Taormina, si giunge dopo qualche chilometro di strada tortuosa al castello medievale della città, ben visibile da Castelmola che lo sovrasta. Questa cittadina, a 5 km da Taormina, è situata lungo un costone a strapiombo sulla valle e merita una visita per ammirare la bellezza straordinaria del panorama. Il monumento più famoso di Taormina è senza dubbio il Teatro Greco il secondo teatro più grande dell’isola (dopo quello di Siracusa). Edificato dai greci (III secolo a.C.) che scelsero il promontorio quale spettacolare ambientazione per le loro rappresentazioni drammatiche e musicali, il Teatro nel II secolo d.C. fu modificato e ampliato dai romani che trasformarono la scena e l’orchestra in un’arena dove avevano luogo i combattimenti tra i gladiatori e gli spettacoli di caccia (venationes). Dall’alto della capiente cavea, la gradinata scavata nella roccia che seguendo la naturale concavità della collina, parte dal basso e sale fino alla sommità, si gode un magnifico panorama della costa calabra e della costa ionica siciliana con l’Etna sullo sfondo. Tra gli eventi musicali e culturali ospitati dal meraviglioso Teatro Greco c’è il Taormina Arte, il festival internazionale delle arti, conosciuto e apprezzato per il suo ricco calendario di eventi musicali, teatrali, di danza e di cinema e il Premio cinematografico Nastri d’Argento. Vi è poi il Palazzo di Santo Stefano. Incorporato all’interno delle antiche mura difensive della città, il trecentesco palazzo dei Duchi di Santo Stefano è considerato un capolavoro dell’arte gotica siciliana con una mescolanza di elementi arabi e normanni. Il Corso Umberto I è la via principale di Taormina. Delimitato a nord da Porta Messina e a sud da Porta Catania, è caratterizzato da botteghe, negozi di moda e di souvenir, gastronomie e caffè. Ogni giorno vi passeggiano migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Tre sono le piazze che si affacciano sul percorso (Piazza IX Aprile, Piazza Duomo e Piazza Vittorio Emanuele). La Cattedrale cittadina dedicata a San Nicola, con la sua austera facciata in pietra e la torre campanaria, sorge nella suggestiva Piazza del Duomo. Edificata intorno al 1400 sui resti di una chiesa duecentesca, la Cattedrale ha subito diversi rifacimenti. L’interno è a croce latina con tre navate e tre absidi. Di fronte al Duomo si può ammirare la fontana seicentesca costruita su gradoni circolari, circondata da quattro piccole fontane laterali. Al centro della fontana, c’è il simbolo della città di Taormina, cioè la centaura incoronata che nella mano sinistra regge il mondo e in quella destra lo scettro del comando. Infine da vedere il Palazzo Corvaja, splendida villa gentilizia che si trova nel centro di Taormina, nella piazza che un tempo era l’antico foro romano e prima ancora l’agorà della greca Tauromenion. Residenza della nobile famiglia dei Corvaja dal 1538 al 1945, in seguito il Palazzo subì un lungo periodo di degrado e abbandono. Restaurato per volontà del Comune, oggi è sede dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo ed ospita nei saloni al primo piano, un interessante museo di arti e tradizioni popolari siciliane. Vicino a Taormina si trovano altre due località balneari molto popolari: Giardini-Naxos e Letojanni, dove tra l’altro sono state girate alcune scene del film “Johnny Stecchino”, con bellissime spiagge, affacciate su un meraviglioso golfo, inebriato dal profumo degli agrumi e delle zagare.
Ed ora una curiosità sulla Sicilia. Il simbolo della regione siciliana è la trinacria e la sua origine si ricollega alla mitologia. E’ composta dalla testa della Gorgone, i cui capelli sono serpenti intrecciati con spighe di grano, dalla quale si irradiano tre gambe piegate all’altezza del ginocchio. La Gorgone è un personaggio mitologico, che secondo il poeta greco Esiodo era ognuna della tre figlie di Forco e Ceto, due divinità del mare: Medusa (la gorgone per antonomasia), Steno (“la forte”), Euriale (“la spaziosa”). Le spighe di grano sono simbolo della fertilità del territorio. Le tre gambe rappresentano i tre promontori, punti estremi dell’isola: capo Peloro (o punta del Faro, Messina: nord-est), capo Passero (Siracusa: sud), capo Lilibeo (o capo Boeo, Marsala: ovest), la cui disposizione si ritrova nel termine greco triskeles e si ricollega al significato geografico: treis (tre) e akra (promontori), da cui anche nel latino triquetra (a tre vertici).
Domani la quinta e ultima parte di questo viaggio in terra sicula ci porterà a Palermo e non solo. Stay tuned!
Testo e foto di Francesca Monti
