Gad Lerner torna su Rai3 con “La difesa della razza”, un reportage-inchiesta in sei puntate da domenica 22 aprile alle 20.30. La Senatrice a vita Liliana Segre: “L’indifferenza è colpevole più della violenza stessa”

Se le razze non esistono più, contro chi ci stiamo difendendo? A ottant’anni dalla promulgazione delle Leggi Razziali in Italia Gad Lerner torna su Rai3 con “La difesa della razza”, un reportage-inchiesta in sei puntate in onda da domenica 22 aprile alle 20.30.
L’obiettivo è quello di attualizzare la lezione storica della discriminazione e della persecuzione degli ebrei sotto il regime fascista per analizzare e comprendere, tra analogie e distinzioni rispetto ad allora, le nuove forme di espressione del razzismo nel linguaggio e nei comportamenti, oggi, in Italia. Nel nuovo percorso d’inchiesta Gad Lerner propone, secondo la propria tecnica giornalistica, sei racconti: storie e testimonianze, tra passato e presente, che si misurano e si scontrano con l’insidia del pregiudizio e del disprezzo nei confronti di chi percepiamo come altro, come diverso, nella riproposizione del meccanismo “noi e loro”.

Questa per me non è una trasmissione come le altre”, ha detto Gad Lerner nel corso della presentazione stampa del programma, cui era presente anche la Senatrice a vita Liliana Segre, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz. “Il fatto che Liliana Segre sia qui al mio fianco oggi è qualcosa di speciale. Avevo all’inizio paura di strumentalizzare la presenza di Liliana e di altri testimoni chiedendo loro un parere tra quanto successo allora e quanto succede oggi. Invece hanno accettato di collaborare. L’idea è di andare a vedere come quella propaganda si è imposta, con quali argomenti, per filtrare quello che viviamo oggi, le fobie, le discriminazioni, riferendosi non più agli ebrei ma agli altri che arrivano in Italia e vengono definiti troppi, così come succedeva con gli ebrei provenienti dalla Polonia nel 1938. Questo racconto ci ha portati a girare tutta l’Italia ma anche a volgere uno sguardo all’estero. Nell’ultima puntata ad esempio parleremo dei bambini proibiti di Zurigo, che sono i figli degli italiani emigrati in Svizzera  che negli anni ’60 erano costretti a vivere chiusi in casa per mesi, senza frequentare la scuola, perchè non avevano il permesso di soggiorno“.

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credit foto FM

La Senatrice a vita Liliana Segre ha ringraziato Gad Lerner per aver voluto fare una trasmissione come “La difesa della razza” e ha poi parlato della sua storia e di come purtroppo oggi stiano tornando quei venti di violenza e di discriminazione vissuti oltre settanta anni fa: “Quello che mi ha ferita di più prima, durante e dopo la prigionia è stata l’indifferenza, colpevole più della violenza stessa, quella che permette al giorno d’oggi che in Italia e in Europa si risvegli il razzismo. Ai tempi provavamo una grande disperazione per il fatto che i compagni di scuola, i vicini di casa non si interessassero alla sparizione delle persone che avevano l’unica colpa di essere nate, ed è quello che rivedo oggi con la rinascita delle idee e dei simboli che credevo la storia avesse bocciato e di quei sentimenti osceni che non si aveva coraggio di manifestare dopo la Seconda Guerra Mondiale. Appena il tempo l’ha permesso con la morte dei testimoni diretti di quelle inaudite violenze, questi personaggi sono nuovamente usciti allo scoperto. Sono anni che vado nelle scuole per parlare ai giovani di quanto accaduto nel periodo del regime nazi-fascista, non mi sono mai interessata di politica, dai 15 ai 60 anni non ho parlato della mia storia perchè dovevo metabolizzare il tutto. A 8 anni sono stata espulsa dalla scuola a causa delle leggi razziali, che vedo come un unico filo che porta alle rotaie di quei treni che ci hanno deportato ad Auschwitz-Birkenau. Quando sento parlare ad esempio dei rom ricordo che ero al lager di Birkenau e confinava con quello in cui erano stati portati gli zingari. Noi avevamo invidia di loro perchè erano tutti insieme, erano gruppi di famiglie, avevano i loro classici vestiti e mantenevano le loro abitudini, mentre noi eravamo stati strappati ai nostri affetti. Una mattina ci siamo alzati e il campo era vuoto, volavano stracci e avanzi, e abbiamo capito che i rom erano stati bruciati. Intere famiglie sono sparite avendo anche loro come unica colpa quella di essere nate. Loro non hanno un ricordo scritto di quanto accaduto nei lager ma hanno delle musiche struggenti che a volte suonano in memoria dei famigliari streminati“.

