Intervista con l’attore e regista Francesco Branchetti: “Dopo tanti mesi di stop per la pandemia Mi sono reso conto di quanto sia prezioso poter essere su un palco davanti al pubblico”

Francesco Branchetti sarà in scena il 29 maggio al Teatro Osvaldo Chebello di Cairo Montenotte (Sv) con lo spettacolo da lui diretto “Parlami d’amore” che lo vede anche protagonista con Nathalie Caldonazzo.

Un testo che parla di una coppia che sta attraversando una profonda crisi e racconta come possano sgretolarsi in poco tempo i punti di riferimento e le fondamenta di un rapporto attraverso un’indagine nell’animo umano e una straordinaria e pungente ironia.

L’attore e regista fiorentino, che ha lavorato in svariati film e fiction di successo tra cui “Cronache del terzo millennio” e “Le ombre rosse” di Francesco Maselli, “Incantesimo 8”, “Elisa di Rivombrosa”, “Un medico in famiglia”, “Una donna per amico”, “Ricominciare”, “Provaci ancora prof. 2”, debutterà a fine giugno anche con un altro spettacolo da lui diretto, “Preferisco che restiamo amici”, con Matilde Brandi e Giuliano Capuano, una commedia romantica, ricca di colpi di scena, intelligente, sensuale e moderna che vive delle mille sfumature dei personaggi e del loro rapporto che si evolve in qualcosa di ancora più speciale.

manifesto -PARLAMI-DI-AMORE - Copia

Francesco, com’è stato tornare sul palco dopo tanti mesi di stop a causa della pandemia?

“E’ stato molto emozionante, ancora di più di quando sono tornato in scena la scorsa estate, dopo aver capito che non era assolutamente scontato che fosse possibile la sera andare a teatro o uscire a cena. Ci siamo fermati per la seconda volta ad ottobre e abbiamo ripreso a maggio ed è stato bellissimo trovare il pubblico in sala che ha avuto voglia di venire a vederci. Tutti i teatri rispettano le regole anticovid ma non è assodato avere di fronte gente così affettuosa e numerosa e questo ci ha veramente reso felici. Siamo state tra le primissime compagnie a tornare in scena nelle Marche, il 13 e 14 maggio al  Teatro Comunale Concordia di San Benedetto del Tronto con “Parlami d’amore”, sono state due repliche che non dimenticherò facilmente. Ora andremo in Liguria il 29 maggio e devo dire che ad ogni spettacolo ora si dà un’importanza diversa che nella routine del teatro prima del covid non si dava, passando di città in città disinvoltamente. Mi rendo conto quanto sia prezioso poter essere su un palco davanti al pubblico. Credo che il teatro debba riscoprire e ricordare l’importanza unica che ha per la società, di nutrimento profondo dell’anima”.

Cosa puoi raccontarci riguardo lo spettacolo “Parlami d’amore” da te diretto, che ti vede anche protagonista insieme a Nathalie Caldonazzo?

“Parlami d’amore è un testo di Philippe Claudel che ha la sua originalità nell’avere come protagonista una coppia altoborghese che ha sposato in pieno tutti i non valori che la società ci propina quotidianamente. Al ritorno da una qualsiasi festa, dopo una parola sbagliata, si innesca un meccanismo tremendo, una sorta di duello mortale tra i due coniugi che si rinfacciano tante cose del loro matrimonio più che ventennale, ripartendo da quando si sono conosciuti, passando per la nascita e l’educazione dei figli. E’ uno spettacolo che fa riflettere ma anche divertire con personaggi che sono talmente immorali da essere quasi comici, ridicoli. Lui è un politicante corrotto, ambizioso, arrivista, che non ha un solo valore al posto giusto, lei è una donna che vive per la bellezza, per le sedute di aerobica, le belle macchine, la manicure, sono talmente portati all’eccesso che fanno ridere ma nel fare questo parlano anche dell’educazione dissennata dei figli e fanno riflettere e discutere le coppie che vengono a vedere lo spettacolo, sia giovani all’alba di un possibile matrimonio, sia anziane che rivendicano le stesse cose che hanno visto sulla scena”.

LOCANDINA PREFERISCO CHE RESTIAMO AMICI

A giugno sarà invece la volta del debutto di “Preferisco che restiamo amici” che vanta sempre la tua regia…

“E’ la storia di una donna che vuole finalmente una risposta da un uomo che frequenta da cinque anni che non sia la solita dell’impegno a metà, del preferisco che restiamo amici. E’ una commedia tenera, divertente, romantica sulla scoperta da parte di entrambi i personaggi di un amore che covava da tempo, di cui lei era consapevole mentre lui no. Sono convinto che oggi ci sia bisogno di uno spettacolo di questo tipo”.

Entrambi gli spettacoli hanno come comune denominatore la musica di Pino Cangialosi. Com’è nata la vostra collaborazione?

“Pino, i miei musicisti e i miei tecnici mi accompagnano da 13-14 anni. Ci siamo incontrati a Taormina quando ho diretto Antonio e Cleopatra di Shakespeare al Teatro Greco, in cui ha fatto musiche meravigliose e il nostro rapporto, tra i più solidi e felici che ho, è proseguito negli anni con altri spettacoli. E’ un bravissimo musicista”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnato?

“Tornerà in scena Una stanza al buio con Alessia Fabiani verso la metà di gennaio, prima in Piemonte, quindi al Martinitt di Milano e poi in tournée, ma ho anche in programma un classico e un testo nuovo di drammaturgia contemporanea, Le Unghie di Valentina Fravini, che debutterà alla fine di settembre a Roma”.

Francesco Branchetti 105b

Nel 2018 hai ricevuto il Premio Anna Magnani per il teatro. Cosa ha rappresentato per te questo prestigioso riconoscimento?

“In quell’edizione ho vinto il premio Anna Magnani per il teatro con “Il bacio”, a cui sono molto legato e che ha avuto tantissimo successo, quindi da un lato c’era una forte emozione per averlo ricevuto per questo spettacolo e dall’altro la grande soddisfazione per essere in compagnia di artisti di livello quali Rupert Everett, Carlo Verdone, Barbara De Rossi, che hanno ricevuto il riconoscimento per il cinema”.

Hai preso parte a serie tv e film di successo, alcuni presentati anche alla Mostra del Cinema di Venezia. C’è un lavoro in particolare a cui sei più legato?

“Cronache del terzo millennio di Francesco Maselli che fu presentato al Festival di Venezia, un film che fece scalpore in quegli anni perchè parlava dell’occupazione di un palazzo di periferia e delle dinamiche di potere che si creavano all’interno di questa struttura. E’ stato un onore lavorare con Maselli che mi ha diretto anche ne Le ombre rosse, presentato a Venezia nel 2009. Sono le pellicole a cui sono più legato e che rappresentano per me l’esperienza nel cinema di serie A”.

Uno spettacolo che vorresti portare in scena in futuro…

“C’è uno spettacolo che si chiama Una relazione privata di Philippe Blasband, sono dieci anni che tento di farlo e prima o poi mi auguro di riuscire a portarlo in scena. E’ un testo straordinario”.

di Francesca Monti

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