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credit foto FM

Liliana Segre ha parlato quindi della nomina di Senatrice a vita ricevuta lo scorso gennaio: “Quando il Presidente Mattarella mi ha nominata senatrice a vita ero sorpresa, sono onorata ma sono sempre la stessa “vecchietta” di quasi 88 anni con un cervello ancora funzionante. Finchè avrò vita racconterò l’indifferenza. Fa impressione ad esempio vedere come in un telegiornale si dia la notizia di un barcone con 200 persone a bordo affondato in mare e poi si passi al gossip. Nessuno si chiede chi fossero quelle persone, quale fosse il loro nome. Quando a noi ebrei veniva tolto il nome e sostituito con un numero, che porto ancora tatuato sul braccio sinistro, era un tentativo di toglierci la dignità, L’indifferenza di oggi è la matrice della violenza stessa e temo che certe cose accadute in passato possano purtroppo tornare“.

Il direttore di Rai 3 Stefano Coletta ha sottolineato che: “La rete deve dare spazio a questi contenuti, a questi racconti e lo deve fare con intelligenze come quella di Gad Lerner, capace di dare una sua lettura della contemporaneità tenendo conto del passato. Penso che questo programma sia un atto necessario in tempi scellerati di negazione della storia. Nelle nuove generazioni c’è assenza di basi culturali. Spero che vedendo questo programma possano essere risvegliate le coscienze“.

La prima puntata de La difesa della razza è dedicata a “Noi e gli ebrei”. Seguiranno poi “Noi e gli africani”, “Noi e gli arabi”, “Noi e gli zingari”, “Noi e i cinesi” e “Il razzismo contro gli italiani”.

“Noi e gli ebrei” si apre con le interviste ai capi delle tifoserie sul fenomeno dell’antisemitismo e sull’uso del termine ebreo come insulto per varcare poi, nel centro storico di Roma, il portone dell’elegante Palazzo Wedekind. Sede dal 1938 al 1943 della Difesa della Razza, la rivista fascista diretta da Telesio Interlandi voluta dal Duce, oggi ospita il quotidiano Il Tempo, che il 30 dicembre scorso ha dedicato la prima pagina a Mussolini “Uomo dell’anno” e di cui Lerner intervista il direttore.
Nel Ghetto di Roma, visitato nel ricordo degli 8869 ebrei italiani deportati e uccisi nei lager nazisti – un quarto di tutti i cittadini ebrei del Paese – Lerner incontra Riccardo Pacifici: tra queste case, nel 1943, furono rastrellati oltre mille uomini, donne e bambini, di cui solo 16 sopravvissero allo sterminio. Oggi, nella Capitale, gli ebrei avvertono un’atmosfera di assedio? Dall’Italia in Israele, a Tel Aviv, Lerner intervista il rabbino Ariel Toaff sul clima di nuovo antisemitismo che si torna a respirare nel Vecchio Continente. Un monumento, qui, conserva la memoria dei drammatici viaggi nel Mediterraneo, negli anni ‘40, delle migliaia di scampati alla Shoah disposti a tutto pur di raggiungere la Palestina, clandestini, ieri come oggi. Dopo la visita al Global Service Center della Jewish Agency che supporta gli ebrei che vogliono immigrare in Israele, anche da grandi città europee, da Londra come da Parigi, Lerner analizza con il direttore del Centro per la lotta all’antisemitismo il fenomeno dell’incremento di episodi razzisti contro gli ebrei in Europa.
Uno dei bersagli dell’antisemitismo dei nostri giorni è il finanziere ebreo ungherese George Soros. Lerner ne parla con il giovane filosofo Diego Fusaro e, a Budapest, sede della Central European University considerata dalla propaganda governativa centro di diffusione del “pensiero sorosiano”, con il presidente dell’ateneo Michael Ignatieff e poi con il portavoce di Viktor Orbán, vincitore delle recenti elezioni ungheresi. In chiusura, l’incontro e l’intervista, a Parigi, con Serge Klarsfeld e con sua moglie Beate, gli ultimi “cacciatori di nazisti”.

“La difesa della razza” è un programma di Gad Lerner e Laura Gnocchi con Francesco Esposito e Liviana Traversi. Produttore esecutivo Elena Milani. Regia Stefano Obino.

a cura di Francesca Monti

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